Kentachi 2: l’intervista all’autrice del fumetto Monica Ciabattini

Kentachi 2

Il piccolo e simpaticissimo ninja Kentachi, nato dalla magica matita di Monica Ciabattini, torna con Kentachi 2 alla presentazione che si è tenuta in collaborazione con la libreria Eco di Fata al Parco Schuster di Roma il 26 luglio 2024. Durante l’evento si è inoltre svolto un piccolo laboratorio con l’autrice, al fine di far avvicinare i più piccoli al mondo dei coraggiosi shinobi e delle arti marziali. Presenti l’editore Gianluca Testaverde del Collettivo Zen Comics e Monica Ciabattini, a cui abbiamo rivolto qualche domanda.

A metà tra l’epica di Naruto del Maestro Masashi Kishimoto e la comicità demenziale di Sio, Kentachi 2, edito da Zen Comics (sotto l’etichetta Kids), vede protagonista un bambino di otto anni che sogna di diventare un grande ninja: per raggiungere il suo obiettivo, dovrà prima passare per gli strampalati (e micidiali) esercizi del sommo Pakuro Sarutory, un anziano e combattivo sensei dalla spiccata vena ironica. In questo secondo volume si scoprirà di più sul passato del piccolo Kentachi, che si troverà ad affrontare nuovi e temibili nemici e avventure. Riuscirà finalmente a coronare il suo sogno di diventare un ninja?

Il secondo volume di Kentachi è stato pubblicato per la prima volta lo scorso aprile e, portato al Comicon di Napoli, ha riscosso subito un immediato consenso da parte di lettori e critici. Anche il primo volume è sempre stato ben accolto, tanto da essere stato pubblicato lo scorso marzo anche oltreoceano in lingua inglese attraverso un accordo con la casa editrice Markosia.

L’albo è inoltre arricchito da una serie di quiz e giochi e da una prefazione del celebre creator, TikToker e fumettista Edoardo Fa Cose.

Kentachi 2: l’autrice e il collettivo

Monica Ciabattini è un’autrice, illustratrice e fumettista romana. Laureata in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Roma, espone le sue opere sia in Italia che all’estero. Ha insegnato Disegno e Storia dell’Arte presso l’Accademia di Arti Figurative e ha partecipato a iniziative artistiche presso la Scuola Materna ed Elementare G. Mazzini. Nel 2021 pubblica per SBAM! Comics La Filosofia di Fred, mentre l’anno successivo partecipa, insieme ad altri autori, alla realizzazione di Bravi! (volumi 1 e 2) per Festina Lente Edizioni. Kentachi e Kentachi 2 sono la sua prime opere dedicate al mondo dei ninja. Sul suo profilo Instagram (@ciabattinim) condivide quotidianamente strisce e vignette dai toni divertenti ma riflessivi con protagonisti tanti, diversi e coloratissimi personaggi, dalla simpatica gelatina gialla di nome Fred fino a Re Rospo e allo stesso Kentachi.

Il collettivo Zen nasce sul web nel settembre 2021 per promuovere progetti personali e per collaborare con altre e nuove voci e personalità del mondo del fumetto e dell’animazione (italiano e non solo), unendo diletto, spirito di condivisione e professionalità. Divisi tra fumetto e doppiaggio, Gianluca Testaverde e Andrea Seth Marino hanno intrattenuto (e intrattengono) spesso vari ospiti dell’uno e dell’altro campo in live serali sulla piattaforma streaming Twitch, veri e propri salotti virtuali in cui si cerca di dare spazio agli artisti tra una chiacchierata e l’altra. Il nome Zen è stato scelto per l’attitudine che il collettivo vuole avere, proponendosi non solo come un santuario per coloro che si dedicano all’arte, ma soprattutto come un luogo in affrontare difficoltà lavorative e personali e in cui sono tutelati i diritti di tutti. 

L’intervista a Monica Ciabattini

Da dove nasce l’ispirazione per costruire il personaggio e la storia di Kentachi?

