Ned e la balena di Robbie Arnott | Recensione

Ned e la balena di Robie Arnott. Recensione

Ned e la balena è un libro di Robbie Arnott, edito da NN Editore.

Trama: alla ricerca della felicità

“Nel bel mezzo della calura estiva, Ned caccia conigli in una valle fluviale, sperando che le la vendita delle pelli gli permettano di guadagnare abbastanza soldi per comprare una piccola barca. Nel frattempo, i suoi due fratelli sono in guerra e il loro destino è incerto. Il padre e la sorella maggiore lottano per tenere insieme le cose nel frutteto di famiglia, Limberlost”.

Grazie ad una serie di salti temporali, Robbie Arnott racconta l’esistenza di Ned, protagonista del romanzo: prima adolescente fortemente condizionato dal padre, poi adulto con questioni delicate e spinose da risolvere, impegnato a soddisfare le aspettative degli altri.

Ned e la balena si può definire un vero e proprio romanzo di formazione, dove sin dall’inizio ogni particolare cattura l’attenzione del lettore, coinvolgendolo in una lettura intrigante e realistica; la descrizione minuziosa dei paesaggi, i colori, l’atmosfera suggestiva, permettono di entrare in contatto con la narrazione ed in particolar modo con Ned, fulcro della storia.

Ned e la balena: realtà, emozioni e verità

Il sogno del protagonista coinvolge i lettori, ma allo stesso tempo rappresenta il desiderio che il giovane rincorre e che prova a raggiungere in ogni modo. Proprio per questo motivo, il lettore, e dunque, chiunque, può immedesimarsi nell’atteggiamento di Ned, pronto a fare qualsiasi cosa, anche a mentire, per raggiungere il proprio obiettivo.
Il desiderio di diventare adulto è predominante, così come acquisire la risolutezza e trovare il suo posto nel mondo.

Pagina dopo pagina si legge di esperienze vissute in prima persone, e talvolta viene fuori un forte senso di disperazione dal quale sembra difficilissimo liberarsi, ma che va poi scemando tra i vari elementi che identificano la scrittura di Robbie Arnott, che inevitabilmente emoziona i lettori.
La scrittura dell’autore è fortemente evocativa, e le descrizioni dettagliate portano il lettore, con la sola forza del pensiero, in Australia, terra incontaminata, dove gli uomini sono “ospiti della natura”.
La meraviglia e l’intensità di Ned e la balena si concretizza nel modo attraverso il quale l’autore scrive, che porta il lettore a vivere e sperimentare le stesse emozioni del protagonista.
La storia si alterna tra il Ned adolescente e il Ned adulto, e il passaggio avviene come se avessimo il protagonista di fronte, tra ricordi sbiaditi, esperienze, tentennamenti, paure e realtà.

Il lettore segue le orme di un ragazzo che sta diventando un uomo, che cresce e si forma, che vive un’esistenza semplice ma scabra al contempo, tra i sentieri di una Tasmania selvaggia, incantevole e pericolosa.

Ned e la balena sottolinea il rapporto complicato dell’uomo con la natura. Meravigliandosi della grandezza del mondo, di tutto ciò che circonda le persone colorandone o sbiadendone la quotidianità, si può provare a comprendere e osservare da vicino ciò che si rincorre, proprio come accade ai protagonisti del libro.

Si tratta di un romanzo ricco di colpi di scena, seppur lineare; nessuna parola è fuori posto, anzi si potrebbe dire il contrario, Ned e la balena è un libro lineare, all’interno del quale si alternano capitoli narrati dal piccolo protagonista e quelli raccontati dalla sua versione più adulta.
Si tratta di un libro che merita d’esser letto tutto d’un fiato, poetico, tenero e feroce al tempo stesso.

Un romanzo che insegna il vero valore dell’amore, per il quale il protagonista si batte quotidianamente, senza arrendersi mai, nonostante le tante difficoltà. Meraviglioso e a tratti spaventoso lo scenario dove si snoda la narrazione. È un pò come se si riuscisse a respirare l’atmosfera di quel luogo ricco di insidie, dove la natura a volte è spietata e altre volte è indulgente. 

Ned e la balena insegna tra le altre cose, che è possibile salvarsi attingendo ad un sogno, uno spiraglio che permette di conoscere la parte più intima del proprio io. 

Immagine in evidenza: Archivio personale

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