Gli Atti di sottomissione di Megan Nolan

Atti di sottomissione Megan Nolan

Recensione del romanzo d’esordio di Megan Nolan pubblicato da NN Editore

Atti di sottomissione (Acts of Desperation) è il romanzo d’esordio dell’autrice irlandese Megan Nolan, pubblicato da NN Editore nell’autunno 2021. La casa editrice si distingue per la scelta di voci limpide ma incisive, di grande effetto e di indubbia qualità letteraria: non fa eccezione Atti di sottomissione, un romanzo controverso e potente.

Sottomissione e disperazione, ma anche sottomissione è disperazione. La splendida, ma dolorosa e cruda traduzione di Tiziana Lo Porto rende a pieno la profondità di questo abisso: la sottomissione come sopraffazione della volontà, prostrazione della personalità.
Il romanzo di Megan Nolan, un lungo monologo interiore che attraversa presente e passato, mediante la tecnica del flusso di coscienza, sviscera il legame profondo tra la rinuncia a sé, l’annullamento in funzione dell’altro, ed il masochismo, inteso come dipendenza affettiva da ciò che si sa, nel profondo, essere nocivo: un amore malato che dapprima, con l’entusiasmo degli inizi, permette di sfiorare vette mai esplorate, e poi, quando la cima è ormai ad un passo, ti scaglia con violenza in un pozzo di disperazione o, più precisamente, spinge te stesso a farlo, lentamente e senza che tu te ne accorga fino al momento in cui, sebbene se ne abbia lucida coscienza, è ormai impossibile tornare indietro e non si può che procedere verso il baratro, come estremo atto di sottomissione. È difficile, per il lettore, mantenersi a debita distanza di sicurezza dall’abisso: la potenza della narrazione di Megan Nolan trascina il lettore con sé, attraverso un vortice crescente di dolore e piacere – spesso uniti -, momentanea soddisfazione e sofferenza acuta, guarigioni e ricadute, senza che queste seguano un percorso lineare. Il percorso delineato da Megan Nolan, la guerra costante con i propri demoni, è tutto in salita, e sono quegli stessi demoni a riportare la donna più e più volte al punto di partenza.
La protagonista del romanzo è una giovane donna che non si ama: da sempre a disagio con le forme del proprio corpo, non riesce a percepire il proprio valore se non quando sceglie consapevolmente di annullarlo, permettendo agli uomini che incontra di trattarla come un oggetto, un piacevole involucro. Il sesso, vissuto spesso con un’urgenza e una brutalità che ne fa soltanto un atto meramente meccanico, non come momento di piacere ma come “sollievo dal dolore”, è la risposta ad un più profondo bisogno di amore e accettazione: come l’alcol, l’altra grande dipendenza del romanzo, anch’esso garantisce un’immediata, ma effimera, soddisfazione.
L’amore per Ciaran acquisisce fin da subito i tratti morbosi ed insani di un’ossessione: l’uomo è venerato, ogni suo desiderio prevenuto, ogni abuso giustificato. Ciaran non è un Dio e non è neanche il migliore tra gli uomini: è un manipolatore che dosa attenzioni e mancanze, presenza e assenza, slanci passionali e feroci umiliazioni, rafforzando nella donna la convinzione di non meritare quell’amore e di dover ciononostante tenerlo legato a sé, perché vittima di una vera e propria dipendenza affettiva. La donna appare innamorata dell’idea di essere innamorata e dell’urgenza disperata di essere ricambiata, di esser riconosciuta per ciò che è e non soltanto per ciò che sceglie di mostrare, più che dell’uomo in sé, al punto da desiderare di diventare qualcosa di diverso, cambiare forma, per compiacere lui – il topos dell’atavica sottomissione della donna all’uomo e ai suoi desideri – e, al contempo, compiacere sé stessa per l’allontanamento da sé, nella speranza che questo basti per sentirsi amata davvero o, almeno, per tenere Ciaran con sé.

Atti di sottomissione è un viaggio nella solitudine, nella deprivazione affettiva, nel disprezzo di sé, che porta a compiere gli atti più terribili. Una spirale di autolesionismo, dipendenze e dolore che si autoalimenta: non vi è una pagina che sia di amore, non vi è nulla di più lontano dall’amore. La conferma che, se è vero che nessuno si salva da solo, è altrettanto vero che non è possibile guarire cercando la salvezza in un amore malato, cercando amore dove non può esserci e, soprattutto, senza provarlo dapprima per sé stessi. 

Altri articoli da non perdere
David James Poissant, La casa sul lago è il suo primo romanzo
David James Poissant

Dopo il successo della raccolta di racconti “Il paradiso degli animali”, David James Poissant torna con un romanzo, “La casa Scopri di più

Rosamund, il capitolo conclusivo della trilogia ideata da Rebecca West
Rosamund, il capitolo conclusivo della trilogia ideata da Rebecca West

Fazi Editore esce oggi in libreria con Rosamund, il terzo e ultimo capitolo della saga familiare degli Aubrey della scrittrice Scopri di più

Jane Austen Society di Natalie Jenner, recensione
Jane Austen Society

Jane Austen Society, il romanzo storico di Natalie Jenner pubblicato da Vintage Editore ci immerge nelle atmosfere della scrittrice inglese. Scopri di più

Storia di Roque Rey, l’ultimo romanzo di Ricardo Romero
storia di roque rey

Ricardo Romero, classe 1976, è una delle migliori penne del panorama letterario argentino contemporaneo ed è tornato in libreria con Scopri di più

Maddalena Mazzeschi, intervista su Tappi, tacchi e miracoli

Tappi, tacchi e miracoli è la nuova raccolta di aneddoti di Maddalena Mazzeschi, in libreria per Giraldi Editore dal prossimo Scopri di più

Alla scoperta di Napoli archeologica: il testo
alla scoperta di Napoli archeologica

Alla scoperta di Napoli archeologica. Statue, necropoli, templi: i siti archeologici che raccontano la grande storia partenopea è un testo Scopri di più

Condividi l'articolo!

A proposito di Giorgia D'Alessandro

Laureata in Filologia Moderna alla Federico II, docente di Lettere e vera e propria lettrice compulsiva, coltivo da sempre una passione smodata per la parola scritta.

Vedi tutti gli articoli di Giorgia D'Alessandro

Commenta