Un giorno dopo l’altro (2018-2023) Napoli e il Mezzogiorno tra populismo, neoriformismo e destra di governo. 

Un giorno dopo l'altro (2018-2023) Napoli e il Mezzogiorno tra populismo, neoriformismo e destra di governo. 

Un giorno dopo l’altro (2018-2023). Napoli e il Mezzogiorno tra populismo, neoriformismo e destra di governo. 

Venerdì 10 maggio, alle 18 presso La Feltrinelli Libri e Musica in via S. Caterina, 23, si è tenuta la presentazione del volume Un giorno dopo l’altro (2018-2023). Napoli e il Mezzogiorno tra populismo, neoriformismo e destra di governo, di Sergio Locoratolo, coordinatore delle politiche culturali del comune, giornalista, editorialista e avvocato. Ci sono stati vari interventi con l’autore: Gaetano Manfredi, Sindaco di Napoli; con la prefazione di Ottavio Ragone, Responsabile de La Repubblica Napoli; Claudio Velardi, Direttore de Il Riformista; presentati da Gaia Bozza, giornalista Sky TG24.

Un giorno dopo l’altro (2018-2023) parte da un’ intuizione comune maturata con Ottavio Ragone che ci spiega come  Lui e Sergio Locoratolo si sono conosciuti.
«Sono contento di questa collaborazione, perché stimo la persona che è, dal punto di vista umano, ed intellettualmente.» spiega Ottavio Ragone. «Sergio scriveva su un altro giornale, mi piaceva quello che scriveva e come lo scriveva, mi ha colpito soprattutto la sua chiarezza: l’abilità di esprimere pensieri complessi in maniera chiara, questa è stata la scintilla che mi ha spinto ad avvicinarmi a lui. lo trovavo vicino alla nostra area di riferimento, alla Repubblica,  alla sinistra.  Su questa base ci siamo conosciuti.»

«Che cosa pensa di Un giorno dopo l’altro (2018-2023)? siccome sono chiamati in causa più volte i vari incarichi che Lei ha ricoperto» chiede al Manfredi la moderatrice Gaia Bozza. «Uno dei valori di questo libro, è che è un diario della nostra città; delle opportunità e dei problemi della nostra città. Sergio ha costruito questo diario con competenza, nel senso che i suoi interventi oltre ad avere una valenza politica, sono anche degli interventi che arricchiscono un dibattito di un’ informazione, da non considerare una cosa scontata in un periodo storico come questo. Siccome si parla di fatti attraverso cui il lettore può farsi un sua idea personale: Il giornalismo di Sergio è fatto di dati, dibattiti anche aspri, con argomenti spinosi. I temi proposti sono sempre animati dal dubbio, si aprono in continuazione un susseguirsi di ragionamenti. Infatti il dibattito pubblico dovrebbe essere animato, più che da posizioni ideologiche o personali, da valutazioni di merito. Credo che sia proprio questo quello di cui noi abbiamo bisogno oggi: per costruire un pensiero critico da parte delle persone serve un giornalismo meno aggressivo e più informativo. Questo è un contributo importante che dà Sergio.» risponde il Sindaco di Napoli. 

«Che idea ti sei fatto dal quadro che emerge da questo libro?» Chiede la moderatrice Gaia Bozza al direttore del Riformista: «Ho una risposta a doppio taglio, perché questo è un libro che attraverso questa scrittura chiara paradossalmente ti porta in un tunnel dell’orrore, e andando avanti con la lettura si può pian piano intravedere l’uscita. Ho trovato la lettura molto aspra, perigliosa, difficile, ma ad un certo punto la lettura si distende, soprattutto verso la fine che accende un po’ di speranza. Un libro, questo, interessante, e la cosa curiosa è che gli eventi spiegati attraverso questa sorta di ‘diario’ sembrano chissà quanto lontani invece si tratta di pochissimi anni fa.» 

In Un giorno dopo l’altro (2018-2023), quindi, sono raccolti vari articoli pubblicati su «Repubblica Napoli». Attraverso confronti e lunghe discussioni, si è arrivati ad una comune cultura, che si richiama al socialismo liberale di Piero Gobetti, all’antifascismo dei fratelli Rosselli e, prima ancora, alla lezione di Gaetano Salvemini e di John Stuart Mill. 

Fonte immagine, ufficio stampa

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