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Eroica Fenice

Adelasia

Adelasia: la scelta più intelligente è essere se stessi

Sì, si chiama proprio Adelasia, la cantautrice nata a Lucca, classe 1995, della scuderia Sbaglio Dischi, che svela il suo universo musicale malinconico e sussurrato, attraverso un album di 9 brani, dal titolo 2021 . Dopo la pubblicazione dei singoli Aliena e Umido, Adelasia ha continuato a spalancare le porte del suo mondo interiore con altri due brani: Acqua e Meglio soli, che confermano la scelta dello stile elettronico e della voce soffiata, utilizzando stavolta due proverbi come ritornelli, facendo assaggiare una piccola fetta di torta al pubblico. Oggi il lavoro è completo e racchiude anni di vita, principalmente i 20 e 21 anni dell’autrice, perciò divenuti anche il titolo del progetto. Prodotto, registrato e mixato da Pietro Paroletti, masterizzato da Giovanni Versari, 2021 si presenta come un album semplice e diretto, che dimostra che non c’è sempre bisogno di osare: talvolta la scelta più intelligente è essere se stessi.

Adelasia, intervista alla cantante

Cosa rappresenta per te l’aggettivo indie associato alla tua musica? E cosa significa essere una donna della scena indie italiana?

Rappresenta la realtà dei fatti: il mio disco uscirà per un’etichetta indipendente (Sbaglio Dischi), poi non so quanto sia indie come genere musicale però è sicuramente indipendente.

Essere donna e fare musica per me significa lavorare principalmente con i maschi e, in alcune situazioni, faticare un po ‘di più per far capire il mio punto di vista. Ma in generale per ora il mio percorso è stato molto lineare, molto piacevole, nessuno mi ha mai fatto sentire inadeguata.

“Meglio soli che male accompagnati”, “ne passerà di acqua sotto i ponti”, sono due ritornelli presenti nel nuovo album. Rendere incisivo un detto popolare, un proverbio? Cosa c’è dietro questa scelta?

Il linguaggio che uso nelle mie canzoni è molto semplice, scrivo come parlo e i modi di dire sono stati utili per spiegare alcuni pensieri.

2021: un titolo che sicuramente proietta al futuro, dato che ricorda il prossimo anno che dovremo affrontare, insomma qualcosa di non visto e non vissuto ancora. Cosa ha il tuo album di innovativo, che non abbiamo ancora ascoltato nel mare di musica che ogni giorno si inonda?

Non lo so, mi mette un po ‘in crisi questa domanda. Vorrei che fossero gli altri a dirmelo. Io spero solo che lo riteniate un disco sincero e piacevole, per essere innovativa devo fare ancora tanta strada, innovare è molto difficile.

Valerio è una traccia intima, delicata dalla profonda verità. Una poesia in rima. Ci racconti com’è nata questa canzone? Hai scelto tu che fosse la chiudifila dell’album?

Si ho deciso io che lo fosse, è una traccia diversa sia come arrangiamento che come tematica. È nata molto velocemente, l’ho scritta in poche ore di getto, seduta sul letto in camera dopo aver letto la storia di Valerio Verbano, mi sono commossa e mi è venuta voglia di scrivere di lui.

Sei tu autrice dei tuoi testi, dunque sicuramente cantarli li autentica ancora di più. Su cosa punti maggiormente, alle parole o al tuo timbro? Quale pensi sia il tuo asso nella manica?

Sai queste canzoni parlano proprio di me, di quello che sento e cantarle mi imbarazza delle volte. È come svelarsi davanti ad un pubblico di persone che non ti conoscono: timidamente inizi a parlare di te. Faccio molta attenzione alle parole perché non sono tecnicamente un mostro, ma non fingo di esserlo, sono molto sincera e forse questo è il mio asso nella manica.

In un periodo in cui i concerto dal vivo sono pochi, pochissimi, gli artisti sono malinconici nel pensare a tutto quello che hanno vissuto sul palco. A te cosa manca di più di un live?

Quando scendi dal palco, finito il live, e i tuoi amici ti abbracciano e le persone che ti hanno ascoltata vengono a parlarti, e tu sei felice perché capisci che ha un senso quello che fai.

Ringraziamo Adelasia per la sua gentilezza e disponibilità!

Immagine copertina: ufficio stampa

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