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Eroica Fenice

Il commensale di Gabriela Ybarra

Incontro con Gabriela Ybarra, autrice de Il commensale

Gabriela Ybarra presenta il suo primo romanzo: Il commensale

Il 29 maggio è stato presentato in anteprima nazionale all’Instituto Cervantes di Napoli il primo romanzo della scrittrice basca Gabriela Ybarra: Il Commensale. All’evento, organizzato dalla casa editrice Alessandro Polidoro Editore e dall’Instituto Cervantes de Nápoles, hanno partecipato, oltre all’autrice Gabriela Ybarra, la traduttrice Maria Concetta Marzullo, gli ispanisti proff. Augusto Guarino e Marco Ottaiano e l’editore Alessandro Polidoro.

Nel suo primo romanzo Gabriela Ybarra tenta una libera ricostruzione della storia della propria famiglia. Il 22 giugno 1977 viene ritrovato il cadavere dell’imprenditore e politico basco Javier Ybarra, sequestrato il 20 maggio dello stesso anno da un gruppo di terroristi dell’ETA. Gabriela Ybarra, nipote del politico ucciso, non ha ricordi diretti del tragico lutto che ha colpito la sua famiglia, ma il dolore scaturito da una nuova perdita, quella della madre morta nel 2011, accende in lei il desiderio di conoscenza e comprensione di eventi che sembrano aver lasciato segni profondi nella sua famiglia e nella storia del suo paese.

Il Commensale fa parte della collana I Selvaggi, diretta dal prof. Marco Ottaiano e interamente dedicata alla letteratura spagnola ed ispano-americana contemporanea, che raccoglie antologie di racconti e romanzi dei più influenti autori contemporanei di lingua spagnola. Come sottolineato dall’editore Alessandro Polidoro nel suo intervento introduttivo, I Selvaggi è un progetto che mira ad esportare un modello culturale di valore, un progetto che, pur mantenendo come riferimento il contesto culturale della città di Napoli, cerca di superarne i confini aprendosi ad esperienze letterarie dense di contenuti. Il Commensale, nel solco già tracciato da Big Banana di Roberto Quesada, riafferma la volontà degli ideatori della collana I Selvaggi di promuovere progetti letterari che esulino dal contesto effimero e commerciale della letteratura di moda puntando al valore dei loro contenuti e all’essenzialità della forma.

E proprio l’equilibrio tra forma e contenuto costituisce uno dei punti di forza de Il Commensale. Nella presentazione che del libro fa Ottaiano, e ancora nelle parole di Guarino, si ribadisce la capacità di Gabriela Ybarra di esorcizzare la drammaticità degli eventi narrati attraverso una scrittura attenta ed analitica. Gli eventi descritti nel romanzo costituiscono un dramma personale per l’autrice e allo stesso tempo rappresentano un dramma collettivo che coinvolge l’intero País Vasco. Il sequestro e l’uccisione per mano dei terroristi dell’ETA del nonno Javier Ybarra, sindaco di Bilbao ed esponente di spicco della scena politica basca, sono testimonianza di un periodo di profonda sofferenza della società civile spagnola. Ma nonostante il dolore che suscitano questi eventi, il tentativo di ricostruzione che compie l’autrice è reso attraverso parole essenziali e una forma analitica ed autentica. Gabriela Ybarra dosa attentamente le parole affinché nessuna di esse risulti superflua, ne viene fuori, come sottolinea Ottaiano, una forma scevra dalla retorica che appesantisce la politica contemporanea ma che riesce con più forza a suscitare empatia nei lettori verso eventi che di fatto sono politici nella misura in cui attengono alla polis.

Alla dimensione storica e pubblica, cui appartiene la vicenda della scomparsa di Javier Ybarra, si sovrappone e si intreccia la dimensione privata e familiare della perdita della madre di Gabriela. Come sottolinea Maria Concetta Marzullo, il Commensale si muove tra due linee narrative l’evento pubblico, nella sua unicità e drammaticità, e il dolore per la perdita della madre. Il nuovo lutto spinge Gabriela Ybarra a porsi interrogativi sulla propria identità, sulla storia della sua famiglia e sul significato di eventi tanto drammatici che sembrano aver condizionato il rapporto dei suoi cari con la morte. Le due dimensioni si fondono e confondono tra loro ponendo il racconto di Gabriela Ybarra, come osserva Guarino, in quel filone della letteratura spagnola che analizza la Grande Storia come mosaico di storie personali e di affetti.

Il romanzo di Gabriela Ybarra nasce dunque, per stessa ammissione dell’autrice, dalla necessità di prendere consapevolezza del senso della scomparsa e del dolore che si porta dietro. È una presa di consapevolezza innanzitutto personale, quella che compie l’autrice, rivolta ad elaborare il lutto e il dolore della perdita. Ma è anche un tentativo di riconnettersi con la memoria del dolore vissuta attraverso la figura del padre che aveva perso un genitore ad un’età vicina a quella in cui l’autrice perde la madre. È, infine, un tentativo di ribadire l’importanza della memoria collettiva attraverso la ricostruzione di eventi che si confondono tra la dimensione personale e quella pubblica. Come afferma l’autrice, la memoria è qualcosa di necessario per capire da dove veniamo ma allo stesso tempo è qualcosa che non tutti desiderano conservare. Il romanzo di Gabriela Ybarra è la ricostruzione di un dramma attraverso il ricordo e l’immaginazione, un modo per comprendere il passato senza caricarlo di retorica e in questo modo renderlo comprensibile ed accettabile per tutti.

Fonte Immagine: Alessandro Polidoro Editore

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