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Eroica Fenice

Marco Balzano

Storie di emigrazione: l’ultimo arrivato di Marco Balzano

Marco Balzano nasce a Milano nel 1978, città in cui vive e lavora tuttora come insegnante in un liceo. Esordisce nel 2007 con una raccolta di poesie intitolata “Particolari in controsenso”. In seguito pubblica due saggi e nel 2010 arriva il suo primo romanzo, “Il figlio del figlio”, tradotto in Germania. A questo romanzo seguono “Pronti a tutte le partenze”(2013) e “L’ultimo arrivato”(2014), vincitore del Premio Campiello nel 2015.

Il libro si apre con la storia di un uomo che, ormai stanco e provato dalle esperienze vissute, ci racconta la sua infanzia. Sfondo della narrazione è la Sicilia degli anni 50. Anni di fame e di miseria in cui bisognava accontentarsi di mangiare un’alice con un pezzo di pane per pranzo e rubare la frutta nei campi per sopravvivere alle condizioni dettate dalla povertà estrema. Il protagonista del libro, soprannominato appunto pelleossa, in seguito ad una grave malattia della madre, a soli nove anni si ritrova costretto ad abbandonare la scuola per andare a lavorare nei campi “alla giornata”, con il padre incapace di prendersi cura di lui e delle mura domestiche. Appassionato fin da giovane di poesia, instaura un ottimo rapporto con il suo maestro che è l’unico punto di riferimento del ragazzo e che, dopo molto scetticismo da parte del bambino costretto a lasciare il suo paese San Cono, gli regala un diario prima che lui parta. Controvoglia, in seguito ai ripetuti tentativi del padre nel far odiare al figlio il suo paese natio, Ninetto prende la corriera per Milano. Giunto in città si ritrova a vivere e conoscere un mondo del tutto nuovo per lui. La periferia anonima di Milano, la vita con emigrati del sud che vivevano in baracche o in palazzi definiti “alveari”, l’arte di arrangiarsi cercando lavori di fortuna e il non sapere neppure cosa fosse un curriculum. Essere un bambino e avere l’esigenza di comportarsi da uomo. Si ritrova a svolgere varie mansioni, a consegnare abiti in bici per 800 lire a settimana, a fare il muratore, fino a divenire quindicenne e poter essere finalmente assunto da una fabbrica come operaio e trascorrere così, tra l’alienazione e la monotonia della catena di montaggio, gran parte della sua vita. Conosce una ragazzina, Maddalena, emigrata a Milano dalla Calabria. I due si innamorano e decidono di compiere la cosiddetta “fuitina”: a soli quindici anni tornano in Sicilia al paese del ragazzo e alle quattro di notte, un parroco, parente del padre, li unisce in matrimonio. I due giovani tornano a Milano, la loro vita continua ad essere la stessa ma la vita di Ninetto vedrà un inaspettato epilogo.

Marco Balzano, nella postfazione, afferma di aver intervistato circa quindici persone residenti a Milano e dintorni scappate in tenera età dal meridione nel periodo compreso tra il 1959 e il 1962, chiedendo loro di raccontargli la propria vita e traendone spunto per la stesura del testo. In quegli anni c’è stato il picco dell’emigrazione infantile dal Meridione verso il triangolo industriale Torino-Genova-Milano.

Un romanzo ben scritto, in cui l’autore passa da un registro verbale scherzoso e giocoso caratteristico di un ragazzo a quello più serio e amaro di un uomo segnato dalla vita. Testo accessibile ad ogni tipologia di lettore, la narrazione si svolge tra passato e presente, lessico semplice e diretto. Legami affettivi, istruzione, emigrazione, il Sud e il Nord Italia eternamente divisi. Un libro capace di dare molteplici spunti di riflessione, che parla di un passato e di una storia che è più presente e attuale che mai.

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