Un esperimento d’amore, il nuovo romanzo di Hilary Mantel | Recensione

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Nata nel Derbyshire nel 1952, Hilary Mantel ha scritto tredici romanzi, fra i quali spicca la fortunata trilogia sulla dinastia Tudor, composta da Wolf Hall, Anna Bolena, Una questione di famiglia (entrambi insigniti del Man Booker Prize) e Lo specchio e la luce. Dai primi due volumi la BBC ha tratto l’apprezzata serie tv Wolf Hall, che ha vinto il Golden Globe 2016 come miglior miniserie. Oltre alla trilogia, Fazi Editore ha pubblicato anche La storia segreta della Rivoluzione, imponente opera in tre volumi sulla Rivoluzione francese, Al di là del nero, una commedia nera di ambientazione contemporanea, e Otto mesi a Ghazzah Street, romanzo di stampo autobiografico ambientato nel mondo saudita. Hilary Mantel propone il suo nuovo romanzo dal titolo “Un esperimento d’amore”, pubblicati nel 2021 da Fazi Editore nella collana “Le strade”, tradotto da Giuseppina Oneto. 

Un esperimento d’amore, trama del romanzo

Un esperimento d’amore tratta varie tematiche importanti, affrontando argomenti che sono attuali e presenti pure ai giorni nostri. La protagonista, Carmel McBain, è anche la narratrice della storia, la sua, quella di una ragazza di origini irlandesi cresciuta nell’Inghilterra degli anni ’60. Carmel, ormai adulta, torna con la mente al proprio passato, balzando tra infanzia, adolescenza e gioventù. Proviene da una famiglia modesta, ma la madre è intenzionata a farle fare un salto di classe e di qualità attraverso l’istruzione impartita presso le strutture più prestigiose. La differenza tra le varie classi sociali è uno dei temi centrali dell’opera e crea un’onnipresente tensione. Fin dall’infanzia è presente nella sua vita una sua coetanea vicina di casa, la russa Karina, di estrazione umile. Il rapporto d’amicizia tra le due è sempre stato ambivalente, alternato da rivalità e unione. Karina è un personaggio duro e aspro, avvolto da un alone enigmatico, che la rende losca e inquietante. Il tempo tra loro passa e quando raggiunge l’età della scuola superiore, Carmel riesce ad ottenere una borsa di studio per il prestigioso Istituto del Santo Redentore, soddisfacendo le aspettative materne. Qui incontra Julia con cui nascerà una bella amicizia che si trasformerà, con il passare del tempo, in qualcosa di più complesso. Julia proviene da una classe agiata, è sicura di sé, spigliata, rappresenta l’ideale auspicato e ricercato da Carmel, in particolar modo come modello distante dal suo punto di partenza. Arriva il momento dell’università. Julia, Carmel e Karina verranno ammesse insieme alla London University, ma è proprio qui che le loro strade iniziano a separarsi. Le differenze sociali ed economiche portano inevitabilmente le ragazze ad intraprendere percorsi diversi. A stravolgere la monotona routine dello studentato arriverà una novità tanto temuta quanto inaspettata: una delle ragazze è incinta. Ed è così che tutta la spavalderia e l’apparente noncuranza con cui veniva affrontato qualsiasi discorso riguardante il sesso lascia spazio a dubbi e paure. Mentre ognuna di loro elargisce consigli, spesso contrastanti, all’amica in difficoltà, non possono che domandarsi cosa avrebbero fatto se fosse capitato a loro. E così anche la più forti e indipendenti mostrano il loro lato fragile. Queste giovani donne si trovano in bilico tra il desiderio di potere, la voglia di gareggiare con gli uomini, occupando i loro stessi posti ed esercitando la medesima influenza, e un retaggio ancestrale che sembra richiamarle al loro ruolo di mogli e madri. E alla fine, davanti ad una tragedia inaspettata, anche la solidarietà femminile lascerà posto ad una agghiacciante verità. Hilary Mantel mostra la complessità di essere donna, le sfumature di questa dimensione umana spesso bistrattata e sottovalutata, le pressioni sociali e familiari a cui le bambine spesso incorrono e come si evolve il tema dell’amicizia. Un esperimento d’amore è un romanzo difficile da inquadrare; lontano dai soliti schemi, per chi ama le storie introspettive, per chi non ha paura di guardare in faccia le ossessioni. 

A proposito di Benedetta Russo

Napoletana, classe 96, studentessa di Lettere Moderne. Cresciuta a pane e libri, amante della letteratura e dell'arte a 360°, cinefila a tempo pieno.

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