La foresta dei fiori d’acciaio, il nuovo romanzo di Anthony C.

la foresta dei fiori d'acciaio

La foresta dei fiori d’acciaio è un romanzo di Anthony C., autore che con una penna intensa lascia quasi senza fiato, coinvolgendo in una narrazione scorrevole e dai tanti tratti caratterizzanti.
Il libro è una novità tra le pubblicazioni della Casa Editrice Horti di Giano.

La foresta dei fiori d’acciaio: trama e tessuto narrativo

Sono numerosi gli elementi apparentemente distanti all’interno del romanzo, ma, procedendo nella lettura, sarà possibile comprendere una realtà che sembra non avere confini, vicina a chiunque in un universo parallelo.
Immagini e parole, suggestioni, quotidianità, attività, interessi, sono solo alcuni dei tasselli che confluiscono ed arricchiscono la trama.

“In principio c’era l’oro, dopo l’oro venne l’argento, dopo di questo venne il rame e infine ci fu il ferro”. È questo l’incipit del libro, la cui essenza è racchiusa in una storia che oltrepassa ogni confine mentale o reale che sia, tangibile e non. Due regni. Due identità diverse ma accomunate da qualcosa.
L’incombenza del futuro che avanzando quasi incombe su di essi. A dividere i regni, la Foresta dei Fiori d’Acciaio, circondata da altissime mura e accessibile da otto portali, sorvegliati dai Reggenti.
Tuttavia, la foresta non è più quella di un tempo, ha in sé contraddizioni e ripercussioni varie, a rischio per un probabile conflitto.
Il finale ovviamente è tutto da scoprire e descriverlo o sottolinearne l’essenza non avrebbe senso.

Una lettura a spasso nel futuro… a tratti simile al presente

La foresta dei fiori d’acciaio è un libro le cui tematiche di base sono fortemente attuali, nonostante tutto si svolga nel futuro.

Tra queste sicuramente il clima, l’ambiente sempre più deturpato e sofferente, i conflitti a fuoco in varie aree del mondo, gli accordi politici che calpestano ogni morale.
Tutto è perfettamente allineato con la realtà, con quella che può essere definita l’attualità. I parallelismi con la società odierna sono tanti, e si riscontrano leggendo le pagine di questo suggestivo quanto avvincente romanzo.

Sicuramente un libro diverso dal solito, che si fa notare, per dirla tutta, o meglio, che non ha bisogno di farsi spazio, perché arriva con tutta la preponderanza e la carica allegorica, narrativa, da cui è avvolto.
La foresta dei fiori d’acciaio è un fantasy, un genere ancora oggi considerato adatto solo a chi ama questa tipologia di lettura. Nulla di più errato.
A tal proposito, sarà sicuramente utile menzionare una corrente di pensiero che ritiene il genere particolarmente adatto per riflettere, attraverso parallelismi, ma anche analogie e metafore, sul mondo odierno. La tesi è stata sviluppata dalla professoressa di Letterature Comparate dell’Università di Stoccolma, Nikolajeva.

La foresta dei fiori d’acciaio riesce infatti, come abbiamo già ribadito, a tessere con le parole un filo conduttore che si ricollega col presente, con tutto ciò che appartiene ai giorni nostri. Si è costantemente proiettati in una dimensione lontana da quella attuale, eppure tutto ciò che la contraddistingue è inesorabilmente vicino e simile al presente. Anche i due Regni, apparentemente lontani tra loro, sono in realtà vicini più di quanto possa sembrare.

Il libro in questione, riesce, con tanti intrecci, situazioni avvincenti e compromessi, a far riflettere il lettore. La lettura si trasformerà in vera e propria consapevolezza.
Inoltre, la scrittura lineare del romanzo consente di leggere in modo relativamente veloce, senza troppe divagazioni, allusioni o giri di parole, puntando dritto al tessuto identitario che caratterizza la trama.

La foresta dei fiori d’acciaio è un fantasy che porterà a spasso in un “presente travestito da futuro”.

Immagine in evidenza: Edizioni Horti di Giano

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