Seguici e condividi:

Eroica Fenice

Fumetti erotici

Fumetti erotici, un viaggio nelle illustrazioni per adulti

Fumetti erotici: i capolavori dell’eros a matita. Dove immagine, arte e scrittura d’autore si fondono. 

I fumetti erotici, che per un vizio di genere possono facilmente scadere nella banale e pruriginosa perversione, costituiscono un mare magnum in cui è necessario fare una scrematura. Va precisato, infatti, che non è così facile trovare, all’interno di questa eterogenea produzione, grandi capolavori della letteratura. Accostandosi al genere anche il lettore meno critico si accorgerà della debolezza degli intrecci e dell’inverosimiglianza delle trame. Ma è altrettanto vero che il pubblico affezionato a questo genere è probabilmente alla ricerca di sensazioni ed emozioni forti più che di suggestioni artistico- letterarie.

Il nostro viaggio all’interno del genere dei fumetti erotici comincia da una delle produzioni più notevoli del recente panorama fumettistico: le “Lost girls- Ragazze perdute” di Alan Moore e Melinda Gebbie (pubblicato in Italia nel 2008). Tre protagoniste femminili di altrettanti capolavori della letteratura a cavallo tra ‘800 e ‘900, ovvero Alice (Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie), Dorothy (Il mago di Oz) e Wendy (Peter Pan) si incontrano nel 1913 per caso in un lussuoso albergo austriaco, l’Himmelgarten, sulle rive del lago di Costanza. Le protagoniste hanno età diverse come sono diverse le loro personalità: Alice è una donna ormai più che matura, borghese e risoluta, Dorothy è un’esuberante ventenne, Wendy è poco più che adolescente e forse per questo ancora timida e repressa. Le tre donne, nei tre volumi che compongono l’opera, (Ragazze cresciute, Isole che non ci sono, Grande e terribile), libere da pudori e vincoli morali, si confrontano e si raccontano esperienze sessuali che vanno dalla scoperta del sesso e del piacere alle più torbide espressioni e inclinazioni sessuali, fino ad invischiarsi in temi più spinosi e controversi come la pedopornografia, i perversi giochi sessuali adolescenziali, le molestie, il feticismo.

Se le illustrazioni di Melinda Gebbie sono fiabesche, e per questo fredde e infantili, del tutto diverse sono invece le proposte di uno dei più famosi maestri del genere: Milo Manara. Nei quattro capitoli della saga “Il gioco”, pubblicati tra il 1983 e il 2001, la giovane e conturbante Claudia Cristiani, giornalista e moglie del vecchio e ricco avvocato Cristiani, è vittima dei ricatti e degli esperimenti del crudele e viscido dottor Fez, ideatore di un congegno in grado di stimolare pulsioni erotiche nella donna. Fez e gli altri subdoli e spietati personaggi maschili che entreranno in possesso del congegno, lo utilizzeranno per demolire l’incrollabile fedeltà, il profondo senso del pudore e la ritrosia al sesso della giovane donna e per scatenare in lei una irrefrenabile libido. Le immagini proposte da Manara sono estremamente realistiche, a tratti voyeuristiche, e perciò sensualissime, anche se le trame risultano a volte forzate, se non addirittura surreali.  

In questa breve rassegna, non si può non inserire la celebre Valentina dell’ormai defunto Guido Crepax. Valentina compare per la prima volta nel 1965 sulla rivista Linus, e da quel momento il suo aspetto retrò e raffinato la rende una delle più riconoscibili icone della fumettistica erotica. Ciò che differenzia Crepax dalla restante produzione erotica è quell’iper-realismo che lo porta a far crescere, maturare, ammalare la sua Valentina. La donna infatti, nata nel 1942, si presenta al sua pubblico poco più che adolescente e patologicamente magra, per diventare poi donna e madre con allucinazioni e disturbi psichici. La donna saluterà il suo pubblico, ormai più che matura, nel volume dal titolo “Al diavolo Valentina”

Nel solco tracciato da Manara e con un debito in termini di stile nei confronti di Crepax, si presenta Apollonia Saintclair. L’autrice precisa, quasi programmaticamente, sul suo profilo instagram: “Ink is my Blood.
I draw for my own sake and for your pleasure. Adult audience only”. E, in effetti, solo un pubblico adulto, emotivamente e culturalmente maturo può avvicinarsi alla sua conturbante e disturbante fumettistica. I fumetti della Saintclair, diversamente da quelli di Crepax e Manara, presentano immagini di donne per donne: la donna descritta è sessualmente consapevole, disinibita, a tratti autoritaria nelle richieste sessuali; l’uomo, viceversa, è solo un personaggio secondario, a volte una comparsa, un mero strumento di piacere, altre volte del tutto assente. Il tratto marcato e nero, le immagini erotiche, i contenuti espliciti e le idee forti fanno dei fumetti di Apollonia dei capolavori della letteratura pornografica.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.