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Eroica Fenice

Ludovico Landolfi

Fuga dal settimo piano, l’esordio di Ludovico Landolfi

Romanzo di esordio di Ludovico Landolfi, Fuga dal settimo piano, pubblicato dalla casa editrice Fernandel, è un divertente racconto sotto forma diaristica che, in poco meno di 100 pagine, porta il lettore alla scoperta del microcosmo, folle ma non troppo, della casa di cura Villa Quercia. Protagonista è un anonimo paziente della clinica psichiatrica che si trova a condividere questa esperienza con altri pazienti, ognuno con particolari disturbi, o meglio, caratteristiche. Come lui stesso scrive nelle prime pagine di questo diario-romanzo, “L’ospedale psichiatrico è un posto curioso, una giungla popolata da una fauna multiforme. Sotto lo stesso tetto convivono moltitudini di casi umani, sindromi, morbi, disturbi della personalità, bipolarismi, allucinazioni, deviazioni, dipendenze patologiche e depressioni, come in nessun altro ambito della società“. Come a voler sottintendere che la società “normale” non è certo priva di casi umani, ma non ci si fa tanto caso, essendo essi in qualche modo diluiti sotto una coltre di apparente convenzionalità.

Fuga dal settimo piano si sviluppa in sette capitoli, come sette sono i piani di Villa Quercia che ospitano i pazienti. Questi sono suddivisi secondo un criterio piuttosto semplice: al primo trovano posto i casi meno gravi, e man mano che si sale la gravità della malattia aumenta. Se il disturbo peggiora si viene trasferiti a un piano superiore, se migliora, a un piano inferiore. Ovviamente, la nostra avventura inizia al piano più basso, nel quale il protagonista fa la conoscenza di altri due pazienti, che saranno suoi compagni: Giovanni Leporale, convinto fermamente di essere morto anche se tutti si ostinano a trattarlo come se fosse vivo, e Uanduele, che non parla mai. Attraverso una serie di malintesi che lo portano suo malgrado a risalire di reparto in reparto fino al settimo piano, il protagonista di questo breve romanzo umoristico incontra altri eccentrici personaggi, con i quali progetta di evadere dalla struttura: Valeria, che crede di trovarsi sul Cammino di Santiago; Vittoria Grifone, che ha inventato e messo in pratica un metodo per accrescere l’ansia a dismisura, persuasa che doni alla pelle lucentezza ed elasticità; la signorina Giroldini, che accudisce due mandarini; Antonino, che parla ininterrottamente al cellulare; il professor Frikell, abile mago e ladro di canarini; Luca Salvatore Pistone, che ha fondato una dottrina religiosa nota come iperventilazionismo. A partire dal terzo capitolo, dunque, Leporale, Uanduele e il nostro anonimo protagonista cominceranno ad organizzare una fuga, ben sapendo che chi arriva al settimo piano, difficilmente ne ritorna.

Fuga dal settimo piano di Ludovico Landolfi. Analisi di un romanzo ciclico

Fuga dal settimo piano di Ludovico Landolfi è caratterizzato da una scrittura veloce e asciutta, costantemente percorsa da una vena umoristico-grottesca, che induce ad una riflessione amara non solo sullo status mentale dei personaggi che man mano si incontrano, ma anche sui “tipi umani” che essi rappresentano. Riprendendo la poetica dell’umorismo pirandelliano, ciò che si avverte è il sentimento del contrario, quello strappo a causa del quale dietro la risata, scaturita da comportamenti a prima vista bizzarri, si percepisce la realtà quale è veramente.

La maggior parte dei personaggi che il protagonista incontra durante il suo percorso di ascesa all’interno del manicomio, infatti, rappresentano una o più “manie” dell’uomo moderno: può trattarsi del bisogno atavico di dare e ricevere amore, in un mondo sempre più freddo; oppure della dipendenza, comune a molti, dalla tecnologia, incarnata qui dallo smartphone, l’oggetto da cui non ci separiamo mai. Antonino telefona a parenti e amici, promettendo cene e incontri che sa che non avverranno mai, ma pensare che potrebbero verificarsi lo fa star bene (un po’ come quando si dice “vabbé poi ci prendiamo un caffè insieme” ben sapendo che non  ci si incontrerà mai più). Altri personaggi sono caratterizzati della ricerca continua di un qualcosa in cui credere, come accade per Pistone o la signorina Grifone che trasformano la loro ansia in una sorta di nuova rivelazione mistica, o come fa anche Valeria, che esplicita la sua fede  in un eterno pellegrinaggio, come a voler sottolineare inconsciamente che la ricerca non finisce mai. Ci sono poi quei pazienti, come Leporale, Uanduele o il misantropo, che con i loro comportamenti riflettono la sostanziale incapacità comunicativa dell’uomo moderno. Una cosa importante è che tutti questi si muovono in un contesto che è sia ascensionale che ciclico: mentre si sale fisicamente verso i piani alti, la narrazione interna è costruita secondo una fitta rete di richiami: situazioni, storie, personaggi, si ripetono seguendo uno schema di riprese e aggiunte che, se da un lato gettano maggior luce sulle varie “patologie”, dall’altro concorrono a dare al lettore l’idea che nulla cambia mai davvero. La monotonia è una cifra della vita dell’individuo medio che, di giorno in giorno si trova a dover fare sempre le stesse cose, ripetendo ad oltranza degli schemi ormai interiorizzati, così come nei capitoli di Fuga dal settimo piano si ripetono le stesse situazioni con gli stessi personaggi. Questo mondo, ripetitivo e assuefacente, contrasta con il desiderio di libertà del protagonista, visivamente rappresentato dal panorama che si vede dalle finestre della clinica e che, in maniera significativa, diventa più limpido e più bello man mano che si sale verso l’alto. Il protagonista di Fuga dal settimo piano sente di non appartenere a quei luoghi e anela di ritrovarsi all’aperto per assecondare il suo desiderio di libertà, oniricamente rappresentato dalla smania di fumare erba (quindi, in realtà anche in questo caso si tratta di una libertà fasulla, essendo essa collegata ad una dipendenza). Tuttavia, così come non riesce mai, nel sogno, a fumare, il lettore resta nel dubbio anche sulla riuscita della fuga: il gruppo di pazienti è riuscito davvero a ritrovare la libertà eludendo i controlli o è accaduto tutto nella mente del protagonista?

Fonte immagine: https://www.fernandel.it/catalogo/collana-fernandel/614-ludovico-landolfi-fuga-dal-settimo-piano

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