Il tempo dell’attesa, secondo episodio della saga dei Cazalet

Il tempo dell'attesa

Il tempo dell'attesaIl tempo dell’attesa è il secondo romanzo della saga dei Cazalet. La Fazi Editore, che ha avuto il merito di portare in Italia Elizabeth Jane Howard, ha pubblicato recentemente l’ultimo volume.

Dopo Gli anni della leggerezza  ecco dunque un altro capitolo della saga, ancora più accattivante ed emotivamente coinvolgente del primo: nel 1939 scoppia la Seconda Guerra Mondiale e anche l’Inghilterra si vede costretta a scendere in campo per tentare di frenare la folla avanzata di Hitler. Gli eventi terribili, tuttavia, risuonano in maniera ovattata ad Home Place, casa di campagna dove tutta la famiglia Cazalet si è riunita per ragioni di sicurezza. Londra, infatti, non può essere più un posto sicuro in cui stare, e solo Hugh ed Edward continueranno ad andarvi frequentemente per mandare avanti l’azienda di famiglia.

Il tempo dell’attesa, tra guerra e noia

Dunque, lo sconvolgimento che ci si aspettava dalla guerra, lo scompiglio, la paura e l’orrore sembrano far parte della fantasia, lontana da una realtà che invece si dimostra solamente noiosa. In questo senso, il titolo del romanzo rispecchia perfettamente l’attesa estenuante di un evento straordinario, catastrofico anche, che permetterebbe ai personaggi di rompere quel guscio di apatia che sembra essersi creato intorno ad Home Place.

Il tempo dell’attesa si configura, inoltre, come un passaggio generazionale: se nel primo romanzo si lascia spazio maggiore alle riflessioni e alle introspezioni degli adulti, adesso sono i più giovani a detenere la scena quasi esclusiva dell’intreccio. In particolar modo le tre ragazze, Louise, Polly e Clary, avranno ruoli predominanti. A Louise sarà dato il permesso di frequentare un corso di recitazione a Londra, pur non essendo i genitori molto d’accordo. Polly e Clary, inseparabili amiche, saranno costrette a rimanere a Home Place. La vita monotona della campagna inglese verrà scandagliata in maniera soggettiva e del tutto personale dalle due, grazie alle quali l’insofferenza diviene palpabile anche per il lettore.

Ancora una volta la Howard riesce a tenere acceso l’interesse del lettore, infiamma i cuori con le speranze e le emozioni che i personaggi provano, come se creasse una sospensione nel tempo. Gli amori, i segreti, le ipocrisie, le falsità e le violenze tengono il lettore sempre interessato ad una delle famiglie più intriganti della letteratura. La cosa che risulta più sorprendente è che tutti i personaggi sanno rimanere anche persone: a volte risultano piacevoli, altre volte ancora sgradevoli, proprio come tutti gli esseri umani. Questa è una delle novità de Il tempo dell’attesa: si scopre a poco a poco che ci si può affezionare a tutti coloro che prendono parte al racconto, proprio perché in ognuno di loro c’è qualcosa di noi. 

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A proposito di Martina Benadusi

Martina Benadusi nasce a Napoli e fin da quando era bambina ha dimostrato un grande interesse per la materie umanistiche. Consegue il diploma classico europeo al Convitto Nazionale Vittorio Emanuele II e si laurea alla Federico II presso la facoltà di Lettere Moderne. Iscritta alla magistrale di Filologia Moderna, ha collaborato in passato con altri giornali online e attualmente scrive recensioni per libri di scrittori emergenti. Sono proprio i libri ad essere una delle sue passioni/ossessioni più grandi, assieme all’amore viscerale che prova nei confronti della sua città.

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