Haxa Vol.2 – Ombre d’acqua, la storia di Pellizon continua

haxa

La Bao Publishing non arresta l’invasione di successi sul mercato italiano, lanciando il secondo volume di Haxa, la tetralogia ideata e disegnata da Nicolò Pellizon.

Haxa Vol.2, e il cliffhanger d’eccezione

Il Cinematic Universe riguardante il mondo dei fumetti a 360 gradi ha cambiato il mondo del cinema, sicuramente, ma anche tante altre cose. Sicuramente la nostra percezione dei supereroi, la nostra idea di plausibile e possibile.
Non pensiamo che un uomo possa volare, questo no, ma ci rendiamo conto, adesso, che l’eroe in costume non è senza macchia, non è sempre sicuro di sé e inattaccabile dal punto di vista della sicurezza e della psicologia. Sono uomini, uomini come noi, con solo una straordinaria abilità in più.

Ombre d’acqua, seconda parte della tetralogia di Nicolò Pellizzon, è un’analisi a stretto giro sui personaggi in un contesto in cui il personaggio smette di essere protagonista dell’azione, ma si limita a subirla, a viverla. Ogni tavola sembra sul punto di esplodere nelle sue tonalità pronunciate, come se la realtà che Pellizon vuole raccontarci fosse saturizzata fino al suo limite massimo. Fino a far male agli occhi.

Chi li segue dal primo volume, sa chi sono questi ragazzi, cosa hanno vissuto e da quale percorso vengono. Li abbiamo visti indeboliti dalla paura, dal terrore di fallire, abbiamo ascoltato i loro sogni e, adesso, li seguiamo mentre compiono lo step successivo, mentre abbandonano definitivamente il guscio protettivo dell’ignoranza per immergersi a pieno petto nella violenza della consapevolezza.
Come già riscontrato nel primo volume, sono forti e intraprendenti i personaggi femminili di Pellizon. Sono il focus assoluto dell’opera, non fanno da cornice, né da icona stereotipata pronta all’uso, sono esse stesse la chiave di lettura di Haxa.

Senza cadere negli spoiler, concludiamo questa recensione avvisando il lettore che il cammino composto nel primo volume e il finale “devastante” con il quale ci eravamo lasciati, riprende appieno nel secondo, portando lo spettatore ad una ulteriore esplorazione dell’interiorità, sì, ma anche in un meraviglioso viaggio nell’esteriorità, nella cruenta lotta per la sopravvivenza, nello scontro perpetuo e nelle sfide quotidiane che caratterizzano le vita adulta, nelle quali ci si ritrova che lo si voglia o meno.

 

Altri articoli da non perdere
Amore e Psiche di Luna Vee De Rosa | Recensione
Luna Vee De Rosa

Amore e Psiche. Lettere d’amore in poesia è un libro scritto da Luna Vee De Rosa (i nostri lettori hanno Scopri di più

Scrivere per il teatro, di Mirko Di Martino | Recensione
Scrivere per il teatro, di Mirko Di Martino | Libri

Scrivere per il teatro, il nuovo libro di Mirko Di Martino. Scrivere per il teatro è il titolo del nuovo Scopri di più

L’amico ritrovato di Fred Uhlman | Recensione
L'amico ritrovato di Fred Uhlman | Recensione

Scritto da Fred Uhlman, scrittore tedesco, L'amico ritrovato è un libro che viene pubblicato, per la prima volta, nel 1971. Scopri di più

Creature di carta di Marta Rosato | Recensione
Creature di carta di Marta Rosato | Recensione

Creature di carta è un libro dell’autrice Marta Rosato, edito da Io Scrittore. Trama di Creature di carta di Marta Scopri di più

Un treno per Marrakesh di Dina Jefferies I Recensione
un treno per Marrakesh

Un treno per Marrakesh è un romanzo di Dina Jefferies, edito da Newton Compton. Un treno per Marrakesh: la trama  Scopri di più

Tutta colpa mia, un romanzo di Juno Dawson
Tutta colpa mia, un romanzo di Juno Dawson

Appartiene al genere young adult il romanzo intitolato Tutta colpa mia, scritto dall’autrice Juno Dawson e pubblicato in Italia da Scopri di più

Condividi l'articolo!

A proposito di Gennaro Esposito

Iscritto a Lettere Moderne, decide di abbandonare gli studi umanistici per l’ Università della Strada. Segue da qualche tempo i corsi di Marketing della Nocciolina Zuccherata. Alcune voci lo vogliono a La Repubblica, altre, invece, parlano di una sua assunzione a Il Fatto Quotidiano. Lui assicura di star seguendo una terapia psicofarmacologica per farle smettere del tutto.

Vedi tutti gli articoli di Gennaro Esposito

Commenta