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Eroica Fenice

Il sentiero degli uomini perduti: il mistery di A. K. Green attraverso gli occhi di Miss Butterworth

Il sentiero degli uomini perduti: il mistery di A. K. Green

Edito dalla Nero Press, per la prima volta nel 2017, nella traduzione a cura di Marialuisa Ruggiero, Il sentiero degli uomini perduti (titolo originale Lost Man’s Lane) è un romanzo giallo scritto nel 1898 da Anna Katharine Green, considerata la pioniera del genere poliziesco.

Le due donne de Il sentiero degli uomini perduti: Amelia Butterworth e A. K. Green

Nel romanzo, il ruolo decisivo è giocato dalla protagonista nonché voce narrante Amelia Butterworth (comparsa già in un altro libro della Green, That Affair Next Door), donna curiosa e pungente, come il romanzo giallo esige. Infatti, si intrometterà in uno strano caso di susseguenti sparizioni, che aveva già attirato l’attenzione della polizia di New York. Sarà proprio il poliziotto (e compagno d’avventure) Gryce ad informarla e incuriosirla: in un villaggio “piccolo quanto interessante” (il cui nome non viene mai rivelato), nel corso degli ultimi cinque anni, sono scomparsi quattro uomini, che nulla sembrano avere in comune al di là del sesso maschile, i cui corpi, inoltre, non sono mai stati ritrovati.

In verità, un elemento determinante è rappresentato dal fatto che le vittime sono scomparse tutte mentre percorrevano la stessa strada: il sentiero degli uomini perduti. Un paesino anonimo, abitanti “rispettabili” e misteriose sparizioni: i conti non tornano per Miss Butterworth che decide, così, di preparare le valige e recarsi sul posto. Ad ospitarla sarà la casa di una sua vecchia amica del collegio, Althea, tutt’altro che accogliente: la casa, in cui vivono i tre figli della donna (Loreen, Lucetta e William), si presenta minacciosa dall’esterno e ancor più terrificante all’interno. Dal suo arrivo in città, Amelia percepisce un clima sospetto, lontano dalla tranquillità che il paesino intendeva comunicare: case agghiaccianti e personaggi dall’atteggiamento sospetto e ostile spingeranno la protagonista fino alla fine del mistero, determinata a far luce sull’oscura vicenda.

“Quasi tutti i lettori, quandanche non appassionati del romanzo giallo, conoscono Agatha Christie ma quasi nessuno, persino tra gli amanti del genere investigativo, saprà dirvi chi è Anna Katharine Green” : si legge nell’introduzione al libro scritta da Marialuisa Ruggiero: come nascondere, infatti, lo sguardo interrogativo di chi sente nominare per la prima volta il nome della scrittrice?

Con la pubblicazione del suo primo libro, nel 1878, “Il caso Leavenworth”, ad A. K. Green spetta la corona della prima autrice americana di un romanzo giallo, ma il suo nome non ha mai avuto fortuna nel panorama letterario italiano, né in quello internazionale. Eppure, l’appellativo di mother of mistery e l’apprezzamento in patria da parte di pilastri del romando giallo (Arthur Conan Doyle e Agatha Cristie tra i tanti) e non solo (anche Wilkie Collins elogiò la sua creatività in una lettera all’editore Putnam) deve esserselo conquistato in qualche modo.

Il suo stile è quello di una regista, prezioso il suo talento nel trasportare il lettore sulla scena del crimine, nel renderlo uno degli attori, vincente è la sua capacità di camminare allo stesso passo della storia che racconta. Se è vero che la bravura di uno scrittore sta nell’empatia che crea con i suoi lettori, allora, complice l’approfondito profilo psicologico dei personaggi e il tono narrativo coinvolgente, Anna Katharine Green, col suo Sentiero degli uomini perduti, merita davvero di occupare un posto nelle vostre librerie.

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