Il respiro del delfino di AN15 | Recensione

Dopo innumerevoli romanzi Anna Laugelli, in arte AN15, torna dai suoi lettori col romanzo “Il respiro del delfino” edito da Dalia Edizioni ed in distribuzione da Maggio 2026.

Il 15 maggio alle ore 15:00, presso il Salone Internazionale del Libro di Torino AN15 è stata protagonista di un incontro dal titolo “Quando la narrativa dà fastidio”, con la partecipazione di Elisa Campaci e moderato da Roberta Argenti.

Scheda riassuntiva de Il respiro del delfino

Caratteristica Dettaglio
Autrice Anna Laugelli (AN15)
Casa editrice Dalia Edizioni
Data di uscita Maggio 2026
Protagonisti principali Gretel (Margherito) e Ansel
Temi centrali Culto dell’antieroe, musica punk, tossicodipendenza

Sinossi del libro Il respiro del delfino

Le Converse bucate di Margherito, detto Gretel, inciampano per le strade di Milano. Il suo ragazzo è sparito e la droga che gli circola in vena oggi non lo aiuta a essere obbiettivo. Domani si sveglierà nella cuccia di un cane. Nella città che scivola dagli anni ’80 verso un presente disilluso, Il respiro del delfino segue le traiettorie complicate di una costellazione di personaggi che hanno perso l’orientamento. Per loro non funziona più la promessa dell’eroe – credi in te e ce la farai – ma l’esempio degli antieroi, che ispirano con il disastro dei loro fallimenti. Nel frattempo, ci si cura con dosi esatte di musica punk. Il romanzo dialoga con l’immaginario più radicale della narrativa contemporanea, da Bret Easton Ellis a David Foster Wallace, mettendo in scena la crisi identitaria di almeno due generazioni con ironia dura e complice. AN15 si conferma attenta osservatrice e narratrice visionaria, in grado di spogliare le cose e la parola da qualsiasi retorica.

il respiro del delfino AN15
Copertina del libro “Il respiro del delfino” di AN15 (Ufficio Stampa)

Il romanzo di AN15, si apre con un potente prologo in cui si racconta di Sid Vicious, bassista e vocalist dei Sex Pistols, icona punk degli anni Settanta.

L’opera è suddivisa in più parti, seguendo segmenti temporali ad alto impatto. Anni 80’s, anni 90’s, anni 2000… Ogni lasso temporale è magistralmente descritto e raccontato da una penna autentica e sensazionale.

Il romanzo della Laugelli deve la sua buona riuscita ad una serie di personaggi ben raccontati. La storia, infatti, vede l’intrecciarsi di una serie di vite che hanno perso in qualche modo la bussola. I due personaggi principali sono di certo, quelli di Gretel e Ansel.

I personaggi di AN15

Tra Gretel e Ansel vi è una profonda differenza, che man mano che il romanzo si snocciola nei capitoli, si avvertirà con maggiore insistenza. Gretel (Margherito), è descritto come una sorta di cherubino, occhi verdi, ricci ramati, incarna alla perfezione lo stereotipo del tossicodipendente che non fa male a nessuno. Gretel rappresenta metaforicamente “la resistenza”. Un personaggio che subisce una serie di eventi drammatici e dolorosi, egli cerca di rimanere a galla nonostante il fango della sua esistenza.

Ansel in qualche maniera rappresenta l’opposto. La resilienza è ciò che lo contraddistingue maggiormente. È un personaggio camaleontico, prova e riprova in tutti i modi ad allontanarsi dal fango, mimetizzarsi nella normalità socialmente condivisa. Passa dalla street al mondo della finanza, districandosi tra gli eventi, e cercando di ripulirsi dal suo passato ad ogni costo, pur allontanandosi dall’amato Gretel.

Altri personaggi secondari, per quanto di vitale importanza, sono Giusi e Condor. Entrambi affrontano il fallimento aggrappandosi alla musica, alla vita, all’attivismo.

Il legame tra Ansel e Gretel

Seppur negli anni ’80 tra Ansel e Gretel vi è una vita simbiotica fatta di droghe, criminalità e strada, tra i due ci sarà una profonda spaccatura. Ansel ha il costante desiderio di “normalizzarsi” e di vivere una vita come gli altri, vede Gretel come un imbelle, inadatto alla guerra, lo considera alla stregua di un “materiale consolatorio”, una coperta “di supporto” come quella di Linus. Va da sé che Gretel soffre profondi abbandoni, vive in attesa di un ritorno, in quanto vede Ansel come la “la propria casa”, vive un amore incondizionato per una figura che scompare e riappare a piacimento, seguendo lo schema di un amore malato. Da qui un rapporto dove la strumentalizzazione emotiva la fa da padrone.

La resistenza, di fatti, si scontra con la Resilienza. Se Gretel affronta la realtà con la resistenza rimanendo fedele però alla propria verità, Ansel pregno di resilienza, preferisce adattarsi al sistema, immergendosi in una vita ordinata e borghese della Milano buona e poi fino a Berlino.

