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La politica pop online

La politica pop online di G. Mazzoleni e R. Bracciale| Recensione

Che cos’è la politica pop online? Nel nuovo libro di Gianpietro Mazzoleni e Roberta Bracciale, edito da Il Mulino, si definisce il ruolo della politica pop online e si analizza il ruolo dei meme nella comunicazione politica contemporanea.

La politica pop onlineI meme e le sfide della comunicazione politica è il libro di Gianpietro Mazzoleni e Roberta Bracciale edito da il Mulino per la collana Universale Paperbacks.

Qual è il ruolo dei meme nella comunicazione politica contemporanea? È la domanda di fondo che guida la ricerca di Gianpietro Mazzoleni e Roberta Bracciale e che porta i due autori a ripercorrere i cambiamenti della comunicazione politica contemporanea, ad analizzare le forme e le dinamiche della politica pop online ed esaminare la fenomenologia dei meme e il loro uso nella comunicazione politica.

Per comprendere perché il «meme può essere considerato come il prodotto più rappresentativo della politica pop online» gli autori ripercorrono le tappe fondamentali di un lungo processo che ha progressivamente affermato la disintermediazione della comunicazione. Mazzoleni e Bracciale evidenziano come si sia passati da una «comunicazione di massa, dell’uno-a-molti» ad una «comunicazione digitale, dell’uno-a-uno, del molti-a-molti» grazie a social media che offrono nuove possibilità di partecipazione e comunicazione.

Ma cosa intendiamo per politica pop? La politica pop «si manifesta nel processo per cui gli attori della politica, e le loro gesta, pur appartenendo a una sfera a volte anche molto distante dalla vita quotidiana della gente, grazie all’adozione delle dinamiche e dei contenuti della cultura popolare, diventano personaggi e realtà familiari, soggetti di curiosità e interesse, argomenti di discussione, fonti anche di divertimento proprio come i personaggi e le storie che appartengono al mondo dell’immaginario collettivo alimentato dall’industria mediale, dalle sue rappresentazioni e dalle sue narrazioni». Inoltre, bisogna considerare che «i media digitali hanno ampliato i luoghi dove la cultura pop si manifesta rendendo quasi invisibili le distinzioni tra culturale, politico e popolare».

Un processo che nasce con la mediatizzazione e che assume nuovi connotati con la disintermediazione porta la politica pop ad essere politica pop online con l’affermazione di nuove dinamiche che favoriscono la transizione da logiche mediali a logiche di network sempre più collettive e connettive. I cittadini continuano a guardare la televisione ma lo fanno in modo diverso, spesso con un altro schermo (secondo la pratica del second screen) con cui commentare istantaneamente ciò che guardano. In questo modo la fruizione del programma televisivo cambia radicalmente portando lo spettatore ad esprimere e confrontare le proprie opinioni con quelle altrui.

Considerando ciò e che l’umorismo e la satira sono due tra i registri privilegiati della cultura pop online, diventa più facile comprendere perché il meme è uno strumento sociale fondamentale per far circolare idee, emozioni, opinioni, interpretazioni e influenzare il discorso pubblico.

Secondo gli autori i meme rappresentano una forma privilegiata di cultura partecipativa grazie alle loro caratteristiche. I meme, infatti, partono da un singolo individuo per trasformarsi in fenomeno collettivo e collaborativo, si diffondono in modo decentralizzato e non gerarchico e sono facilmente condivisibili su più piattaforme.

I meme permettono una forma di partecipazione politica forse apparentemente più disimpegnata ma non meno importante per l’efficacia nel raggiungere un numero importante di cittadini soprattutto riguardo quelle tematiche a cui sono maggiormente interessati. 

Ne La politica pop onlineI meme e le sfide della comunicazione politica, insieme ad elementi più prettamente teorici, Mazzoleni e Bracciale propongono casi pratici che spaziano dal tentativo di alcuni politici italiani di appropriarsi del Not Today di Game Of Thrones ai fenomeni Kekistan e Pep the Frog, passando attraverso i post di Fotografie Segnanti e Taffo Funeral Services e considerando l’uso dei meme nelle strategie comunicative di Trump e Obama.

 

Fonte immagine: il Mulino

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