Intervista a Vincenzo Mangione, autore del libro Era una notte buia e favolosa

vincenzo mangione

Ecco “Era una notte buia e favolosa. La vita è una favola: prendila con atarassia”, romanzo di Vincenzo Mangione, classificatosi terzo al premio letterario Stefano Nonnis 2025. Il libro è edito da Edizioni Jolly Roger ed è in distribuzione dal 30 Marzo 2026.

Scheda tecnica del libro Era una notte buia e favolosa

Dettaglio Informazioni
Autore Vincenzo Mangione
Editore Edizioni Jolly Roger
Data di uscita 30 Marzo 2026
Riconoscimenti 3° classificato Premio letterario Stefano Nonnis 2025
Copertina Illustrata da Jacopo Scassellati

La trama del libro

Emanuela, brillante e colta professionista della comunicazione, vive il venerdì come una liberazione dopo una settimana di stress e compromessi tra creatività e regole aziendali. Ma proprio mentre si prepara a tornare a casa, una telefonata anonima e inquietante la gela: «Non tornare a casa, Emanuela!». Confusa e combattuta tra razionalità e istinto, decide comunque di rientrare, mentre una violenta perturbazione si abbatte sulla città trasformando la serata in un incubo tra blackout, silenzi angoscianti e pensieri che si rincorrono come in un labirinto mentale.

In questa notte surreale, tra citazioni filosofiche, favole e riflessioni esistenziali, Emanuela cerca rifugio nell’atarassia, l’imperturbabilità interiore. Quando finalmente scopre il senso del misterioso avvertimento, la realtà si ribalta in modo inatteso, rivelando che la vita, proprio come una favola, può sorprendere nei modi più imprevedibili.

L’intervista a Vincenzo Mangione

copertina del libro era una notte buia e favolosa di Vincenzo Mangione
Copertina del libro Era una notte buia e favolosa la vita è una favola: prendila con atarassia di Vincenzo Mangione (Casa Editrice)

Quando e come è nata l’idea per questo romanzo?

Il seme per questo libro è stato un semplice messaggio su WhatsApp di un caro amico, Guido, in cui, un paio di anni orsono mi raccontò un suo sogno dove io con una risma di fogli sotto braccio gli confidavo a grandi linee una storia che avevo appena scritto. Da quel seme poi nel terreno della mia immaginazione è nato tutto.

Perché la scelta di questo titolo?

La genesi del titolo è stata travagliata. Dal momento in cui ho iniziato a scrivere questo racconto fino alla pubblicazione il titolo è cambiato almeno quattro o cinque volte. Vi rivelo un piccolo segreto: stavo per inviare il file con il titolo definitivo «Accade tutto in una notte» quando mi sono ispirato a Snoopy il cui romanzo inizia sempre con «era una notte buia e tempestosa» modificandolo però con l’aggettivo “favolosa” (e chi leggerà il romanzo capirà!).

Il concetto di atarassia nel libro di Vincenzo Mangione

Il suo romanzo parla di atarassia. Cos’è? Lei ha mai raggiunto questo stato di imperturbabilità?

Il termine atarassia mi ha sempre appassionato dal punto di vista filosofico. Ci tengo a precisare che è decisamente lontano dal lassismo. Per me rappresenta l’invito a non lasciarsi travolgere dalla frenesia e dal rumore di fondo della vita, mantenendo una lucida distanza per non farsi ferire dagli eventi. Per quanto riguarda il raggiungimento dell’imperturbabilità, è una chimera. Ovvero un anelito, uno stato a cui tendere, un orizzonte onirico verso cui camminare passo dopo passo mentre si attraversa la vita.

Com’è nata l’idea per la copertina illustrata da Jacopo Scassellati?

Jacopo Scassellati è un mio carissimo amico, nonché un grandissimo artista talentuoso pluripremiato che ha ottenuto riconoscimenti per le sue opere in tutto il mondo. Dopo avergli parlato di questo mio romanzo, la sua genialità ha creato quell’opera d’arte per impreziosire la copertina del mio romanzo.

Quali sono gli argomenti centrali del suo libro?

