Libri dark academia: 4 da leggere

Libri dark academia: 4 da leggere

I libri dark academia sono arrivati al giorno d’oggi a far parte di un genere che potremmo considerare completamente autonomo. Ma cosa si intende quando si parla di dark academia? Andiamo a scoprirlo con alcuni libri appartenenti a questa corrente letteraria.

Cos’è l’estetica dark academia

La dark academia nasce come una vera e propria estetica, sviluppandosi a partire dall’amore per la letteratura classica e tutta l’atmosfera che la circonda. A questo entusiasmo per il classico ci si aggiunge una propensione verso l’elemento gotico, anche questo visto nel suo insieme (architettura, letteratura, atmosfera…). Presi questi elementi, un tassello di fondamentale importanza per il puzzle dell’estetica dark academia è l’ambientazione: stiamo qui parlando di un contesto accademico, fatto di college esclusivi ed edifici antichi. È chiaro, dunque, quanto le discipline umanistiche diventino fondamentali; assistiamo a una vera e propria rinascita delle humanae litterae, trascinate all’interno di un contesto british che in un certo senso trae ispirazione da opere come Dead Poets Society (film del 1989, tradotto in italiano come L’attimo fuggente). Questo amore per la cultura viene poi portato ai suoi limiti, con l’aggiunta di quello che potremmo definire l’elemento dark. La bellezza indiscussa di questi ambienti viene osservata anche nelle sue sfumature più tossiche, che vengono a loro volta estremizzate. Da questa estremizzazione vediamo come nel quadro complessivo si inserisce l’elemento thriller, spesso dato da misteri e omicidi. I libri dark academia sono quindi un vero e proprio patchwork di elementi diversi, un quadro impressionista che può essere capito solo se guardato nel suo insieme e prendendo una certa distanza.

Può risultare quindi ostico comprendere appieno questa corrente in tutte le sue sfumature. Ecco, dunque, quattro esempi di libri dark academia che possono aiutarci a inquadrare questo genere letterario.

Quali sono gli elementi ricorrenti nei libri dark academia?

Elemento caratteristico Descrizione
Ambientazione College esclusivi, università antiche, biblioteche polverose.
Focus di studio Discipline umanistiche, letteratura classica, arte, lingue morte.
Atmosfera Gotica, malinconica, ossessiva e intellettuale.
Trama Spesso include omicidi, segreti, società segrete e moralità ambigua.

Dio di illusioni di Donna Tartt

Dio di Illusioni è uno dei libri dark academia per eccellenza. Il romanzo è stato scritto da Donna Tartt e pubblicato in italiano da Rizzoli nel 2003. La storia è ambientata in un rinomato college nel Vermont, dove facciamo la conoscenza di sei studenti. L’ultimo arrivato, Richard Papen è il nostro narratore, gli occhi attraverso i quali osserveremo lo svolgersi della vicenda. Richard si iscrive a un corso di lettere classiche, il più esclusivo dell’intero college; all’interno della classe sono infatti presenti solo altri cinque studenti, tutti ricchi e viziati. Richard si ritroverà coinvolto in un circolo vizioso fatto di eccessi, idealizzazione del passato, riti dionisiaci, alcol e droghe. Tutto ciò è destinato a portare l’intero gruppo su un percorso che inevitabilmente conduce alla violenza, un elemento che diventerà parte della vita dei ragazzi, fino a raggiungere l’estremo.

If we were villains di M. L. Rio

Questo volume si colloca perfettamente sulla scia creata da Dio di Illusioni. In If We Were Villains troviamo infatti un sacco di similitudini, soprattutto nei temi affrontati. Anche questa storia è ambientata in un college estremamente esclusivo, uno dei migliori per lo studio della recitazione. Ma il racconto non inizia da qui, inizia dalla fine, dopo che Oliver Marks ha scontato dieci anni di carcere per l’omicidio di un suo compagno di corso. In un colloquio con un poliziotto che l’ha sempre ritenuto innocente, Oliver ci racconterà la sua storia, fatta di amori, competizione ed eccessi. L’intera vicenda ci viene spiegata con dei riferimenti a Shakespeare e con la spiegazione di come Oliver e il suo gruppo di amici erano arrivati a perdersi nei ruoli che interpretavano, fino ad arrivare a compiere gesti di cui non si sarebbero mai immaginati capaci. Questo volume di M. L. Rio riesce perfettamente a veicolarci cosa si intende quando si parla di libri dark academia: un amore per l’arte che viene portato al suo estremo più oscuro.

