Irene Galifi e la sua Guida curiosa di Venezia

Irene Galifi

Recensione della Guida curiosa ai luoghi insoliti di Venezia. Tra arte artigianato, cibo e pietre: un viaggio nel cuore segreto della Serenissima, un libro di Irene Galifi edito da Newton Compton Editori.

La scrittrice veneziana Irene Galifi, già autrice di numerosi saggi incentrati sulla storia della sua città, fornisce con la sua Guida curiosa uno spaccato esatto e coinvolgente del capoluogo veneto. Al centro del nuovo libro, stampato per i tipi di Newton Compton, risiede l’interesse per il rapporto tra «arte e artigianato, cibo e pietre». Il legame tormentato tra arte e artigianato, acuito dalla morsa capitalistica dell’iper-produzione, è portato coraggiosamente alla ribalta fin dal titolo: c’è ancora spazio per l’opera in un mondo dominato dalla merce? Questo quesito ben si associa a un contesto come quello veneziano che ha fatto del turismo di massa il suo motore portante. Qui entra in gioco il secondo “dittico”: il cibo e le pietre rappresentano nel mosaico realizzato dalla Galifi il corpo e il sangue di Venezia, la vera essenza contro l’immagine da cartolina di una città in parte sepolta, ma ancora pulsante sotto l’icona che il mondo ha costruito per lei.

Irene Galifi e la Venezia “minima”

La Guida curiosa ai luoghi insoliti di Venezia di Irene Galifi “parte dal basso”, «dalle attività e dalle persone che l’hanno resa grande». Da questo proposito prende avvio un percorso diacronico che chiama in causa le materie prime, le pietre (appunto) che poste le une sulle altre costituiscono le basi della produzione più genuina, dell’artigianato e delle Scuole Piccole. Il lettore è invitato a fare tesoro di queste “storie minime”, a concedere una visita alle realtà più autentiche della città. Affinché questo compito possa essere facilitato, Galifi riporta in appendice una sezione Recapiti, nella quale sono indicati i contatti degli attori della realtà artigianale di Venezia menzionati nel libro, nonché le informazioni utili a raggiungere i luoghi descritti nella Guida.

L’operazione escogitata da Irene Galifi per la sua Guida curiosa unisce un’istanza civica a una più squisitamente culturale: la valorizzazione delle risorse primarie del territorio è abbinata alla narrazione del contesto e della vita di chi lo ha animato ieri e di chi lo popola tutt’oggi. Essere veneziani in una città (la propria) che sembra essere stata confiscata dal miglior offerente, come ricorda Galifi, è diventata una missione ardua. Se Venezia è la fortunata protagonista di saggi e di romanzi, quanto ancora resta da portare alla luce sono le sue fondamenta, profondamente debitrici del duro lavoro degli artigiani: dalle officine del ferro, del vetro e della porcellana ai forni con il loro profumo di frittelle; dalla stamperia di Aldo Manuzio ai tessuti d’alta moda.

La scrittrice veneziana coinvolge il lettore in una storia inedita, “segreta”, ma non dimentica che suoi interlocutori affezionati sono i suoi concittadini. La nuova Guida curiosa ai luoghi insoliti di Venezia è un omaggio commosso di Irene Galifi al proprio popolo.

Immagine: Newton Compton

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A proposito di Carolina Borrelli

Carolina Borrelli (1996) è iscritta al corso di dottorato in Filologia romanza presso l'Università di Siena. Il suo motto, «Χαλεπὰ τὰ καλά» (le cose belle sono difficili), la incoraggia ogni giorno a dare il meglio di sé, per quanto sappia di essere solo all’inizio di una grande avventura.

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