Enhypen: chi sono e i 3 album imperdibili del gruppo K-pop

Album degli Enhypen: 3 da non perdere

Tra le nuove generazioni del K-pop, pochi gruppi hanno fatto parlare di sé quanto gli Enhypen. Nati nel 2020 grazie al talent show coreano I-LAND, un progetto che ha selezionato sette ragazzi da tutto il mondo, non solo per le loro abilità artistiche, ma anche per le loro capacità di raccontarsi e creare un legame con il pubblico. Il gruppo è formato da Jungwon, Heeseung, Jay, Jake, Sunghoon, Sunoo e Ni-Ki, ognuno con una personalità distinta, ma perfettamente in equilibrio con gli altri. Il loro nome, inoltre, non è stato scelto a caso, ma richiama il simbolo grafico dell’hyphen (-), usato per unire parole diverse, indicando che insieme formano un team in grado di combinare tecnica, passione e creatività ad ogni esibizione. Un ponte tra culture e stili diversi, uniti dalla musica. Gli Enhypen hanno più volte mostrato la loro capacità di costruire universi narrativi attorno a ogni album con videoclip curatissimi, riferimenti a storie, leggende e concetti più profondi, tutte caratteristiche che li rendono davvero unici.

Discografia essenziale degli Enhypen a confronto

Album Concetto chiave Traccia principale
BORDER: DAY ONE Soglia tra passato e futuro, dubbio esistenziale Given-Taken
BORDER: CARNIVAL Caos del successo, disorientamento, attrazione Drunk-Dazed
DIMENSION: DILEMMA Scelte, impulsi, crescita sotto i riflettori Tamed-Dashed

Ecco allora 3 album degli Enhypen da ascoltare!

1. BORDER: DAY ONE

Fin dal debutto, il gruppo ha mostrato una maturità fuori dal comune. Il primo album degli Enhypen, BORDER: DAY ONE, racconta un momento di passaggio, a metà strada tra chi si era prima e chi si sta per diventare, e già dal titolo si può intuire che c’è un confine, una soglia da attraversare. Il brano principale, Given-Taken, rappresenta appieno il concept: ogni membro si chiede se tutto quello che hanno ottenuto gli sia stato regalato o meno, una domanda che si portano dietro fin dal giorno in cui sono stati scelti per il programma I-LAND. Questo dubbio così umano rende la canzone ancora più vera. Ma l’album non è solo dramma e introspezione: canzoni come Let Me In (20 CUBE) e Flicker, infatti, aggiungono leggerezza e ritmo. BORDER: DAY ONE è un album che lascia spazio alla riflessione, il punto in cui tutto ha avuto inizio: un mix perfetto tra fragilità, dubbi, talento, ma anche sicurezza e tanta voglia di proseguire un lungo cammino con i fan.

2. BORDER: CARNIVAL

Con il loro secondo mini album, gli Enhypen si tuffano senza freni in quello che si può considerare il loro primo vero viaggio musicale. Se BORDER: DAY ONE era l’emblema di esitazioni, dubbi e confini, BORDER: CARNIVAL cambia completamente prospettiva. Come suggerisce il titolo, l’atmosfera ricorda quella di un carnevale: l’improvviso ritrovamento al centro di riflettori, applausi e persone che osservano crea una sensazione di disorientamento. Drunk-Dazed, il brano principale e quello che ha attirato più attenzione, è la rappresentazione perfetta dell’album: sentirsi confusi, storditi da tutto quello che sta succedendo. È il suono di chi sta vivendo un sogno a occhi aperti ma non ha ancora capito se è davvero pronto a viverlo fino in fondo. Con Fever si cambia completamente tono: è una canzone sensuale, magnetica. Parla di attrazione, di desiderio, ma anche di fragilità — un lato più adulto che arriva in modo naturale. Infine, Not For Sale parla d’amore in modo semplice e sincero, un amore che non può essere comprato. Insomma, in tutto l’album si avverte la voglia del gruppo di esplorare e di cambiare.

3. DIMENSION: DILEMMA

Dopo l’entusiasmo del debutto, quest’album è il momento in cui il gruppo si ferma e inizia a porsi domande più profonde. È un disco che parla di scelte, dubbi, desideri forti, di tentazioni, sensazioni che arrivano quando si cresce. Il brano principale, Tamed-Dashed, riesce a mettere in musica proprio questo conflitto: il ritmo è veloce, il testo parla di impulsi e di quanto sia difficile decidere se lasciarsi andare o trattenersi. Tra le tracce che colpiscono di più c’è Go Big or Go Home, che ha un’energia tutta sua e trasmette pienamente la voglia di prendersi tutto, senza tirarsi indietro andando fino in fondo. Upper Side Dreamin’, invece, a primo impatto può sembrare leggera e rilassante, ma in realtà racconta qualcosa che molti vivono: il desiderio di uscire da una realtà stretta e puntare in alto. Una riflessione mascherata da una melodia morbida. In generale, DIMENSION: DILEMMA è un album pieno di sfumature, che mostra cosa vuol dire trovarsi nel mezzo di una crescita veloce, sotto gli occhi di tutti. La paura di sbagliare, il bisogno di approvazione, la fatica nel capire quale strada scegliere. Per gli Enhypen questo non è solo un passaggio musicale: stanno ancora cercando il proprio posto, ma non hanno paura di mostrare la loro confusione lungo la strada.

Ogni loro album è un viaggio, una storia, una sensazione che resta nel tempo. Non cercano di essere perfetti, ma veri: parlano di crescita, di sogni, di paure, di pressioni che fanno parte della vita di tutti. Raccontano il percorso di chi si sta cercando, di chi si sente perso ma continua a provare, riuscendo al tempo stesso a creare legami fortissimi con chi li ascolta. Non c’è bisogno di conoscere tutti gli album K-pop in circolazione per apprezzarli. I visual, i concept e i messaggi che portano avanti fanno parte di qualcosa di molto più grande: gli Enhypen cambiano, sperimentano, crescono, mostrano il coraggio di vivere i propri dilemmi, e raccontarsi senza filtri.

Fonte immagine di copertina: Spotify

Articolo aggiornato il: 27 Gennaio 2026

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