Babel di R. F. Kuang

In questo volume vediamo come i libri dark academia possano fondersi perfettamente anche con altri generi, nello specifico il fantasy. Babel di R. F. Kuang è ambientato ad Oxford, nel 1836; qui facciamo la conoscenza di Robin Swift, un ragazzo di origini cinesi che viene portato all’università per essere istruito nella pratica dell’incisione delle tavolette d’argento. In questo contesto, attraverso l’incisione di queste tavolette con parole appartenenti a lingue diverse è possibile ottenere dei risultati magici. Robin non ha mai messo in dubbio questa pratica, fin quando non si rende conto di come l’università stessa sfrutti il patrimonio culturale dei paesi colonizzati per ottenere benefici solo per le classi più agiate dei paesi occidentali. Insieme ai suoi amici, Robin metterà in discussione tutto ciò in cui ha sempre creduto e si ritroverà a lottare contro le stesse istituzioni che l’hanno cresciuto.

La nona casa di Leigh Bardugo

Anche questo fa parte di quei libri dark academia che si fondono con il fantasy. La Nona Casa di Leigh Bardugo ci racconta una storia ambientata a Yale. La nostra protagonista qui è Alex Stern, una ragazza cresciuta tra droghe, fidanzati tossici e piccoli crimini. Dopo l’evento più traumatico della sua vita, una strage in cui ha visto morire tutti i suoi amici, ad Alex viene offerta la possibilità di frequentare il prestigioso college con una borsa di studio. Ma a tutto c’è un prezzo: la ragazza dovrà monitorare le attività occulte praticate dalle società segrete presenti all’interno dell’università. Alex si ritroverà quindi coinvolta in un mondo fatto di privilegi, magia proibita e fantasmi, costretta a fare del proprio meglio per sopravvivere.

Come possiamo osservare, i libri dark academia possono essere molto diversi tra di loro, ma presentano sempre delle caratteristiche comuni: l’ambientazione, la denuncia della tossicità che spesso contraddistingue certi contesti, e l’elemento noir. Tra una citazione a Shakespeare e un riferimento alla Grecia antica, questi volumi riescono a catturare perfettamente l’attenzione dei lettori, tenendoli incollati alle pagine in attesa del prossimo colpo di scena.

Fonte immagine per l’articolo “Libri dark academia: 4 da leggere”: Freepik

Articolo aggiornato il: 08/12/2025

Altri articoli da non perdere
La donna di Teheran di Donia Bijan | Recensione
La donna di Teheran

La donna di Teheran, il nuovo libro di Donia Bijan La donna di Teheran, il lavoro letterario di Donia Bijan, è Scopri di più

Judith Hermann presenta il nuovo libro, A casa | Recensione
Judith Hermann

A casa è un libro di Judith Hermann, edito da Fazi. Trama La protagonista di questa storia è una donna Scopri di più

Annavera Viva: l’intervista in attesa del nuovo romanzo
Annavera Viva: l'intervista in attesa del nuovo romanzo

Abbiamo intervistato Annavera Viva, autrice della fortunata saga di romanzi noir ambientati a Napoli: ci ha raccontato com'è la sua Scopri di più

Volo di paglia, il primo romanzo di Laura Fusconi (Recensione)
Volo di paglia, il primo romanzo di Laura Fusconi

Inserito nella collana "Le Strade", Volo di paglia è la prima opera letteraria della giovane scrittrice Laura Fusconi pubblicato di Scopri di più

Folkville: intervista all’autore Giancarlo Marino
Folkville

Folkville. Cronache da una città leggendaria è il nuovo libro (di recente pubblicazione) di Giancarlo Marino. Edito per la casa Scopri di più

Io sono Rita: MarottaeCafiero. Recensione

Io sono Rita è un libro di Giovanna Cucè, Nadia Furnari e Graziella Proto, edito da Marotta&Cafiero. Trama Il libro Scopri di più

Condividi l'articolo!

A proposito di Martina Di Costanza

Studentessa di Mediazione Linguistica e Culturale presso l'Università degli Studi di Napoli l'Orientale.

Vedi tutti gli articoli di Martina Di Costanza

Commenta