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Eroica Fenice

Sara Blaedel

La donna scomparsa di Sara Blaedel: il nuovo giallo firmato Fazi (Recensione)

Sara Blaedel ritorna in libreria con La donna scomparsa, il quarto romanzo edito Fazi Editore di una delle voci danesi più interessanti del panorama letterario attuale, decisamente imperdibile per i lettori di noir e thriller.

Protagonista è ancora una volta l’investigatrice Louise Rick, del Servizio Investigativo Speciale di Copenhagen, dove si occupa di persone scomparse insieme al collega e ormai convivente Eik Nordstrøm: lavorare a stretto contatto col proprio partner, mescolando carriera e vita privata, non è mai una cosa semplice, tantomeno lo è se si svolge un lavoro ad alto tasso di rischio e di stress come quello in polizia. Ma come giustificare la sparizione improvvisa di Eik, che lascia l’ufficio per una rapida commissione senza però farvi più ritorno, gettando Louise nel panico?
Ma non finisce qui. Eik non è certo una donna e il titolo del romanzo di Sara Blaedel allude alla sparizione di una donna: nelle stesse ore, nella campagna inglese una donna danese, Sophie Parker, viene uccisa da un colpo di fucile che trapassa la finestra della villetta nella cucina di casa sua, intenta a preparare la cena assieme alla figlia adolescente. Il più classico incipit dei gialli: uno sparo misterioso nel buio, un cadavere, le indagini che cercano di far luce sull’accaduto. Se non fosse che, però, la donna uccisa risultava da anni, in Danimarca, nell’elenco delle persone scomparse: e a denunciarne la scomparsa, sedici anni prima, risulta essere stato Eik, il compagno di Louise: una sovrapposizione di casi che vedrà Louise districarsi pericolosamente tra lavoro e sentimenti.
Chi è questa donna e perché è stata uccisa? E soprattutto, perché Eik è scomparso? Quale sarà il rapporto tra i due casi?

La donna scomparsa di Sara Blaedel: al di là del bene e del male

Ci sono azioni e temi ampiamente discussi e dibattuti dal punto di vista etico, temi che non riescono a mettere d’accordo le coscienze e che, semplicemente, per la loro stessa natura vanno al di là del bene e del male: il suicidio assistito, non ammesso in Danimarca, è uno di questi temi ed è sicuramente un azzardo trattare un argomento così spinoso e delicato in un romanzo: chi ne ha diritto?

Che diritto ha l’uomo di togliersi la vita, se questa è divenuta troppo dura e fonte di sofferenza a causa di malattie gravissime ed inguaribili, e che diritto ha la medicina di aiutare un uomo a farlo, a darsi una morte dignitosa laddove ci si renda conto che la propria vita non lo è più?

Ma quella di Sara Blaedel è un’operazione che non ha nulla di superficiale e che anzi, offre diverse prospettive sul medesimo argomento: quella medica, quella teologica, quella della legge, quella del paziente e quella dei suoi cari, che possono o meno comprendere ed accettare, per quanto possibile, una decisione che libererà il paziente dalle sue sofferenze ma le cui conseguenze si ripercuoteranno sull’intero nucleo familiare: il romanzo tratterà, infatti, la tematica anche e soprattutto dal punto di vista di chi resta e che si trova costretto a convivere con il peso di qualcosa che moralmente rinnega o che, se così non è, è comunque fonte di strazianti sofferenze.
È attorno a questo delicatissimo tema che si snoderà la complessa trama del romanzo, che smuove le coscienze ed indaga i personaggi, vittime e carnefici, senza condannare e provando, invece, ad empatizzare e far luce su differenti punti di vista e sulle ragioni dei singoli, perché talvolta amare qualcuno significa anche accettare che possa desiderare qualcosa che va contro la morale o il senso comune o, semplicemente, qualcosa che reputiamo inaccettabile perché ci priverebbe di chi amiamo.

La donna scomparsa di Sara Blaedel è, in conclusione, un poliziesco ben strutturato ed avvincente, che intreccia la vita privata della protagonista ed i casi su cui sta lavorando, ricco di colpi di scena e di forte impatto emotivo, per la tematica trattata, che si avvale di uno stile scorrevole, incalzante e coinvolgente.

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