La fragilità dei palindromi, un romanzo di Marcostefano Gallo

la fragilità dei palindromi

 

La fragilità dei palindromi , un romanzo di Marcostefano Gallo edito da Ferrari Editore.

La storia è ambientata a Mongrassano, piccolo borgo del sud reale ed immaginario. Le vicende riguardano la vita di diversi abitanti, così diverse, ma così intrecciate tra di loro, tanto da formare una rete intricata di trame. La festa patronale di Sant’Anna sarà il punto focale di tutto, da cui partiranno sviluppi e se ne arresteranno degli altri.

Tutte le vicende hanno un filo comune: “le verità di paese”, quello spazio deciso tra il pettegolezzo e la verità certa. Tutto ciò che accade a Mongrassano diventa oggetto di discussione, di crisi e rinascita. E nessuna delle cose esclude l’altra.

Uno dei personaggi che salta da subito all’occhio è quello di Angelo, il “ripara tutto” del paese, un uomo tutto d’un pezzo, incapace però di abbandonare i sogni di una vita felice. L’amore della sua vita, Beatrice, è la sposa di Carlo Marino, il controverso sindaco del paese. Marino è l’emblema della corruttibilità, della politica faziosa, fatta col sangue della gente, per il solo scopo di trarne profitto personale. È un sindaco feroce, incapace di pensare al bene collettivo. Uno che riempie la poltrona con tutta la sua violenza.

Il rapporto con sua moglie sarà il simbolo di diverse svolte narrative: per lui Beatrice e suo figlio fanno parte di quelle cose imprescindibili per la buona immagine pubblica, di conseguenza sono per lui solo trofei.

Grazie a Luciano Raimondi scopriamo invece il tema caldo “degli amori clandestini”. Infatti rappresenta il ragazzo giovane capace di affollare la mente altrui con promesse e risposte. Incapace di seguire una strada, universitario fallito, in continua lotta con sé stesso e i dettami atipici dei suoi genitori.

A Mongrassano non manca “il maresciallo”, Otto Kofler, emigrato dal Nord si ritrova in una cittadina del Sud per amore e passione. Dapprima apparirà come un personaggio negativo della storia, sul finale si rivelerà essere invece un esempio positivo per sé stesso e gli altri.

Concetta Posterano è invece una donna che ama la poesia, e proprio grazie ad essa riuscirà ad esternare la sua condizione: un uccello in gabbia che sarà la parte ricreativa del paese: il suo bar infatti sarà il ritrovo di numerosi anziani in cerca di divertimento. Per tutto il tempo lei guarderà le cose passare con nostalgia e disincanto. Rappresenterà il bagaglio dei sogni infranti, e un trampolino continuo verso cui tendere e forse lanciarsi.

La donna è anche la fidanzata storica del medico del paese, Cesare Formoso. Grazie a lui il romanzo riesce ad indagare quell’aspetto viziato e contorto della realtà del borgo: “il malocchio”. La sua famiglia si troverà vittima di un maleficio, che porta i Formoso alla stessa medesima fine. Cesare si ritroverà diviso tra la voglia di vivere e il desiderio di abbandonarsi alla sua sorte. Il romanzo indaga quindi alla perfezione tutti quei meccanismi tipici dei borghi del sud, dove le cose che non vedi, spesso fanno più paura delle cose che ti passano davanti.

Carmela Visconte sarà quindi l’ancora per tutti gli adepti della superstizione che aiuterà gli altri a sfuggire dal malocchio e sarà salvifica per diverse situazioni.

Maria, la figlia di Visconte sarà invece il simbolo della “disillusione” la ragazza, ormai muta, in seguito ad un trauma, si troverà costretta ad iniziare un commercio a luci rosse, piuttosto conosciuto ed apprezzato al paese.

Le vicende di ogni personaggio sembrano intrecciarsi vorticosamente in colpi di scena avvincenti e dubbi sciolti. È un romanzo che non impiega la sua forza su uno o due personaggi, quanto piuttosto si sviscera in diverse storie e punti di vista, rendendo la narrazione dinamica e mai noiosa.

La storia sembra essere incastrata nel punto di mezzo tra il moderno e il vintage: non si perde occasione di fare riferimento a web radio, facebook e social, ma in alcuni punti sembrerebbe quasi essere trascinati in un’atmosfera antica e fascinosa tipica degli anni passati.

Come unico grande supervisore, sembra esserci “Radio 323”. Una web radio che appassiona e scandalizza, che abbaglia e scava. Le sue dirette saranno motivo di riflessione per molti dei personaggi, saranno la spinta per cambiare vita, per accettare la propria condizione, per carpire la condizione vischiosa delle faccende politiche e la chiave di volta per amori lasciati in pausa.

Il romanzo si chiude con la festa di Sant’Anna a Mongrassano, festa che sembra fare da padrone già dalle prime pagine. Si sottolinea il legame votivo che la gente del luogo ha con la santa e la chiesa. Il modo in cui un’occasione religiosa diventa motivo di svago, elaborazione di piani e risoluzioni personali.

Esso si chiude con un due pagine finali dove è esplicato il futuro di tutti i personaggi. Ogni dubbio nella pagina finale viene sciolto ed estinto. Ogni personaggio trova la sua strada, bella, brutta o scontata. Nell’ultima pagina sembrerebbe tornare tutto al suo posto, e proprio come suggerisce il titolo, grazie alla parola palindromo, le vicende narrate possono essere lette dall’inizio alla fine o viceversa, senza perderne la bellezza o il senso.

Fonte immagine: Ferrari editore

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