Storia del figlio, il romazo familiare di Marie Helen Lafon

storia del figlio recensione

Storia del figlio, edito da Fazi con traduzione di Antonella Conti, è l’opera che ha consacrato al successo Marie Helen Lafon. Docente di lettere classiche e autrice prolifica, ha sempre destato nei suoi lettori curiosità. Il suo ultimo romanzo ha venduto più di 200.000 copie e ha ricevuto il prestigioso premio Renaudot.

Storia del figlio, trama

Siamo tutti figli di qualcuno. André è il figlio, protagonista di questa storia, sua madre è Gabrielle Léoty, che vive a Parigi e incontra solo quattro settimane l’anno, e non conosce l’identità di suo padre.
André d’altronde non è solo figlio di Gabrielle; è stato cresciuto dai suoi zii materni, Helen e Léon, e dalle sue cugine che da sempre lo hanno coccolato, come il maschietto che non hanno mai avuto.
André è il fulcro, il seme che nasce e si protende verso il cielo, con un tronco stabile e rami rigogliosi, con solide radici che gli hanno dato la vita.
Ambientato nell’Occitania di inizio Novecento, il romanzo di Marie Helen Lafon racconta più di cento anni di storia, le ragioni che si celano dietro il concepimento di André, ben prima che solo l’idea della sua nascita fosse immaginata, fino all’eredità concessa alla sua progenie: la sua realtà, la sua bontà, il suo ricordo.

Concepito come un caleidoscopio di storie distanti, che procedendo si mischiano fino a diventare un unico disegno uniforme, Storia del figlio ha l’obiettivo di disvelare la voragine della mancanza del padre.

Quanto può addolorare l’assenza di qualcuno che non abbiamo mai conosciuto?

Marie Helen Lafon racconta il dolore di André, un bambino adorato, un uomo stimato e un padre amato, che porta da sempre una ferita nel petto che non può essere guarita, ma solo accettata.
Comincia così il suo percorso, il suo accogliere il pensiero di essere frutto della carne di suo padre, nei gesti e nella somiglianza nei tratti, che può carpire solo dalle foto, ma anche altro da sé, semplicemente se stesso anche e specialmente grazie al dolore che lo ha accompagnato.
Una scrittura lucida, rarefatta, brillante riesce a dar vita a questi passaggi, ma anche a tanti altri personaggi; non solo il figlio, ma la madre Gabrielle, il padre Paul, e i familiari escono dalle pagine, grazie alla maniera in cui sono stati tratteggiati, nonostante la brevità del testo. L’autrice dà al lettore un profilo all’avanguardia di una realtà di altri tempi e racconta una storia di emancipazione che, come tale conserva un forte struggimento nelle scelte e una grande forza nell’affrontare i pregiudizi.
Storia di un figlio è un mosaico di scene, visioni e storie che si intrecciano e diventano una grande trama che riesce a coprire un secolo e a superare la storia stessa del figlio, fino a narrare il suo dna, i suoi geni e i geni che ha donato. Marie Helen Lafon, con questo romanzo e la sua scrittura tormentata e delicata, si consacra alla critica come una delle grandi scrittrici francesi degli anni venti del duemila.

A proposito di Dana Cappiello

Classe 1991, laureata in Lingue e specializzata in Comunicazione. Ho sempre sentito l’esigenza di esprimermi, impiastricciando colori sui fogli. Quando però i pensieri hanno superato le mie maldestre capacità artistiche, ho iniziato a consumare decine di agende. Parlo molto e nel frattempo guardo serie tv e leggo libri.

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