La carica di Balaklava: recensione del libro di Cellamare

La carica di Balaklava

Con La carica di Balaklava edito da Les Flaneurs edizioni (Bari, 2020), Daniele Cellamare fonde conoscenza storica e invenzione nello scegliere come materia del suo libro le vicende belliche che coinvolsero le forze russe contro quelle britanniche, francesi e ottomane nei drammatici eventi dell’ottobre del 1854, in seno alla Guerra di Crimea.

La carica di Balaklava, un racconto storico

Quasi a sancire la follia degli eventi bellici, Cellamare apre La carica di Balaklava con una citazione che riassume il senso di profondo scoramento di chi vive e può raccontare ciò che ha dovuto provare sulla sua pelle: «Di ognuno di quei reggimenti non tornò che un piccolo distaccamento… Penso che ogni uomo che fu coinvolto in quel disastroso affare di Balaklava, e che fu tanto fortunato da tornare vivo, debba aver provato che fu solo per un decreto pietoso della Divina Provvidenza che era sfuggito da quella che appariva come la più grande certezza di morte che si potesse concepire». Le parole riprese appartengono a James Brudenel, conte di Cardican e comandante della brigata di cavalleria leggera inglese, ovvero di quel drappello di circa seicento uomini che, rimasto circondato per un errore strategico, caricò frontalmente l’innumerevole battaglione russo e a cui la Storia degli uomini ha dato il nome epitaffico di Carica dei Seicento. Nel solco di queste vicende, l’invenzione si fa Storia liquida (quella non scritta sui libri), raccontando esistenze verosimili che forse sono vissute anche nella realtà.

In particolare, quindi, La carica di Balaklava racconta le vicende del giovane George Dillon (nome derivato dall’omonimo poeta e teologo dublinense), un contadino irlandese dai forti sentimenti patriottici ereditati dal padre, che viene arrestato per aver partecipato, sia pur indirettamente, alla rivolta che seguì alla Grande Carestia del 1845 e che riacquistò la libertà in cambio del suo arruolamento in divisa britannica contro la Russia nella guerra di Crimea. Le vicende del protagonista sembrano ruotare intorno alla data fatale del 25 ottobre, suo genetliaco e al contempo giorno della Carica di Balaklava: lo scandirsi del tempo in questo senso mette in piena relazione la vita immaginata con la vita reale fino a quel giorno fatidico, cruciale sia per l’individuo, sia per la collettività.

Stilisticamente, La carica di Balaklava non sembra ricercare una scrittura riflessiva ma, alternando fasi descrittive a discorsi diretti, per mezzo dei quali si snoda la trama, il racconto della vita del protagonista si inserisce in un susseguirsi di azioni e reazioni nell’ambiente storico, che fa da sfondo alle vicende narrate. Tematicamente, poi, le riflessioni sulla follia della guerra, dell’incomprensione delle sue dinamiche e, soprattutto, sulla casualità della vita e della morte in guerra, non trovano esplicitamente spazio di discussione, ma si traducono nei pensieri e negli atti dei caratteri delineati.

Con il suo libro, infine, Daniele Cellamare tenta di ripercorrere un interesse storico che si fa racconto di una vita immaginata.

 

Immagine in evidenza: Copertina libro

Altri articoli da non perdere
I grandi imperi del Medioevo (Barbara Frale): recensione del testo
I grandi imperi del Medioevo

I grandi imperi del Medioevo. Da Costantino, primo imperatore cristiano a Carlo Magno, il padre dell’Europa moderna è un testo Scopri di più

Breve storia del Giappone di Antonio Moscatello – Recensione
Breve storia del Giappone

In Breve storia del Giappone Antonio Moscatello accompagna i lettori in un viaggio alla scoperta della storia del paese del Scopri di più

Raybearer di Jordan Ifueko | Recensione
Raybearer di Jordan Ifueko

Raybearer, di Jordan Ifueko, è un romanzo fantasy pubblicato per la prima volta in lingua inglese nell’agosto del 2020, con Scopri di più

Anna Dalton: Tutto accade per una ragione | Recensione
Anna Dalton

Anna Dalton è nuovamente in libreria con il suo nuovo romanzo, Tutto accade per una ragione, edito da Garzanti, con Scopri di più

Strade d’acqua di Maria Gisella Catuogno I Recensione
Strade d'acqua di Maria Gisella Catuogno I Recensione

Strade d’acqua è un libro di Maria Gisella Catuogno, edito da Il Frangente. L’autrice, cenni biografici ed opere principali Maria Scopri di più

Vladimiro Bottone nel suo quinto libro: Non c’ero mai stato
Vladimiro Bottone nel suo quinto libro: Non c'ero mai stato

Non c'ero mai stato è il quinto romanzo pubblicato da Vladimiro Bottone, scrittore napoletano che qui indaga i temi del Scopri di più

Condividi l'articolo!

A proposito di Salvatore Di Marzo

Salvatore Di Marzo, laureato con lode alla Federico II di Napoli, è docente di Lettere presso la scuola secondaria. Ha collaborato con la rivista on-line Grado zero (2015-2016) ed è stato redattore presso Teatro.it (2016-2018). Coautore, insieme con Roberta Attanasio, di due sillogi poetiche ("Euritmie", 2015; "I mirti ai lauri sparsi", 2017), alcune poesie sono pubblicate su siti e riviste, tradotte in bielorusso, ucraino e russo. Ha pubblicato saggi e recensioni letterarie presso riviste accademiche e alcuni interventi in cataloghi di mostre. Per Eroica Fenice scrive di arte, di musica, di eventi e riflessioni di vario genere.

Vedi tutti gli articoli di Salvatore Di Marzo

One Comment on “La carica di Balaklava: recensione del libro di Cellamare”

Commenta