Francesco Piccolo e Pif: momenti di trascurabile (in)felicità

Francesco Piccolo e Pif

Quando mi dicono: ti potevi vestire meglio. E io mi ero già vestito meglio.

Quanti sono gli attimi della nostra vita, della vita di ognuno, su cui spesso non ci soffermiamo e che possono cambiarci la giornata? Tanti. E proprio questi momenti di trascurabile (in)felicità sono stati fonte di ispirazione di scrittura prima, di uno spettacolo teatrale poi. 

Francesco Piccolo, autore di divertentissime “enciclopedie” di attimi, accompagnato sul palco da Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif, racconta le piccole felicità e infelicità che si nascondono nei contrattempi, nei dolori momentanei, negli accidenti che ogni giorno riempiono la nostra vita e, insieme, lo fanno ridendo e facendo ridere, cosa che la genialità riesce a fare. 

Il primo luglio, nell’atmosfera amena del Palazzo Reale Summer Fest, rassegna estiva in cui si sposano musica, teatro e arte, dopo il grandissimo successo di critica e di pubblico che li ha accompagnati in tournée nei teatri italiani, Francesco Piccolo e Pif sono finalmente tornati a Napoli, nel Giardino Romantico del Palazzo Reale, con Momenti di trascurabile (IN)felicità.

Una successione di momenti esilaranti in cui, con il sorriso sulle labbra, si mettono sul tavolo fobie, nevrosi, debolezze e ci si gioca con autoironia e gioia di vivere. Inevitabile il riconoscersi in abitudini e istantanee di quotidianità che chiamano tutti in causa, nessun escluso. Un racconto preso in prestito dalla vita in cui tutti sono protagonisti.

Siamo schiavi degli assoluti, la Grande Felicità o Infelicità che capitano chissà se due, tre volte nella vita. Mentre in una giornata ci sono tantissimi attimi che ci fanno male in modo relativo. Un relativo che accumulandosi ha grande valore per noi. Io volevo riscattarlo: è grave occuparsene così poco. È grave per esempio inseguire il grande amore e non curarsi di quelli piccoli. Hai vissuto sei o dieci anni con una persona e quello non è vero amore?

Lo spettacolo che, nella chiusa, ha coinvolto gli spettatori, chiamati a raccontare, aneddoticamente, i propri piccoli momenti di trascurabile felicità e infelicità, rispecchia perfettamente la funzione del teatro: riprodurre la vita e spingere chi guarda a trovarsi nello specchio della scena, porsi domande e riflettere su sé stessi.

Assolutamente consigliato!

 

Immagine in evidenza: Ufficio Stampa

A proposito di Rossella Capuano

Amante della lettura, scrittura e di tutto ciò che ha a che fare con le parole, è laureata in Filologia, letterature e civiltà del mondo antico. Insegna materie letterarie. Nel tempo libero si diletta assecondando le sue passioni: fotografia, musica, cinema, teatro, viaggio. Con la valigia sempre pronta, si definisce “un occhio attento” con cui osserva criticamente la realtà che la circonda.

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