Vernon Lee è stata una scrittrice e intellettuale inglese che, durante gli anni d’oro dell’Estetismo filosofico-letterario ottocentesco, interessò i lettori con storie originali e non convenzionali. Nata nel 1856 in Francia con il nome di Violet Paget, cresce in un contesto colto e cosmopolita: la particolarità rara della sua educazione le ha permesso, poi, di instaurare legami con esteti e intellettuali come Mary Robinson e Clementina Anstruther-Thomson. Nel campo editoriale adotta lo pseudonimo maschile di Vernon Lee, tristemente necessario affinché le sue opere potessero essere prese sul serio dalla critica. Grazie a una denuncia feroce della società europea e all’uso originale dei canoni gotici, le sue opere hanno riscosso un buon successo anche tra i lettori occasionali. Gli ultimi anni della sua vita vengono, però, trascorsi in disparte: la scrittrice muore nel 1935 con pochi ammiratori, a causa delle sue aperte posizioni pacifiste all’indomani della Prima Guerra Mondiale. Scopriamo, dunque, tre libri di Vernon Lee che raccontano il suo genio.
| Titolo dell’opera | Anno di pubblicazione | Genere e tematica |
|---|---|---|
| Possessioni | 1890 | Antologia gotica, arte e psicologia |
| Il Settecento in Italia | 1880 | Saggio storico, musica e letteratura |
| Miss Brown | Non specificato nel testo | Romanzo, critica sociale ed emancipazione |
Indice dei contenuti
1. Possessioni: un’antologia gotica non convenzionale

Nel 1890 viene pubblicata questa raccolta contenente quattro lunghi racconti, che mostrano le brillanti capacità dell’autrice di descrivere la paura attraverso una prospettiva psicologica originale. Le possessioni a cui fa riferimento il titolo, in realtà, sono quelle che tormentano i vivi nelle vicende: queste sono descritte con riferimenti all’arte e alla musica tra conventi fittizi e palazzi regali dell’Italia. Rientrando nei canoni dell’Estetismo, che esaltano la creazione artistica e la funzione dell’artista, riesce a porre una riflessione sulle paure che va oltre le tradizioni letterarie precedenti, fatte perlopiù di fantasmi ed entità intangibili. È inoltre interessante notare come ogni storia, seppur antologica, abbia tratti in comune con le altre, in un elegante gioco di parallelismi che attraversano più fasi della storia europea.
2. Il Settecento in Italia: una panoramica storica della penisola
Prima ancora di scrivere i testi che saranno celebri in Europa, viene pubblicato questo saggio nel 1880, in cui l’autrice attraversa un intero secolo della storia italiana. Nei libri di Vernon Lee, infatti, si intuisce un grande amore nei confronti della penisola, che viene spesso descritta e citata in opere successive. In questo scritto viene effettuata un’esaustiva disamina della letteratura italiana del diciottesimo secolo, con un focus sull’Arcadia, sull’arte e soprattutto sulla musica. Quest’ultima è infatti oggetto di forte attenzione: secondo l’autrice, le melodie di Pietro Metastasio costituiscono il picco estetico del suo tempo e i suoi lavori sono descritti con grande ammirazione. La lettura di questo saggio è utile per scoprire una prospettiva internazionale dell’Italia, che mostra le influenze che plasmeranno i grandi della letteratura come Gabriele D’Annunzio.
3. Miss Brown: l’emancipazione di Vernon Lee

Si tratta dell’unico romanzo scritto dall’autrice, che critica il circolo letterario e artistico degli esteti europei. Con grande coraggio, riesce a descrivere l’ipocrisia di una corte alla quale lei stessa ha preso parte, raccontando una storia con un sottotesto feroce. Le vicende ruotano attorno alla figura di Walter Hamlin, esteta probabilmente ispirato a Oscar Wilde, che si innamora di Anne Brown, ragazza povera che diviene un suo feticcio. Dopo essere stata educata all’arte e al lusso, la ragazza matura una consapevolezza che porterà a un finale inaspettato. Gli elementi caratterizzanti il testo sono, oltre alla critica evidente alla corrente filosofica del suo tempo, il disgusto per la sessualità fisica e l’impegno all’emancipazione femminile: Anne Brown rappresenta un nuovo ideale di donna che non vuole sottostare al dominio patriarcale dell’arte e che riesce a vedere i subdoli dispositivi della società maschile.
Tra le pagine dei suoi scritti, Vernon Lee insegna che in tempi di corruzione si può trovare la forza di denunciare attraverso l’arte, esaltandone la bellezza e criticandone, allo stesso tempo, un uso improprio e immorale.
Fonte immagine in evidenza: Wikipedia – ritratto di John Singer Sargent

