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Eroica Fenice

Intervista a Italo Zotti: poesia tra lirica e modernità

Intervista a Italo Zotti: poesia tra lirica e modernità

La poesia di Italo Zotti unisce lirica a contenuti moderni e quotidiani. A soli diciotto anni, questo poeta agli esordi percepisce tutte le sfaccettature della realtà con un occhio diverso e cerca di renderle “poesia”. Lo abbiamo incontrato nel salotto di Edizioni 2000diciassette.

Intervista a Italo Zotti

Com’è comparsa la tua vena poetica?

La mia vena poetica è emersa a marzo dell’anno scorso, quando ho conosciuto l’amore. Dopo alcuni mesi con la mia ragazza ho sentito l’esigenza di concentrare in una poesia i nostri momenti più importanti.

Cosa ti ispira?

Amore, poesie di altri poeti, piccoli momenti che magari non sono niente per molti ma che, invece, per me, assumono un valore prezioso

Quali sono i tuoi modelli letterari?

Dante, Leopardi, Baudelaire, Montale, Ungaretti e poesie isolate che mi colpiscono.

Cos’è la poesia? Cosa vuol dire essere un poeta?

La poesia è folgorazione, è un’impressione da fermare velocemente su carta per non perderne la preziosità o da ricordare in dettaglio! Deve essere fatta di poche parole che sappiano trasferire al lettore qualcosa di rilevante. La poesia, secondo me, dà un messaggio più incisivo di un romanzo a patto che ci sia attenzione alla scelta delle parole. Cogliere l’essenza di un momento, di un tema comune a tutti, anche se percepito e vissuto in modo diverso: ecco per me la poesia!

Essere poeta, invece, vuol dire saper guardare le cose senza sottovalutare nulla, perché ogni cosa ha la sua importanza, ed essere bravo a arrestare il momento e a far tesoro di ogni attimo.

Le poesie da te scritte a cui sei più legato

Il tempo nostro, la mia prima prova poetica, che raccoglie in poche parole tre mesi di amore, e Ricordi, più condivisibile forse! Ognuno di noi ha ricordi che appende al muro e che ogni tanto spolvera ma di cui ha poca memoria. Se vivessimo facendo tesoro dei nostri ricordi saremmo anche più bravi a cogliere un insegnamento dal nostro passato.

Convenzioni è la poesia che meglio descrive la mia sensibilità: occorre abbandonare le convenzioni per fare uscire il nostro vero Io. Con Orgoglio, invece, ho scritto una poesia su un mio difetto: a volte costruisco un muro perché io, come molti, non guardo dentro di me ma guardo gli altri.

Spleen, Ricordi, Un giorno all’inferno, Un giorno ideale, Vita e morte sono le poesie che esprimono, invece, il mio lato malinconico.

Descrivici la tua raccolta

Si tratta di una raccolta di poesie che ripercorre la mia evoluzione personale. Ho letto molti autori in poco tempo e le mie poesie risentono di questa varietà. Nelle prime ci sono le strutture più rigide e gli arcaismi del classicismo, mentre nelle ultime mi concentro più sul tema che sulla forma, rispondendo all’esigenza di esprimere i miei sentimenti in maniera più diretta, immediata, folgorante e con versi più liberi, che devono rappresentare la semplicità dell’attimo.

La poesia di Italo Zotti: un prosimetro nel 2017

Ad anticipare alcune delle mie poesie meno accessibili, perché trattano del mio intimo e di cose sconosciute ai molti, inoltre, ci sono commenti esplicativi, caratteristici de La Vita Nuova di Dante.

In alcune delle tue poesie si percepiscono tristezza e cinismo da parte tua verso l’umanità (Condizione della gente, Constatazione, Convenzioni). In Corriere della Notte scrivi “un po’ lo ammettiamo di essere foglie secche”, in Legami scrivi che essi sono “mai incorruttibili”. Ma poi leggo Il cielo nella stanza  e Orgoglio con la frase “l’orgoglio scinde, è l’amor che rende unici” e mi chiedo: forse per te l’umanità ha ancora una speranza?

La speranza c’è ma si tende a trascurarla o non si pensa affatto di averla e ci si abbatte a priori. Questo è un comportamento comune a tutti gli uomini, anche a me stesso. Per me la speranza sta nell’amore tra le persone, nell’aiutarsi senza farsi del male, nelle piccole cose, come aiutare una vecchietta con una busta della spesa troppo pesante per lei, che possono giovare a tutta l’umanità. Io invito a non dare uno sguardo superficiale alle cose. L’unione fa la forza e anche l’unione di tante piccole cose, quindi, può farne scaturire di grandi.

Incompatibilità mondana: “Uno nasce ed è subito giudicato”. Raccontaci

Viviamo di giudizi dalla nascita. Persino l’adolescente viene etichettato dai voti scolastici e a volte ragazzi più fragili, perché pur sempre esseri in evoluzioni, si convincono di valere in base a quel numero, limitando da soli le proprie potenzialità o creandosi alibi perché quel giudizio per loro assume valore esponenziale e questo è gravissimo. I giudizi, che comunque ci saranno sempre, non dovrebbero essere così influenti ma la società, oggi, li rende fondamentali.

Realismo relativista: “e ora? Ti pare poco sognare?”

Anche se ogni situazione è relativa, noi vediamo e viviamo la realtà come una barriera. Non bisogna smettere di sognare perché questo ci permette di andare oltre alla barriera, di non tenerne conto e, quindi, inconsapevolmente, di superarla.

Cosa ti aspetti dal mondo letterario?

Anche se la poesia non è attualmente il genere più quotato, mi piacerebbe raggiungere grandi livelli ma non voglio crearmi false aspettative.

Il tuo messaggio

Ogni poesia è a sé, non ci sono collegamenti tra loro, ognuna ha un suo messaggio. L’invito comune della raccolta è di avere una visione più profonda delle cose.

Progetti futuri di Italo Zotti

Passare i test in Medicina!

(Sorride e si lascia sfuggire) La cosa più bella è che tra tanti impegni ho trovato il tempo di fare una cosa importante per me stesso: scrivere.

 

Italo Zotti, libri