Letteratura americana, 5 titoli da non perdere

Letteratura americana, 5 titoli da non perdere

La letteratura in lingua inglese è certamente tra le più prolifiche a livello mondiale, proprio grazie alla lingua stessa nella quale essa è scritta. Tra la letteratura anglofona, spicca sicuramente quella americana, ma quanta letteratura americana parla veramente degli Stati Uniti e della loro storia? È proprio per questo motivo che oggi voglio proporvi 5 grandi opere della letteratura americana, presentate dalla più datata alla più recente, da non perdere assolutamente!

Le opere della letteratura americana da non perdere

1. Moby Dick – Herman Melville 

 

 

 

 

 

 

Scritto e pubblicato nel 1851 da Herman Melville, non solo grande autore della letteratura americana dell’Ottocento, ma anche profondo conoscitore della storia americana. Infatti, il suo capolavoro racconta di una ciurma di marinai imbarcati sulla Pequod, alla ricerca di Moby Dick, la famigerata balena bianca che sembra impossibile da catturare, e il nome della baleniera deriva proprio dai Pequot, uno dei popoli nativi americani. Ishmael, il protagonista, rappresenta l’elemento che stona dal resto della ciurma che ha un solo scopo, ovvero quello di uccidere Moby Dick. Al contrario, Ishmael cerca di trovare qualsiasi espediente che possa creare una sorta di legame con la balena. Il mammifero che sfugge agli arpioni della ciurma, inoltre, non rappresenta nient’altro che l’uomo stesso che cerca di inseguire la risposta a tutte quelle domande che non riesce a capire. A livello storico, invece, l’autore si focalizza soprattutto sul concetto di “bianchezza”, che non deve essere interpretato a livello di discriminazione razziale da parte dell’autore, che era anti-schiavista, ma come assenza di colore, che fa veramente paura e che, legata al concetto precedente dell’inseguimento delle risposte, è una bianchezza che dunque conduce al nulla, così come Moby Dick, alla fine del romanzo, annichilisce tutto. 

 

2. Le avventure di Huckleberry Finn – Mark Twain

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A seguito dell’altrettanto celebre Le avventure di Tom Sawyer, nel 1874 la letteratura americana entra in possesso di un altro pezzo fondamentale, quando Mark Twain pubblica il suo best-seller Le avventure di Huckleberry Finn. Qui il protagonista è Huckleberry Finn, un ragazzino che fa parte della cricca di Tom Sawyer, preso in custodia da una vedova benestante. Huck vive con lei ma in fondo al suo cuore desidera solamente vivere la sua vita spensieratamente come aveva fatto fino a poco prima. Così, ogni giorno Huck ogni scappa dalla casa di questa donna  per rifugiarsi in solitudine sul fiume, una solitudine destinata a durare ben poco perché pochi giorno dopo, proprio in quello stesso luogo incontrerà Jim, lo schiavo nero della vedova, anch’egli scappato per paura di essere venduto. Anche se questo romanzo è stato pubblicato negli anni successivi alla guerra civile, al contrario esso è ambientato negli anni ’50 dell’Ottocento, e dunque presenta ancora tutti i pregiudizi e le discriminazioni nei confronti degli afroamericani. Huckleberry Finn, pur essendo di buon cuore nei confronti di Jim, è inevitabilmente plagiato dalla società bianca che lo circonda e lo istiga ad obbedire alla legge, ed è per questo motivo che Huck sceglie sempre la natura, più precisamente la frontiera ormai inesistente, segno di una società bianca che si è ormai impossessata di qualsiasi territorio sul suolo americano.

3. Il Grande Gatsby – Francis Scott Fitzgerald

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Il Grande Gatsby, pubblicato nel 1925, è certamente uno dei titoli più conosciuti della letteratura americana, con il quale l’autore Francis Scott Fitzgerald propone al pubblico una visuale su quella che è l’America dei ruggenti anni ’20. Il protagonista è Jay Gatsby, o meglio James Gatz, un giovane proveniente da una povera famiglia del Nord Dakota, ma che grazie al contrabbando riesce ad arricchirsi e a vivere in una maestosa villa dove organizza tantissime feste con l’unico scopo di riuscire ad incontrare Daisy, l’amore della sua vita, che aveva conosciuto cinque anni prima durante un addestramento militare, ma che ora è sposata con un uomo altrettanto benestante, Tom Buchanan. Il tutto si svolge nell’area fittizia di West Egg, a Long Island, in un tempo che per Gatsby è quello del passato nel quale è intrappolato a causa della donna che ama, arrivista così come lo è Gatsby stesso, che sfrutta a sua volta Nick Carraway, la voce narrante di quest’opera, a cui arriva solamente per entrare nuovamente in contatto con Daisy. In un romanzo lungo appena poco più di un centinaio di pagine, Fitzgerald è stato capace di regalare al pubblico un quadro chiaro della società americana degli anni ’20, caratterizzata da corruzione e proibizionismo.

4. Lolita – Vladimir Nabokov

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Nonostante Nabokov sia un autore russo, Lolita, il suo romanzo pubblicato nel 1955, scritto in lingua inglese, non solo presenta come cornice gli Stati Uniti d’America, ma anche un concetto proprio di questa nazione, la critica ad uno Stato che vende la donna come oggetto di bellezza da consumare da parte della società. Lolita, che in realtà si chiama Dolores Haze, è una ragazzina americana di appena dodici anni, che suscita l’interesse di Humbert Humbert, il secondo marito di sua madre. È proprio Humbert a dare a Dolores il soprannome di Lolita, che diventerà la passione preadolescente di quest’uomo trentasettenne, provocando grandissimi scandali al tempo della pubblicazione ed altrettanti problemi per trovare un editore disposto a pubblicare un’opera del genere. 

5. Il buio oltre la siepe – Harper Lee

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Per chiudere in bellezza questa classifica sulle maggiori opere della letteratura americana, non può mancare il romanzo di Harper Lee del 1962 intitolato Il buio oltre la siepe. La vicenda si svolge a Maycomb, una cittadina immaginaria degli Stati Uniti, e vede come protagonisti l’avvocato Atticus Finch, i suoi figli e il bracciante nero Tom Richardson, accusato ingiustamente di violenza sessuale nei confronti di Mayella Ewell, una ragazzina bianca. Nonostante Atticus riesca a provare alla giuria che non c’è nessuna prova che possa condannare Tom Richardson al carcere, la giuria decide di mandarlo ugualmente in prigione, mossa dal profondo pregiudizio nei confronti dei neri americani ancora fortemente radicato nell’America degli anni ’30. Inoltre, questo romanzo non racconta solo la storia di Tom Richardson, bensì anche quella di Atticus, l’avvocato che lo difende che proprio per questo motivo è odiato da una società che non riesce ad ammettere a sé stessa di essere succube del razzismo e del pregiudizio che regna sovrano negli Stati Uniti.

 

A proposito di Lucrezia Stefania Scoppetta

Ciao! Sono Lucrezia, ho 20 anni. Frequento l’università “L’Orientale” di Napoli, dove studio lingua e letteratura inglese, giapponese, e portoghese.

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