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Eroica Fenice

Preludio a un bacio: il jazz secondo Tony Laudadio

Tony Laudadio, il suo jazz in Preludio a un bacio (Recensione)

Tony Laudadio, musica e parole in Preludio a un bacio

«La parola è la sorella stronza della musica», rivela con la decisione di un affermato aforismario Emanuele, «e per questo spesso taccio». Rifugio all’implosione è la musica, l’unica che non mente mai, che rivela quando sei sul pezzo, quando sei senza fiato, non può celare l’emozione del momento, né la sofferenza di una vita. Emanuele è un sassofonista, quello che il suo creatore, Tony Laudadio, ammette umilmente di voler eguagliare. Preludio a un bacioin uscita a marzo per la casa editrice NN Editore, è il risultato di questo binomio dialettico, parola-musica, che testimonia la tesi del protagonista, cinquantenne in demolizione. La musica crea legami che le parole spesso spezzano, questo il leitmotiv della sua vita.

Preludio a un bacio: da Duke Ellington a Tony Laudadio

«Sto qui e suono, come ho sempre fatto, e continua a disquisire con me stesso». Emanuele vive per le strade di una città senza nome ormai da due anni, dormendo nello scantinato della casa di un suo compagno di musica, con il quale in un tempo remoto aveva fondato una band. Quello era il progetto, vivere a suon di jazz. Tony Laudadio ci racconta la sua vita a partire da un presente meno roseo proprio sulle note di Duke Ellington, Annie Lennox, Bill Withers, Frank Sinatra e tanti altri. Ogni capitolo è indicato da una tonalità, come su una grande tavolozza, e nell’indice Laudadio riporta la canzone da ascoltare in ogni passaggio, in un dialogo con il lettore che lo stesso personaggio principale instaura con una narrazione in prima persona.

Sfrontato, ironico e velatamente malinconico, Emanuele suona e ride alla vita, un sorriso amaro che non oscura mai davvero la speranza in un avvenire. Eppure, tutto sta crollando: la sua salute è messa a dura prova dagli alcolici, suonare per la strada non prevede cospicui guadagni, l’ombra costante di una donna misteriosa ma faro della sua vita è semplicemente inafferrabile. Il suo parlare rifugge da uno psicologismo astruso e plateale, lo stile ricercato lascia il posto a dichiarazioni programmatiche di schietta animosità. «Tra me e me è un luogo molto intimo».

Con Preludio a un bacio Tony Laudadio fa riemergere Emanuele dal sottosuolo, da un luogo intimo ma nel complesso poco sicuro quale è la sua interiorità, così da fargli ricordare il piacere del legame, e il valore del miracolo che potrebbe rappresentare la nostra semplice presenza nella vita degli altri. Ruotano intorno a Emanuele figure femminili vulcaniche: la giovanissima Maria, cameriera del Blue Bird di giorno, studentessa combattiva di notte, un bocciolo in fiore che anela all’indipendenza, senza davvero rinunciare all’amore; Alessandra, dottoressa soccorritrice di Emanuele, dalla bellezza imperturbabile; Angela, madre di Maria, travolgente e sensuale figura. Di quest’ultima il lettore imparerà a conoscere tanto il presente, quanto un passato che con Emanuele ha a che fare eccome.

Preludio a un bacio trabocca di voci, voci che Emanuele scopre di poter e dover ascoltare, imparando la forza dello strumento che imbraccia quotidianamente in strada, il suo sassofono, e ben presto, la missione curativa che sovvertirà la sua condizione autodistruttiva per sempre. I temi trattati con la saggezza di un lettore di Friedrich Nietzsche sono abbastanza usuali: il tempo, la memoria, i legami affettivi. Argomento dal peso di un macigno che Tony Laudadio, tramite la voce di Emanuele, restituisce al lettore in una forma tutta nuova, in una immediatezza che arriva addosso come la musica. Ogni pagina è pregna di atmosfere e ritmi seducenti. Obiettivo, quello di indurre a voltare pagina, per sentire come suona la successiva.

Al suo quarto romanzo, Tony Laudadio riprende a parlare dei temi da lui molto sentiti, con una dicotomia apparentemente insanabile tra cenere e nuova vita. Emanuele è a un passo dalla morte all’inizio del libro. Preludio a un bacio è il cammino che compirà a nuova vita, ricomponendo il puzzle di un’esistenza in decomposizione. Il libro stesso mette a contatto con la vita, e con le epifanie costanti che la rendono in qualche modo magica, tra coincidenze ed eterni ritorni. Tony Laudadio è un autore che sa sommare complicazioni, rendendosi migliore amico e acerrimo nemico di un lettore asmatico, che lo insegue in questo spartito di fughe costanti, uno spartito jazz.

La musica non mente mai, e quella del sassofono è come voce umana. Preludio a un bacio è stato presentato al Napoli Città Libro il 27 maggio, in un incontro che ha visto suonare lo stesso Tony Laudadio, accompagnatore musicale del susseguirsi di alcuni dei più bei passi letti da Andrea Renzi. I due, attori e collaboratori da molto tempo, come nell’ultimo esilarante e amaro lavoro New Magic People Show, sono i migliori rappresentanti della versatilità della comunicazione, fra musica e parole. E dove queste ultime complicano tutto, il jazz è riparatore.

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