Character design nei videogiochi: i 3 più iconici

Character design nei videogiochi: i 3 più iconici

Quando giochiamo a un videogioco, spesso possiamo dimenticarci della storia o del sistema di combattimento, ma il character design dei personaggi e l’estetica sono un qualcosa di difficile da scordare. Se un protagonista ci resta impresso, di solito è merito del grande lavoro svolto dai character designers che hanno dato un’identità ai loro disegni. Ogni piccola sfumatura data può cambiare drasticamente il modo in cui percepiamo il mondo di gioco, influenzando le nostre emozioni e sensazioni.

Quali sono i principali character designers nei videogiochi?

Character designer Stile artistico Videogiochi principali
Shigenori Soejima Eleganza, colori vivaci, linee sottili e pulite, moda urbana Persona, Catherine, Metaphor: ReFantazio
Yoji Shinkawa Sumi-e giapponese, tratti sporchi e dinamici, realismo militare Metal Gear Solid, Death Stranding
Tetsuya Nomura Fantasy pop, dettagli esagerati, moda giovanile di Tokyo Kingdom Hearts, Final Fantasy, The World Ends with You

L’importanza di un buon character design

La riuscita di un buon design può determinare il fallimento o il successo di un progetto e molti titoli attuali, nonostante i grandi budget, faticano ancora a trovare un giusto bilanciamento che riesca ad accontentare quanti più giocatori possibili cercando di non perdere la loro unicità. In Giappone ci sono tre nomi che hanno dato un grande contributo al settore videoludico: parlo di Shigenori Soejima, Yoji Shinkawa e Tetsuya Nomura. Ognuno ha uno stile riconoscibile e unico, e ora andremo a scoprire cosa caratterizza i loro stili.

Shigenori Soejima: Persona, Catherine e Metaphor

Character designers nei videogiochi: i 3 più iconici

Sebbene i primissimi capitoli della saga di Persona fossero curati da Kazuma Kaneko, noto per un character design dallo stile più gotico e demoniaco, Shigenori Soejima è il designer che ha definito l’estetica moderna della serie a partire da Persona 3 (2006).

Soejima è la mente dietro l’identità visiva dei titoli moderni di Atlus, specialmente della serie Persona e del recente Metaphor: ReFantazio. Il suo lavoro è diventato un marchio di fabbrica per l’azienda, ed ha portato dei disegni più freschi rispetto allo stile cupo dei primi capitoli. Il suo stile si distingue per l’uso di linee molto sottili e pulite, unite a una scelta dei colori molto audace che caratterizza ogni capitolo: il blu per Persona 3, il giallo per Persona 4 e il rosso per Persona 5. Il suo design mescola la moda urbana contemporanea a corpi allungati e sottili, un’estetica che si è concretizzata con Catherine (2011), e si è infine perfezionata con Persona 5 (2016).

In questo titolo, la visione del designer ha raggiunto il suo apice. A differenza dei capitoli passati, qui i suoi disegni diventano parte integrante dell’interfaccia utente (UI), comparendo nei menu, nelle schermate di caricamento e nelle splash art degli attacchi; in Persona 5 Royal, è stata addirittura inserita una galleria dedicata a tutti i disegni dell’artista.

Tutti questi pregi sono stati ulteriormente potenziati e resi centrali nel suo ultimo lavoro del 2024, Metaphor: ReFantazio. Qui Soejima non si limita al solo character design, ma crea veri e propri pannelli spettacolari, come la mappa di gioco e gli scenari di background, trasportando il suo stile unico in un contesto fantasy.

Yoji Shinkawa: Metal Gear Solid e Death Stranding

Character designers nei videogiochi: i 3 più iconici

Se Soejima brilla per il suo stile pulito e i colori accesi, Yoji Shinkawa è l’esatto opposto. Shinkawa adotta uno stile simile al sumi-e giapponese, con tratti sporchi, dinamici e quasi astratti e mescolati a un design dedito al realismo militare e alla fantascienza futuristica.

