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Eroica Fenice

Sulle tracce del Nobel ecologista

Sulle tracce del Nobel ecologista di Maria Laura Crescimanno

Sulle tracce del Nobel ecologista | Recensione

Maria Laura Crescimanno è nata a Palermo nel 1962 e ha studiato Lingue e letterature straniere all’Università “Ca Foscari” di Venezia e si è laureata a Palermo.

Dopo la laurea ha conseguito un dottorato di ricerca in Relazioni Pubbliche presso l’Università di Palermo. Giornalista professionista, è iscritta all’Ordine regionale. Ha collaborato come freelance con la Rai, Mondadori e Rizzoli. Inoltre collabora da oltre 20 anni con il mensile DOVE.

I temi principali da lei trattati sono il turismo, l’ambiente, il mare, la gastronomia ed i beni culturali. Per alcuni anni ha lavorato come redattore ai programmi settimanali del TG3 Eureka e al  TG3  Sicilia. 

Oggi lavora negli uffici stampa di enti pubblici e privati. Dottore di ricerca in Pubbliche Relazioni, collabora con master universitari ed enti formativi, ma la sua vera passione sono il mare, la vela e le immersioni, le isole, i fondali marini e la loro tutela.  

Ha pubblicato il libro di itinerari “Suggestioni di Sicilia”, oltre a numerose guide turistiche sull’isola. È ideatrice, insieme al suo compagno skipper ed armatore Fulvio Croce, del programma di vela e cultura del mare Archeosailing per cui cura la comunicazione ed il blog Archeosailing in Atlantico.

Sulle tracce del Nobel ecologista edito da Il Frangente è la sua ultima pubblicazione.

Sulle tracce del Nobel ecologista 

Sulle tracce del Nobel ecologista  è un romanzo di viaggio, una sorta di diario di bordo nel quale l’autrice ripercorre le tappe di una serie di viaggi dello scrittore ecologista francesce Le Clézio.

Le Clézio, nelle sue opere, si dedica ampiamente alla scrittura di paesaggi marini. Inoltre nei suoi primi romanzi è chiara la volontà di ribellione dell’autore nei confronti del sistema costituito, la denuncia della guerra, dello sfruttamento umano e ambientale e dell’inquinamento.

Per tutte queste ragioni, Le Clézio è da considerarsi uno scrittore militante, tanto che l’accademia svedese lo definì uno “scrittore ecologista impegnato”. Nei decenni successivi le sue opere assumono invece un tono più personale, nonostante egli tratti spesso il tema del viaggio e i ricordi della propria infanzia, senza tuttavia mai rinunciare alla contestazione degli aspetti più turpi della società contemporanea.

Il viaggio comincia con l’arrivo a Rodrigues, la più piccola delle isole Mascarene. L’autrice descrive minuziosamente dall’arrivo sull’isola agli scorci di natura presenti sulla stessa. Poi Panama, sulle tracce degli indios della foresta. In seguito è il turno del Messico, il posto dell’ultima strage delle balene grigie. Il Marocco, il deserto. L’Oceano Pacifico: il continente invisibile.

L’autrice compie un lavoro esemplare: facendo riferimento spesso a citazioni tratte dalle opere di Le Clézio, ripercorre gli stessi luoghi visitati. Il testo è scorrevole, lineare e ha la forma di un vero e proprio diario di bordo nel quale racconta ogni singolo dettaglio sui luoghi visitati.

Analizza a fondo, s’interroga e ci interroga al fine di farci comprendere che, continuando ad inquinare, ad abusare di plastica, ad accumulare spazzatura, nel mare a breve ci saranno più rifiuti che forme di vita.

“Ma noi contemporanei troveremo il modo di resistere ai disastri causati nella nostra storia? Quale piroga o scialuppa ci salverà dal prossimo diluvio?”

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