«Mi piace proprio la cultura giapponese. Ho letto tantissime cose sul Giappone, dalla filosofia zen al Capodanno. Qualsiasi cosa. Mi sono piaciute tanto le geishe, la loro storia. I ninja e i samurai, tutto quello che riguarda il Giappone. È una cosa che mi è nata già tempo fa, è venuta fuori da sola. Sono stata anche sei mesi in Australia per studiare l’inglese, quindi lì ho conosciuto tantissimi giapponesi e parlando con loro chiedevo il perché di tante cose. Sai, loro le conoscevano molto meglio. Mi sono fatta raccontare tantissime cose da loro, le tradizioni, le leggende. E mi ha affascinato sempre di più.»

Ai bambini cosa può insegnare questa filosofia?

«In questo caso si parla di ninja, ma per me il fumetto è una cosa in generale. Mi piacciono anche i draghetti, i rospi, i cavalieri e le principesse. Ho preso anche Batman e ho fatto la presa in giro. Per me più che altro è l’umorismo. Mi piace trasmutare qualsiasi cosa in umorismo, perché mi piace ridere e stare bene. Ho scelto uno stile molto simile a quello del bambino. Non una cosa perfetta, non mi interessava. Anche se non è così semplice come sembra, arrivare all’essenziale, a una cosa che devi capire al volo, è proprio difficile

In effetti bisogna essere in grado di mettersi nei panni del bambino.

«A me è venuto spontaneo perché dentro sono un po’ bambina. Poi sono partita dall’Accademia di Belle Arti, quindi ho fatto pittura. Mi sono sbizzarrita con i colori. Sono partita da un figurativo, a un figurativo astratto, arrivando fino all’informale. Lavorando proprio con la materia, con il colore e basta. Poi sono passata alla Street Art e infine sono arrivata al fumetto. Il fumetto è sempre stato il primo amore che ho avuto.»

E questo passaggio al fumetto come è avvenuto?

«Volevo fare la scuola di fumetto, solo che c’è stata una ragazza all’epoca che mi ha consigliato l’Accademia di Belle Arti. Mi aveva detto che l’Accademia ti apre proprio la mente. Infatti con i colori non ho avuto difficoltà, mentre invece tanta gente che fa fumetto ha difficoltà con il colore perché non te lo insegnano subito. Per me è stata una cosa veloce, poi ho sempre disegnato. Io lavoro sempre a mano, prima su carta e dopo passo al digitale. Per me la prima cosa è la carta. Devi saper disegnare e tenere una matita in mano.»

Ritornando a Kentachi e allo stile dei suoi fumetti e delle sue vignette. Il tema dell’umorismo è molto particolare e forse non si trova così spesso nei prodotti editoriali pensati per i bambini.

«Sì, me lo hanno detto in tanti. Queste cose piacciono moltissimo anche agli adulti. Lo hanno comprato anche gli adulti, non me l’aspettavo. Perché piace il disegno, piace l’ironia, è una cosa spensierata. Però mi hanno detto anche che fa riflettere. Quando faccio le vignette, le illustrazioni, le faccio che fanno ridere, però ti danno anche da pensare. Effettivamente ci deve essere sempre quel messaggio che deve arrivare.»

Apre la sua pagina Instagram, scorrendo e mostrando alcune vignette.

«Ho creato un personaggio che si chiama Fred, è una caramella tutta gialla. Ho scelto il colore giallo perché il giallo è allegria e simpatia, amicizia. […] Gli ho messo vicino un cane che si chiama Cuore di Panna. In una vignetta va nello spazio e mangia i pianeti, è un cane molto particolare. […] Ho creato un personaggio spensierato, nel senso che non pensa a nulla. Proprio che quello che accade accade, per lui va bene lo stesso. Piacerebbe pure a me essere così.»

Poi si focalizza su un post in particolare, che risale al 19 aprile di quest’anno. Raffigura molti personaggi immersi nello spazio, ci sono anche Fred e Cuore di Panna. La scritta che si può scorgere sopra è un aforisma dello scrittore portoghese José Saramago, e riassume bene l’incontro e la chiacchierata con Monica Ciabattini: «Lasciati guidare dal bambino che sei stato!».

 

Immagine in evidenza articolo Kentachi 2: l’intervista all’autrice del fumetto Monica Ciabattini: Foto di Ilaria Delmonaco, Copyright Free

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