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Anime delle due Sicilie: intervista agli autori del disco

anime delle due sicilie

L’album Anime delle due Sicilie, uscito lo scorso 10 aprile (etichetta Laboratori di Provincia), di Alfio Antico, Jennà Romano, Amedeo Ronga e Patrizio Trampetti è un progetto discografico che unisce esperienze artistiche variegate che attingono ad un medesimo immaginario di appartenenza legato a quello che può dirsi “tipo mediterraneo: tutti gli artisti sono infatti figli delle Due Sicilie e proprio per questo risulta essere comune il senso di memoria storica e metastorica di cui si fanno portavoce; inoltre, i brani non si limitano al localismo, in quanto danno vita a prospettive di osservazione a lungo raggio di significanze comuni a tutti quei luoghi che condividono le medesime istanze culturali — in tal senso va interpretata la partecipazione della cantante brasiliana Nathalia Sales —.

Anime delle due Sicilie, però, non è una mera rievocazione di un che di passato, bensì i caratteri tipici dell’immaginario collettivo di appartenenza diventano una chiave interpretativa dell’odierno, finalizzata alla ricerca di nuove forme espressive. Ciò avviene non solo in termini di recupero e rielaborazione di temi e suggestioni, ma anche in termini musicali, laddove gli stilemi di carattere etnico e folk si fondono generando sonorità rinnovate tese a inedite forme espressive.

In occasione dell’uscita di Anime delle due Sicilie, abbiamo intervistato i suoi autori, a cui va il nostro sentito ringraziamento.

Scheda riassuntiva dell’album Anime delle due Sicilie

Caratteristica del disco Dettaglio
Data di uscita 10 aprile
Etichetta discografica Laboratori di Provincia
Artisti principali Alfio Antico, Jennà Romano, Amedeo Ronga, Patrizio Trampetti
Partecipazioni speciali Nathalia Sales (voce brasiliana), Domenico Brasiello (trombone), Mario Lupoli (sax soprano)
Brani citati nell’intervista Sentimentu, ‘A Sicilia senza ponti, Vite perse, Nunn’erano mille, Suonno fujente

Anime delle due Sicilie: l’intervista agli autori

Le esigenze alla base del progetto musicale

Sembra che i brani di Anime delle due Sicilie abbiano un respiro che parte dalla Storia particolare del nostro Sud per poi approdare ad una Storia più ampia, legata alle vicende del mondo d’oggi: da quali esigenze nasce Anime delle due Sicilie?

Patrizio Trampetti: di base è sempre la musica che ti spinge a fare altra musica. Abbiamo cominciato a fare dei concerti insieme attingendo dai nostri reciproci repertori e poi il suono che ne veniva fuori è come se avesse l’esigenza di straripare in nuove canzoni. Il passaggio poi è stato quasi naturale e ci siamo messi a lavorare, Jennà Romano ha curato la produzione ed è nato Anime delle due Sicilie.

Il confronto tra memoria storica e presente

In che modo la memoria storica, proveniente dal passato, si confronta con la memoria del presente?

Amedeo Ronga: senza un riferimento a ciò che è successo prima di noi c’è poco materiale per poter esprimere il nuovo. La memoria storica è fondamentale, conoscere la musica prodotta negli anni passati è un bagaglio che ci permettere di avere una grammatica per parlare ancora modificandone concetti e pensieri. I giovani hanno mezzi straordinari oggi per scoprire l’arte del passato dovrebbero approfittarne di più.

anime delle due sicilie

L’unità compositiva tra etnico e lirismo

Musicalmente, Anime delle due Sicilie mette insieme esperienze variegate che fondono carattere etnico e lirismo creativo, senza mai perdere le rispettive identità: in che modo avete lavorato per raggiungere l’unità compositiva che traspare da tutti i brani?

