Seguici e condividi:

Eroica Fenice

Maicol&Mirco, intervista all'autore de Gli Scarabocchi

Maicol&Mirco, intervista all’autore de Gli Scarabocchi

Gli Scarabocchi di Maicol&Mirco sono diventati una delle novità più interessanti del fumetto italiano, con oltre 140mila sostenitori su Facebook. Nel 2018 l’autore, Michael Rocchetti, ha deciso di raccogliere la sua intera produzione in un’opera omnia dal titolo ARGH.

Fra ironia amara e profondo nichilismo si muovono, nel mondo del fumetto contemporaneo italiano, Gli Scarabocchi di Maicol&Mirco. Un disegno nero, appena accennato, su uno sfondo rosso sangue: sono questi i tratti distintivi delle tavole che tanto successo stanno avendo sul web.

Ma non fatevi ingannare dal nome scarabocchi. Queste illustrazioni si propongono come massime di filosofia esistenziale, capaci di mostrarci un vero e proprio cosmo nascosto; riescono, nella loro brevità, a schiudere dinanzi all’uomo l’assurdità dell’esistenza umana, facendocela amare ancora più intensamente. Di questo, e di molto altro ancora, abbiamo parlato con Maicol&Mirco.

L’intervista a Maicol&Mirco

Partiamo dal nome d’arte, Maicol&Mirco. Immagino ci sia chi, ancora, pensa siate in due. Perché hai deciso di mantenere questo nome? Chi è, oggi, ‘Mirco’?

Un nome finto non è più finto di un nome vero. Entrambi non li scegliamo davvero. Entrambi hanno infiniti limiti nel rappresentarci per quello che davvero significhiamo. Cosa importa chi è Mirco? Ma ancor più: cosa importa chi è Maicol?

Il fumettista Gipi dice che hai «la capacità di andare in profondità con due frasi». Ma quanto è complesso condensare tematiche così importanti in poche battute e senza apparire banale?

Questo andrebbe chiesto ai nostri personaggi, veri autori delle nostre storie. Per quello che posso conoscerli, posso solo provare a tirare a indovinare: le parole davvero utili sono pochissime, un vero vocabolario non dovrebbe essere più spesso di un depliant di sconti di un supermarket. Tutte le altre parole sono state inventate per le sfumature. E questo non è davvero tempo di sfumature. I nostri personaggi non vorrebbero quasi nemmeno parlare. Quando vi si vedono costretti ne usano giusto un pugno. Le sfumature diventano gesti, lacrime, situazioni. Basta poco per raccontare tanto, se si vuole raccontare il vero. Credo che i nostri personaggi ragionino così.          S-ragionino così.

Lo sfondo rosso e un disegno minimale sono i tratti distintivi dei tuoi fumetti. Come mai questo colore e perché hai preferito, a un disegno più complesso, questa essenzialità?

Il rosso, come tutto ciò che funziona, è venuto per caso. Ma non per caso è rimasto. Ormai è diventato parte del nostro raccontare, addirittura del nostro lessico. Un alfabeto cromatico di due colori, rosso e nero. Pochi come i nostri segni, le nostre parole. Di tanti solo i personaggi. In fila davanti a quella tomba che sono i nostri occhi.

Dietro a Gli Scarabocchi, che toccano – in chiave nichilista – temi quali la felicità, la solitudine o la morte, ci sono studi filosofici? E quanto c’è, invece, di autobiografico?

Sono storie inventate, quindi tutte autobiografiche. Non è possibile davvero inventare qualcosa. Tutto è un pezzo di noi. Sarebbe bello poterci abbandonare, sfuggire. Ma non si può. Le nostre guerre, anche quelle a bordo di astronavi o in punta di una galera di pirati, sono sempre e solo le nostre guerre personali. I nostri personaggi siamo noi. Non però il contrario. Non sono i nostri personaggi a imitarci, ma noi a imitare loro. Lo vedi che è un casino? Forse è questo casino ciò che voi scambiate per filosofia, nei nostri fumetti.

Perché hai deciso di raccogliere gli Scarabocchi nell’Opera Omnia ‘Argh’?

Per svelare un trucco. Un inganno che abbiamo perpetrato addirittura a noi stessi: Gli Scarabocchi non sono strisce: ma un unico chilometrico fumetto, travestito da strip. Ci sono dei ritmi e dei contenuti che travalicano le singole gag. Gli Scarabocchi sono la nostra contro-narrazione umana. La bussola che non segna mai il nord. La confusione che fa tornare tutto. Sono l’immaginazione che comanda la realtà. Sono, insomma, il fumetto.

Che differenze ci sono tra le pubblicazioni cartacee e quelle sul web?

Niente, perché vi saranno rarità ma nessun inedito, e tutto, perché niente di quello che avete già letto è uguale a quello che leggerete di nuovo tutto in fila.

Dopo ‘Argh’, c’è qualche nuova pubblicazione in programma?

A settembre esce SOB. Sempre per BAO Publishing.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.