L’orizzonte ci regalerà le stelle, il nuovo romanzo di Ruta Sepetys

Ruta Sepetys

Recensione del nuovo romanzo di Ruta Sepetys, L’orizzonte ci regalerà le stelle

Esce nel mese di luglio per Garzanti il nuovo romanzo dell’acclamata autrice statunitense Ruta Sepetys (Avevano spento anche la luna, 2011), L’orizzonte ci regalerà le stelle, un toccante romanzo storico ambientato nella Spagna franchista, a Madrid nel 1957.  Un romanzo storico che cerca di far luce su una pagina tetra della storia spagnola e sul coinvolgimento degli Stati Uniti in questa storia attraverso le vicende di alcuni personaggi, le cui vite s’intrecciano nell’estate del ’57 a Madrid: Ana, orfana di insegnanti dissidenti, ridotta in povertà e costretta a vivere con la sorella Julia, il cognato Antonio, il fratello Rafa e la piccola Lali in una baracca di periferia, sopravvivendo con i pochi proventi dei lavori umili cui figli di repubblicani possono ambire; Fuga, un eroe misterioso del quale, per tutto il romanzo, il lettore non scoprirà mai il nome, un aspirante torero che combatte per riscattare il destino dei più fragili; Purification, una ragazza piena di giovanile entusiasmo e acute domande messe a tacere dalla rigidità monastica, dal cieco dogmatismo e dal silenzio omertoso dell’orfanatrofio dell’Inclusa, dove presta volontariato, Daniel, un giovane fotoreporter texano di madre spagnola, giunto a Madrid con i genitori, imprenditori petroliferi in affari con Franco, ricco di curiosità per un paese fino ad allora sconosciuto, o conosciuto soltanto attraverso i racconti della madre, e così impenetrabile per chi cerchi di carpirne i segreti dall’esterno. Perché, come ripete Purification, “siamo tutti più belli con la bocca chiusa“.

“Esiste una categoria di cose indicibili, un cassetto buio dove vivono in esilio le verità inesprimibili. Non parlare. Non raccontare.”

La temutissima Guardia Civil (“uomini di vernice con anime di vernice“), il Generalisimo Franco, il dittatore cattolico e nazionalista in carica per un trentennio, la censura, la povertà, l’umiliazione dei repubblicani, il mistero degli orfani, sempre di più, adottati da ricche famiglie cristiane per somme di denaro sempre più alte: i segreti più oscuri di Madrid, le sue contraddizioni, le sue ambiguità e le sue mascherate atrocità si sveleranno a Daniel, nel corso del romanzo, attraverso l’obiettivo della sua fotocamera, in grado di raccontare su pellicola storie che la voce non oserebbe riportare ma che è giusto e necessario far venire alla luce, perché la verità è più forte della paura.
La fotografia diviene la porta d’accesso ad un mondo che, agli occhi di un turista americano, è precluso: un mondo incomprensibile ed inenarrabile, sul quale una rigidissima censura pone il suo controllo; l’obiettivo diventa uno sguardo -penetrante, ma scomodo ed invadente- che si allunga pericolosamente su zone ombrose che tali devono restare.

Il romanzo di Ruta Sepetys è, com’è proprio dello stile dell’autrice, verosimile ed accurato nella ricostruzione di luoghi, usi e costumi della Spagna franchista, ricostruendone con abilità il clima facendo anche riferimento, in molti punti del romanzo, a vere e proprie fonti storiche quali quotidiani dell’epoca ed interviste, senza per questo risultare tedioso, poco originale o privo dell’elemento romanzesco: la struttura narrativa è, al contrario, solida e ben organizzata, volta a costruire un romanzo scorrevole e godibile, che conduce per mano il lettore in una trama avvincente e ben strutturata, con personaggi di spessore e ben caratterizzati, guidandolo verso verità troppo dure da accettare, eppure necessarie.
Un romanzo che istilla crescenti dubbi e domande, che vibra di mistero e di poesia, che indigna e commuove. Una storia che appassiona e smuove le coscienze.

 

 

Fonte immagine: ufficio stampa.

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A proposito di Giorgia D'Alessandro

Laureata in Filologia Moderna alla Federico II, docente di Lettere e vera e propria lettrice compulsiva, coltivo da sempre una passione smodata per la parola scritta.

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