Silenzi di Emily Dickinson | Recensione

Silenzi di Emily Dickinson | Recensione

Silenzi è una raccolta di poesie scritta da Emily Dickinson, una delle poetesse americane dell’Ottocento più apprezzate. I temi e i toni principali della sua arte poetica sembrano già essere facilmente intuibili tramite questa celebre raccolta di componimenti caratterizzati da pochi ed emblematici versi. Sebbene, a primo impatto, l’opera sembra contenere solo poesie dove a fare da sfondo è l’idillio, in realtà dal punto di vista tematico, leggendo un componimento dopo l’altro, capiamo meglio come la Dickinson volesse mettere in risalto un particolare desiderio di serenità, intervallato da un profondo disordine legato alla vita e al mondo che la circondava. I Silenzi, di cui Emily Dickinson ci narra, spesso sono silenzi che mirano alla pace e che vengono interrotti involontariamente dalla speranza che viene meno o da un’improvvisa sensazione di angoscia.

Perché leggere Silenzi di Emily Dickinson?

Lo stile linguistico scorre, dalla prima all’ultima pagina, in modo abbastanza scorrevole e morbido. Del resto, per la Dickinson la condivisione dei suoi stati d’animo più intimi ha sempre rappresentato qualcosa da non dover spiegare, per forza, attraverso particolari artifici retorici. Una delle prerogative della sua arte poetica, infatti, ha a che vedere con l’uso di pochi fronzoli stilistici. All’interno di questa raccolta, veniamo letteralmente trasportati nella stessa dimensione emotiva in cui si trova la scrittrice e questo è dovuto sicuramente al fatto che la sua penna si è sempre contraddistinta per una grande franchezza e autenticità nel descrivere un complesso mondo interiore. Silenzi, così come altre celebri opere di Emily Dickinson, è un libro che bisogna leggere tutto d’un fiato affinché possa generare quell’elevato grado di empatia al quale l’autrice mira per instaurare una maggiore condivisione emotiva con il lettore. Nel complesso l’opera risulta particolarmente incisiva, eppure la Dickinson è molto attenta a non lasciarsi andare a troppi melodrammi o esagerazioni. In fondo per l’autrice quel che conta è la consapevolezza di non essere soli a questo mondo, trasmettendo ai suoi lettori il messaggio di non vedersi del tutto persi nella propria solitudine dei sentimenti.

L’obiettivo dell’opera è quello di rappresentare l’esperienza di una donna forte abbastanza da poter andare incontro alla sua solitudine, decidendo di farsela amica. Come suggerisce il titolo, in questa raccolta, Emily Dickinson sceglie di immergersi a pieno nei meandri della sua mente, in una profonda ed ostinata interrogazione del silenzio e sarà proprio a quel silenzio che la poetessa americana riuscirà abilmente a dare una forma tramite le sue parole poetiche. È interessante osservare, inoltre, come la Dickinson in Silenzi non solo avesse deciso di accogliere la propria condizione di solitudine ma scelse anche di farne, al tempo stesso, un fondamentale strumento di conoscenza e avvicinamento all’uomo. Bisogna considerare, poi, che con Silenzi l’immagine di una Emily Dickinson riservata e chiusa inizia ad assumere caratteri sempre più sbiaditi. Il lettore perde gradualmente di vista l’immagine di una poetessa che era stata sempre considerata una tipica ragazza perbene del New England e succube dell’epoca vittoriana in cui è cresciuta. Tra le pagine della raccolta il lettore si ritrova a conoscere una Dickinson diversa e più aperta, ironica, schietta che, con la sua scrittura ricca di inquietudine, prova a dare una voce ai suoi Silenzi.

Fonte immagine: Archivio personale

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