Mariti e mogli di Ivy Compton Burnett I Recensione

Da pochissimo Fazi editore ha pubblicato “Mariti e mogli” della scrittrice Ivy Compton-Burnett (titolo originale Men and wives, tradotto da Manuela Francescon), finora inedito in Italia: la narrazione di una famiglia medioborghese inglese all’inizio del Novecento alle prese con conflitti familiari irrisolti intrisi di affetto e odio e da una complicata voglia di affermazione e rivalsa. 

Ivy Compton Burnett  è una rinomata scrittrice inglese del Novecento. Tra le sue opere, Fazi Editore ha pubblicato anche “Servo e Serva” (2021), “Più donne che uomini” (2019) e “Il capofamiglia” (2020), tutti recensiti da Eroica Fenice. 

Mariti e mogli- un dramma familiare

Siamo in Inghilterra, ad inizio Novecento. Gli Haslam sono una famiglia borghese, che si può permettere maggiordomo e servitù e che, sostanzialmente vive di rendita. Il capofamiglia, Godfrey, è il classico uomo-figlio, con poche responsabilità, spensierato ed aperto alla vita, al contrario di sua moglie Harriet, il vero capofamiglia, severa e dal brutto carattere,  che detiene le redini della famiglia o, almeno crede di averle. Quando i figli, per varie ragioni (la figlia vuole sposare il reverendo che ha appena divorziato; il primogenito, medico, vuole dedicarsi alla ricerca e non alla pratica medica; l’altro figlio vuole scrivere poesie, mentre il suo figlio preferito frequenta donne anziane e non sue coetanee) vengono meno alle sue aspettative, Harriet va in crisi e inizia a soffrire di depressione che la porterà a tentare il suicidio. Per questo motivo, Harriet sarà costretta a farsi curare lontano da casa per molti mesi e la famiglia si renderà conto di riuscire benissimo a fare a meno di lei.  Paradossalmente, però, la sua mancanza, spingerà i componenti della famiglia ad adottare lo stile di vita tanto agognato dalla moglie/madre tanto da condividere le sue scelte.  

La parte in cui loro riposano è quella in cui io vivo con più intensità. Vivo quando loro dormono e dormo per un’ora mentre loro vivono, e il loro vivere penetra nel mio sonno. Esco strisciando dalla mia stanza con la sensazione che un contatto, un rumore improvviso possano farmi impazzire, ma in realtà sono già folle per il terrore di quello che può succedere. E succede sempre. Godfrey o i ragazzi dicono qualcosa e io perdo completamente  il controllo.

“Mariti e mogli” è la narrazione intima di una famiglia come tante, alle prese con molteplici emozioni di rabbia, felicità, amore che si mescolano: dinamiche familiari che è difficile districare e a volte, anche comprendere dall’esterno. Tutto è ambientato nel contesto perbenista dell’Inghilterra dell’inizio Novecento dove le maniera affettate e cortesi fanno da paravento alle emozioni.

Fonte immagine: Sito Web Fazi editore

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A proposito di Rita Giordano

Sono laureata in Scienze Internazionali e Diplomatiche e mi occupo di progettazione sociale per il No Profit. Mi definisco curiosa e appassionata verso l’arte in tutte le sue forme: amo scrivere, dipingere ma soprattutto leggere, tanto da andare in astinenza se non leggo per più di un una settimana. Ho collaborato con varie riviste specializzate (Storie, Cevitasumarte, Guerra e Pace, Eco delle città).

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