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Design sostenibile: la progettazione attenta all'ambiente

Design sostenibile: la progettazione attenta all’ambiente

Uno dei principali topic del design contemporaneo è quello del design sostenibile, la progettazione intelligente di un prodotto o un sistema in perfetta armonia e rispetto per l’ambiente.

L’obiettivo è quello di eliminare o ridurre sempre più l’impatto negativo delle attività umane sull’ambiente. Come? Progettando soluzioni innovative e sostenibili incentrate su temi di riduzione, riuso, riciclo, assemblaggio del prodotto, opportune scelte di materiali, utilizzo di energie rinnovabili e riduzione di emissioni nocive.

Quando e come nasce il design sostenibile?

Si inizia a parlare di sostenibilità contestualmente al processo di cambiamento climatico e inquinamento ambientale che da anni ormai è tema di attualità. Se da un lato sempre più persone combattono per i diritti dell’ambiente con scioperi climatici e manifestazioni attiviste, dall’altro i designer cercano soluzioni silenziose progettando nei laboratori e nei politecnici soluzioni pratiche e assolutamente determinanti.

I problemi di salvaguardia della biodiversità, inquinamento, scioglimento delle acque, disastri ambientali, emissione di sostanze tossiche e così via hanno destato interesse a partire dagli anni Sessanta.

Il concetto di sostenibilità viene introdotto nella prima conferenza ONU sull’ambiente del 1972. Il suo significato esce dalla sfera ecologica per estendersi sull’economia e sul campo sociale. Dal tema della sostenibilità si sviluppa così l’idea di sviluppo sostenibile. Si sente parlare di questo concetto nel Brundtland report del 1987. Vengono definiti così degli obiettivi che prevedono un generale benessere costante e crescente e una salvaguardia della qualità della vita per le generazioni future.

Si comprende che il significato di progresso umano significa in qualche modo cambiare strada e operare controcorrente.

Entra così in gioco il design, culla da cui nascono tutte le idee progettate dall’uomo. Progettare un prodotto che rispetti l’ambiente produrrà benefici non solo sul territorio ma anche sul benessere e la salute dei suoi abitanti. Lo sviluppo sostenibile viene dunque progettato nei politecnici perché l’uomo ha il dovere e la responsabilità di trovare soluzioni pratiche ed effettive al grande problema di quest’epoca.

Può il design salvare il mondo? Certo che sì.

Utilizzo di materiali biodegradabili, progettazione dei processi di riciclaggio, ideazione di un prodotto con un lungo ciclo di vita, riutilizzo e minimizzazione degli scarti produttivi. Questi sono solo alcuni dei temi che interessano il designer oggi e che egli non può assolutamente non considerare. Tutto deve essere design sostenibile.

Il pensare sostenibile è ideare l’innovazione che fa bene all’ambiente. Si tratta di un approccio basato sul rispetto per l’ambiente e le persone, con lo scopo di benessere collettivo. Non esiste alcun prodotto o servizio che oggi possa essere pensato senza tener conto di questi vincoli.

Il design sostenibile per essere efficiente deve essere progettato in ogni minima parte nel rispetto dell’ambiente circostante.

Risale al 2002 il libro-manifesto Cradle to Cradle: Remaking the way we make things scritto da Michael Braungart, chimico tedesco, e William McDonough, architetto americano. Il principio professato è quello di una progettazione che non sia più pensata “dalla culla alla tomba” ma “dalla culla alla culla”. Questo significa che è compito e dovere del designer progettare prodotti che, una volta dismessi, siano cibo per altre produzioni attraverso i processi di riciclabilità, biodegradabilità o, meglio ancora, riutilizzo del prodotto. Zero sprechi: ogni output è input per qualche altra cosa.

I cicli di vita senza rifiuti sono ispirati all’ecosistema naturale e fanno sì che un prodotto sia progettato in modo che la sua vita sia quanto più lunga possibile, in netta opposizione al filone ormai superato del design usa e getta.

Le iniziative di design sostenibile

Sempre più iniziative ruotano intorno al design sostenibile. Mostre, eventi, manifestazioni sensibilizzano questo tema e dimostrano che pensare green è la vera chiave del cambiamento.

Il green design va oltre la progettazione per la salute del pianeta e dell’uomo perché porta con sé altri cambiamenti come l’impatto sulle realtà produttive locali, la valorizzazione del lavoro artigianale, il ritrovo delle “radici” che portano ad uno sviluppo della società, in termini anche economici.

La parola chiave di questo processo è rispetto. Verso l’ambiente, verso gli altri e verso sé stessi.

Il design sostenibile oggi interessa ogni campo: dall’automobile 100% elettrica ai pannelli fotovoltaici sulle abitazioni. La progettazione green si trova però soprattutto nelle piccole cose: un packaging in cartone che si chiude senza adesivi e collanti, un prodotto leggero e assemblabile che può minimizzare le emissioni per il trasporto, un arredo composto da giunzioni reversibili che permette di riciclare ogni pezzo.

È chiaro che progettare un prodotto in questa logica prevede un chiaro cambiamento delle abitudini di vita. La salvaguardia dell’ambiente, la lotta agli sprechi, l’attenzione ai materiali e l’urgenza di fare ricorso sempre più spesso e in modo sempre più consistente a fonti energetiche pulite e rinnovabili presuppongono un pieno contributo da parte dell’uomo.

Fonte immagine: inhabitat.com

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