Il concerto del viale dei lecci | Recensione

Il concerto del viale dei lecci

Il concerto del viale dei lecci di Davide Rondoni, edito da Aboca Edizioni nella collana Il bosco degli scrittori, è l’ultimo romanzo dell’autore, pubblicato a settembre 2022. È un romanzo autobiografico ed è ambientato in una delle più famose strade di Forlì: Viale della Libertà, che un tempo si chiamava viale Mussolini.

Davide Rondoni è nato a Forlì nel 1964. È poeta e scrittore, ha pubblicato diversi volumi di poesia con i quali ha vinto alcuni tra i maggiori premi. È tradotto in vari paesi del mondo, collabora con programmi di poesia in radio e in televisione e come editorialista per alcuni quotidiani. Ha fondato il Centro di poesia contemporanea dell’Università d Bologna e la rivista “clanDestino”. 

“Viale Mussolini risuonava di uccelli. Uno strepito continuo, che si propagava a onde, si alzava di volume, aveva improvvisi silenzi. Poi riprendeva e si allargava in un vero frastuono. All’alba era sempre così. E al pomeriggio, poco prima del tramonto, a seconda della stagione. Enea passava sotto i lecci che onoravano il viale che portava dalla stazione fino al piazzale detto della Vittoria”, comincia così il racconto.

I lecci sono querce sempreverdi ed è proprio sotto i lecci neri e fragorosi di Forlì che Enea cammina fumando, rimanendo completamente immerso nei suoi pensieri. Enea è un uomo di meno quarant’anni, alto, ben piazzato, i capelli lievemente brizzolati pettinati all’indietro. Ha tre figlie: Giovanna, Giannetta e Marta. Ha sposato Bruna e con lei è andato in Africa, in Eritrea a vivere e lavorare. Nel 1940 viene fatto prigioniero dagli inglesi ma riesce a tornare in Italia, sbarcando a Napoli. Arrivato successivamente a Forlì, dopo circa dieci anni, si ricongiunge con la moglie e le figlie.

Il concerto del viale dei lecci 

L’io narrante della storia è il figlio di Giovanna, dunque il nipote di Enea, che osserva dalla finestra la sua famiglia. Ha diciotto anni circa e guarda il nonno che spesso siede da solo a un tavolino all’esterno del bar, contro il nero dei lecci. Parla poco col nipote, infatti quando il ragazzo gli chiede: “Nonno, cosa hai fatto prigioniero dagli inglesi in Africa per 10 anni?”, lui non risponde. Un giorno, proprio lì, arriva un uomo. Il protagonista se lo ritrova di fronte per sentirsi dire che è lì per uccidere suo nonno, ma Enea gli offre una sigaretta e siede con lui al bar. L’uomo dice solo: “Dobbiamo ancora dirci delle cose, io e tuo nonno”. E rialzandosi, sputando la poltiglia della ghianda: “E poi lo ammazzo”.

Chi è quell’uomo e perché vuole ammazzare Enea?

Il concerto del viale dei lecci è un romanzo carico di pathos, la narrazione è incalzante. Il testo è decisamente descrittivo: l’autore non trascura nessun dettaglio ed il lessico adoperato è curato nei minimi dettagli. La storia travolge il lettore nel modo più semplice e naturale, toccando tematiche che spaziano dalla guerra al lutto, dalla famiglia all’amore, dalla paura all’ammirazione più profonda nei confronti dei lecci, presenza costante del racconto. I lecci che hanno vissuto la Storia e che hanno osservato le storie di ogni singolo passante fermatosi sotto le fronde a godere di un po’ della loro frescura.

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