Il giovane robot, Sakumoto Yōsuke | Recensione

Il giovane robot, Sakumoto Yōsuke | Recensione

Il giovane robot (Seishun robotto) è il romanzo di esordio di Sakumoto Yōsuke, pubblicato in Italia da edizioni e/o nel 2017 e tradotto da Costantino Pes, diventato un vero e proprio caso letterario in Giappone grazie al successo ottenuto.

«I robot sono oggetti costruiti per rendere felici le persone.» […] «E se tu non fossi felice?»

Sakumoto Yōsuke, biografia

Di Sakumoto Yōsuke, scrittore giapponese emergente, sappiamo veramente poco. Il giovane robot è il suo primo romanzo, grazie a cui ha vinto nel 2015 il premio Crunch Novels a poco più di trent’anni. Tutto ciò che conosciamo della sua vita privata è che all’età di diciannove anni ha scoperto di soffrire di schizofrenia e che la scrittura lo ha aiutato a gestire la malattia.

Il giovane robot, trama

Il romanzo di  Sakumoto Yōsuke ha come protagonista Tezaki Rei, un robot che vive tra gli esseri umani e ha l’aspetto di un giovane studente di quindici anni. La missione che il suo costruttore gli ha affidato è rendere felici le persone e per questo si mischia a loro per studiarli da vicino. Ma spesso Rei, che non è in grado di provare sentimenti umani, ha difficoltà a comprendere le varie emozioni e questo gli causa dei problemi nei rapporti con i compagni di classe. La sua passione è il ping pong, sport che viene dettagliatamente descritto nel libro, talvolta con uno zelo eccessivo che però acquisisce senso man mano che la storia si sviluppa. Insomma, all’apparenza sembra semplicemente la storia di un androide che cerca di coesistere con degli umani, tuttavia ad un certo punto Rei va in tilt e, con un colpo di scena, la trama si capovolge dando senso a tutti gli avvenimenti precedenti. Da questo punto in poi Sakumoto Yōsuke racconta il mistero dell’esistenza di Rei e cosa lo ha portato ad essere un robot.

«Ho alzato gli occhi al blu limpido del cielo. Ah, che bel sole oggi, avrei pensato se fossi umano. Per me, invece, quella luce era troppo luminosa, troppo calda. Ho temuto potesse surriscaldarmi il computer.»

Lo stile di scrittura di Sakumoto Yōsuke è asciutto e coinciso, forse troppo ricco di tecnicismi durante la narrazione delle infinite partite di ping pong che rischiano di annoiare il lettore. Superata questa sequenza però è un libro ricco di spunti di riflessione su temi come: sentimenti, diversità, accettazione del dolore, amore, amicizia ed altro ancora. Si parla anche dell’importanza del ruolo della famiglia, della società giapponese e del desiderio di piacere agli altri a tutti i costi. Tra riferimenti alle leggi della robotica di Asimov e vari colpi di scena, Sakumoto Yōsuke riesce a dare voce alla storia di Rei, utilizzando il suo personaggio per esorcizzare in un certo senso quella che è la sua vita. Se siete appassionati di scrittori giapponesi contemporanei non potete perdervi Il giovane robot!

Fonte immagine: edizioni e/o

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A proposito di De Fenzo Benedetta

Benedetta De Fenzo (1995) studia Coreano e Giapponese presso l'Università di Napoli L'Orientale. Nel tempo libero si dedica alle sue passioni principali: la cucina, la musica, gli animali e la letteratura.

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