Come si evince dal sottotitolo, il nucleo centrale ruota attorno al concetto di atarassia già spiegato. Attorno ad esso si sviluppano altri temi fondamentali, in particolare la lotta quotidiana contro il conformismo inteso come omologazione del pensiero unico. L’importanza di tenere saldamente fede ai propri principi etici e morali, anche e soprattutto quando questi confliggono apertamente con i diktat e le aspettative che la società contemporanea ci impone.

Il premio letterario Stefano Nonnis

Il romanzo si è qualificato terzo al concorso letterario Stefano Nonnis. Se l’aspettava? Cosa ha provato a saper di aver vinto?

Arrivare alla terna vincitrice è stato per me una bellissima sorpresa. Mi sono approcciato al concorso Stefano Nonnis con il motto latino “quid nocebit tentare” desideroso soprattutto di mettermi in gioco per testare il mio esordio nel panorama letterario. L’annuncio del podio ha fatto nascere in me una emozione immensa. E per il futuro…chissà!! Mai dire mai!!

A cosa si è ispirato per la sua Emanuela, brillante protagonista del suo romanzo?

Per delineare la personalità di Emanuela ho attinto un po’ dalla mia passione per la comunicazione creativa. Volevo una protagonista che affrontasse la vita con quell’estro e quella logica, quell’anticonformismo che amo, quindi il suo approccio, tanto nel privato quanto nel lavoro, è …inevitabilmente influenzato da alcune mie idee personali!

Filosofia, favole e citazioni nel libro di Vincenzo Mangione

Il suo libro include citazioni filosofiche, favole e riflessioni esistenziali. Come mai questa scelta stilistica?

È la mia natura: un intreccio di filosofia e introspezione, favole e citazioni. Ho scelto le favole per parlare al cuore del lettore con semplicità e ho usato le citazioni come bussole, perché credo che guardarsi allo specchio attraverso il pensiero degli altri aiuti a scoprire davvero se stessi.

In che genere potrebbe configurarsi il suo libro?

La protagonista detesta essere incasellata in una categoria predefinita. E allo stesso modo ritengo difficile inquadrare il libro in un determinato genere letterario. C’è suspense ma non è un thriller, c’è filosofia ma non è un saggio, tratta del mondo onirico ma non è una favola.

Laureato in Giurisprudenza, come e quando è arrivata la passione per la scrittura?

Il percorso in Giurisprudenza è stato fondamentale, ma per contrasto, esame dopo esame, ho realizzato che la rigidità glaciale delle norme, dei codici e broccardi non facevano per me. La scrittura, da sempre presente nella mia vita, si è trasformata in una vera e propria valvola di sfogo grazie alla quale la mia immaginazione poteva finalmente trovare spazio.

Il suo libro potrebbe essere definito “una favola per adulti”? Perché?

Come ho già avuto modo di dire, non amo particolarmente le definizioni o le categorie rigide in cui si cerca di rinchiudere un’opera. Trovo che il termine “favola per adulti”, in questo caso, possa persino essere frainteso, suggerendo forse elementi pruriginosi o maliziosi che nel racconto sono totalmente assenti. Preferisco considerarlo semplicemente un racconto con cui emozionarsi, che punta dritto al cuore e alla riflessione, al di là delle etichette.

I destinatari del romanzo e i progetti futuri

A chi è rivolto il suo libro? E perché?

Mi viene in mente che in alcuni giochi il target anagrafico di riferimento è 6-99. (Tenendo conto che la soglia di vita si sta sempre più allungando… andrei anche oltre). Il libro è destinato a lettori che cercano, o tentano, di lasciarsi emozionare dalla lettura adottando come filosofia di vita appunto l’atarassia.

Quali sono i suoi progetti futuri?

Questo riconoscimento per il mio romanzo d’esordio è un incentivo prezioso a non fermarmi. Ammetto che c’è già qualcosa… nel cassetto…! Tuttavia per quanto riguarda il mio futuro in campo letterario, il responso definitivo sta esclusivamente nelle mani dei lettori. Non mi resta che incrociare le dita.

Fonte immagini: Fornite dall’autore (Vincenzo Mangione).

 

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