Jennà Romano: questo è stato il compito affidatomi dai miei generosi colleghi 🙂 In realtà non è stato difficile proprio perché ognuno di noi ha un vissuto artistico molto diverso, pertanto ho cercato di fare un mix delle nostre caratteristiche sia per quanto riguarda le sonorità che per la scelta dei testi; è stato stimolante ad esempio utilizzare tutti i tamburi di Alfio spesso sostituendoli anche all’uso di una batteria, come è stato bello fondere le sonorità acustiche del contrabbasso di Amedeo con i miei strumenti elettrici è i sintetizzatori. Per quanto riguarda la composizione delle canzoni, alcune le ho composte a posta per il quartetto, ho musicato un bel testo di Alfio, Sentimentu, alcuni testi di Patrizio e con Amedeo abbiamo musicato un testo scritto da me e dedicato ad Alfio, che lui ha cantato in modo emozionante, dal titolo ’A Sicilia senza ponti.

Il plurilinguismo e la collaborazione con Nathalia Sales

Uno dei tratti distintivi di Anime delle due Sicilie è il quasi perenne plurilinguismo, che vede dialogare il napoletano e il siciliano; inoltre, tra essi si inserisce anche il portoghese grazie alla voce brasiliana di Nathalia Sales (Vite perse): qual è la genesi della vostra collaborazione?

Alfio Antico: io sono siciliano ma gran parte della mia carriera mi ha visto collaborare con artisti napoletani ed è quasi naturale mettere insieme i due dialetti. L’inserimento di Nathalia è avvenuta con la stessa naturalezza, quando Jennà ha avuto l’idea di inserire una terza lingua in Vite perse è stato quasi automatico per tutti pensare a Nathalia perché tutto sommato i Sud del mondo si assomigliano tutti e Nathalia è una cantante che riesce a trasmettere le parole con una grazia e una vocalità che ti cattura alle prime note.

L’incontro tra storia, miti e tradizione popolare

Un’ulteriore caratteristica dell’album sembra essere data dall’incontro della Storia e dei suoi miti sognati, immaginati o incompresi, come accade in Nunn’erano mille, con la tradizione popolare, che emerge prepotente in Suonno fujente, attraverso i riferimenti alla Madonna dell’Arco o alle voci dei venditori che affiorano dalla trama del brano: cosa potete dirci a riguardo?

Jennà Romano: nei racconti di ognuno di noi nei nostri viaggi, vengono spesso fuori dei ricordi comuni del nostro passato, le tradizioni comuni ai nostri luoghi di nascita, così spesso ci accorgiamo che certe tradizioni sono comuni sia alla Sicilia che alla Campania, ma lo stesso può valere per tutto il Sud Italia. Non è un caso che il Sud Italia è stato un Regno che ha creato con netto anticipo molta cultura prima che l’Italia ancora nascesse come idea e di fatto. Nunn’ erano mille è nata in una notte a Catania dopo un concerto, avevo già accennato agli altri di questa idea di fare un brano in cui un ragazzo di Marsala giura che aveva visto lo sbarco e che ammette di essere ignorante ma rivendica di saper contare bene e che di sicuro quei malandati soldati non erano di sicuro mille come racconta la storia. Poi in una notte è venuta fuori tutta la canzone che ho fatto ascoltare agli altri.

Fonte Immagini: Ufficio Stampa.

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A proposito di Salvatore Di Marzo

Salvatore Di Marzo, laureato con lode alla Federico II di Napoli, è docente di Lettere presso la scuola secondaria. Ha collaborato con la rivista on-line Grado zero (2015-2016) ed è stato redattore presso Teatro.it (2016-2018). Coautore, insieme con Roberta Attanasio, di due sillogi poetiche ("Euritmie", 2015; "I mirti ai lauri sparsi", 2017), alcune poesie sono pubblicate su siti e riviste, tradotte in bielorusso, ucraino e russo. Ha pubblicato saggi e recensioni letterarie presso riviste accademiche e alcuni interventi in cataloghi di mostre. Per Eroica Fenice scrive di arte, di musica, di eventi e riflessioni di vario genere.

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