Grazie all’uso dei pennelli, i suoi disegni sembrano schizzi fatti a inchiostro, pieni di macchie e linee apparentemente casuali, ma che creano forme affascinanti. Non gli interessa che il disegno sia “ordinato”, ma l’importante è che trasmetta un’emozione o un’atmosfera che dà pesantezza e malinconia. Egli è l’anima visiva della saga di Hideo Kojima, un grande visionario del settore videoludico. Shinkawa ha curato il design dei personaggi nei vari Metal Gear sin dal primo capitolo su PlayStation 1, lavorando fianco a fianco con Kojima prima in Konami e ora alla Kojima Productions.

Il suo lavoro su Metal Gear Solid ha creato il look iconico di Solid Snake, Big Boss e dei vari robot giganti. Shinkawa continua ancora con le sue ultime illustrazioni di Death Stranding (2019) e Death Stranding 2 (2025). Qui ha dovuto disegnare tute spaziali, attrezzature tecnologiche e personaggi interpretati da attori reali come Norman Reedus.

Tetsuya Nomura: Kingdom Hearts e Final Fantasy

Character designers nei videogiochi: i 3 più iconici

Infine, non si può parlare di character design senza citare Tetsuya Nomura. Il designer lavora per Square Enix sin dal 1991, ma è nel 1997 che è diventato l’uomo centrale che ha cambiato per sempre il volto di Final Fantasy, conducendo il progetto nel ruolo di lead designer.

Prima di lui, l’estetica dei primi sei capitoli era curata da Yoshitaka Amano. Il suo stile è onirico e cupo allo stesso tempo. I suoi disegni sembrano degli acquerelli con un mix affascinante tra l’Art Nouveau e il teatro Kabuki giapponese. Anche se con il passaggio al 3D il suo ruolo è diventato più marginale per i modelli in-game, Amano resta l’uomo dietro i loghi della saga, e senza di lui, Final Fantasy non avrebbe più quell’aura magica ed eterea che lo ha reso famoso sin dalle origini.

Con Final Fantasy VII, la serie ha abbandonato le atmosfere classiche per un look più moderno e “punk”. Nomura ha introdotto uno stile cinematografico, influenzato dalla moda giovanile di Tokyo, stile che si nota molto in The World Ends with You, diventando famoso per l’incredibile quantità di dettagli che inserisce nei vestiti. È noto per l’uso di cerniere e cinture ovunque, capelli dalle forme impossibili e abiti complessi, ma sempre super riconoscibili, portando anche il personaggio più secondario ad avere un accessorio o un taglio di capelli che rivela un pensiero preciso.

Questa sua abbondanza nei dettagli gli ha permesso di far coesistere perfettamente i personaggi originali di Square Enix con l’estetica classica dei cartoni Disney in Kingdom Hearts, dove ha creato un’icona mondiale con Sora e il suo Keyblade. Il suo tocco lo ritroviamo in quasi tutti i capitoli più famosi, dal VII al XV, ed è il motivo per cui molti oggi associano la saga a un design più aggressivo e curato, ma i suoi lavori più iconici rimangono però Cloud Strife e Sephiroth, due personaggi che non potranno mai essere dimenticati.

Il character design dei 3 artisti a confronto

Questi tre artisti lavorano in modi totalmente diversi: Soejima punta sull’eleganza e sui colori vivaci, Shinkawa offre tratti sporchi ma allo stesso tempo armonici e, infine, Nomura ci regala il fantasy pop e i dettagli esagerati. Senza di loro molti dei giochi delle loro case produttrici non avrebbero mai raggiunto un tale successo.

Spesso ci dimentichiamo che dietro un modello 3D c’è un foglio di carta e un’idea alla base. Purtroppo, oggi i lavori artistici vengono spesso delegati a troppe persone per via dell’outsourcing, e così si rischia di perdere l’identità che un artista principale può dare a un’opera.

Fonte immagini: locandine pubblicitarie. Immagine in evidenza: Wikipedia (Jonathan Williamson)

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A proposito di Di Puorto Ugo

Pazzo e sgangherato, ma amante della cultura Giapponese e nerd.

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