Sarà proprio Gretel (Margherito) a dare senso al titolo del romanzo di AN15. L’uomo trova la via del successo, attraverso la scrittura e la musica, ma ciò che dà pace alla sua esistenza è una presa di coscienza, secondo la quale ci si accetta come anti eroe, trovando un modo “per respirare” su misura, proprio come fa il delfino, in un’apnea emotiva che realizza il suo bisogno attraverso la bellezza, l’amore, l’arte.

I temi principali del romanzo

Tra i temi principali appaiono numerose tematiche di forte rilevanza. Primo fra tutti il “culto dell’antieroe”. Il romanzo di AN15, infatti rifiuta la mera retorica che se credi in te puoi fare tutto. I protagonisti della Laugelli, credono fortemente nell’antieroe, imparando proprio dagli errori, imparando dalla vita autentica e non da elementi falsati.

La musica ha un ruolo fondamentale nell’opera di AN15. Il punk non è solo il background dove poggiano gli eventi dei personaggi, la musica è un antidoto, una pozione magica, un diluente fondamentale per ritrovare l’ordine sparso nel caos. La musica ha un ruolo anche “fisico”, poiché più volte all’interno del romanzo, l’ascolto come quello dei Portishead, “rallenta e sistema il battito cardiaco”.

Ciò che risalta maggiormente all’occhio, ovviamente, lungo tutto il romanzo, è il profondo racconto che ha ad esame la tossicodipendenza di quegli anni e l’emarginazione sociale. Il libro, descrive, infatti, con estrema efficacia la Milano degli anni ’80 che vedeva da una parte i tossici e dall’altra chi li disprezzava e li allontanava. La piaga dell’eroina è magistralmente raccontata dall’autrice, definendo il Parco Lambro come un luogo dove acquistare liberamente eroina. La droga appare non solo sul volto dei malcapitati, debilitandoli notevolmente, ma allontana gli stessi dalla società, soprattutto dalla società borghese che li addita e li emargina, guardandoli con disgusto.

Di forte impatto è la crisi generazionale descritta dall’autrice. Vi è infatti uno scontro tra la generazione che credeva in “pace e amore” e la disillusione della generazione successiva. Quell’utopia degli anni ’70, adesso appare come una mera allucinazione.

La copertina del libro Il respiro del delfino

In copertina urban angel di Andrea Deangelis, in arte NEGRO. Una figura nera, nervosa, è colta nell’istante del tuffo da una sopraelevata, sospesa tra slancio e caduta. Sotto, l’acqua è incerta, forse salvezza, forse allucinazione; attorno, una periferia acida e spettrale. Il salto è gesto esistenziale: non promessa di riscatto, ma attraversamento visionario di una realtà fragile, dove sogno e rovina coincidono.

Lo stile narrativo di AN15

La penna di AN15 è caratterizzata da un’ironia dura, compiendo scelte che ben si allacciano ad una “sensorialità” fuori dal comune, come la descrizione dell’odore di vecchio. La sua scrittura è profondamente caratterizzata e influenzata dalla cultura underground. Non vi è alcuna retorica, ma si arriva dritto al punto. Ogni orpello decade, a favore di una narrazione che sbatte in faccia la realtà. L’autrice non giudica mai i suoi personaggi, ma ne parla a tu per tu, come un’amica, rendendosi complice, condividendo la loro strada. Se da una parte vi è una sorta di narrazione “documentaria” della realtà di quegli anni, la Laugelli, mescola elementi creativi e visionari. Questa miscellanea permette al lettore di passare dalla cruda realtà di quel tempo, a riflessioni più profonde ed esistenziali, rendendo di fatti la lettura multisfaccettata.

La ricerca della verità ha un prezzo, e passa attraverso il dolore, l’eccesso di una vita complicata. Il romanzo è un libro “corale”, che attraversa e indaga diverse vite. Ognuna di esse permette al libro di avere una voce diversa, di esplorare la vulnerabilità, il cinismo, l’essere camaleonte e asservito, il fare pace con sé stessi.

Il romanzo di AN15 è un libro intenso e appassionato, un testo che non fa sconti sulla realtà, un viaggio esistenziale che attraversa il bello e il brutto della vita. Un libro, Il respiro del delfino, che celebra l’antieroe, la disfatta, che spinge ad accettare la realtà per quella che è, nuotando anche nel proprio fango, e uscendo allo scoperto per riprender fiato in una dimensione di amore, bellezza, musica, vita, senza mai voltare le spalle a sé stessi e a ciò che si è stati.

Biografia di AN15

AN15
AN15 (Autore)

AN15 (Anna Laugelli) nasce negli anni del post-punk nell’area metropolitana di Milano. Dopo il Liceo Artistico, frequenta l’Accademia di Belle Arti di Brera e fonda Box Position, collettivo di musica e scrittura. È attiva nell’organizzazione di eventi e in DJ set nella scena musicale indipendente. Nel 2017 pubblica il romanzo Gatti nei sacchi di plastica (Habanero/Erga Edizioni). Nel 2020 esce Underdog (Algra Editore), confermando una voce narrativa cruda, lucida e radicata nelle tensioni della contemporaneità. Con Il respiro del delfino, il suo ultimo romanzo, firma la sua opera più ambiziosa.

Il romando è acquistabile sul sito dell’editore e su Feltrinelli.

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