La top 5 dei Blink-182: un viaggio nostalgico nel pop-punk

La top 5 dei blink-182: un viaggio nostalgico nel pop-punk

I Blink-182 sono una band fondamentale nella storia del pop-punk, un gruppo capace di portare l’energia grezza dello skate punk californiano nelle classifiche di tutto il mondo. Formatisi nel 1991 a San Diego dall’incontro tra il bassista Mark Hoppus e il chitarrista Tom DeLonge, a cui si aggiunse il batterista Scott Raynor (sostituito nel 1998 dall’iconico Travis Barker), hanno definito un’intera generazione con un mix di melodie contagiose, ironia e una rara capacità di toccare temi profondi con apparente leggerezza.

Il loro sound si è distinto dalla scena punk degli anni ’90 per la pulizia delle armonie e per testi che, pur trattando spesso di insicurezze adolescenziali, hanno saputo affrontare anche argomenti complessi come la solitudine e il suicidio. Dopo uno scioglimento, varie reunion e cambi di formazione, dal 2022 la lineup classica Hoppus, DeLonge e Barker è tornata più forte che mai, dimostrando la longevità del loro impatto culturale.

La classifica delle 5 canzoni più belle dei blink-182

1. All the small things

Questo brano, dall’album Enema of the State (1999), è l’inno pop-punk per eccellenza e la canzone che li ha consacrati a livello globale. Con una melodia incredibilmente orecchiabile, racconta l’importanza dei piccoli gesti in una relazione. Il testo celebra una partner che supporta il narratore, lasciandogli “rose sulle scale” e dimostrando il suo amore con gesti semplici ma significativi. Il videoclip, una parodia delle boy band dell’epoca, è diventato iconico. Curiosità: il famoso cartello “TRAVIS I’M PREGNANT!” mostrato nel video è stato ricreato nel 2023 da Kourtney Kardashian, moglie di Travis Barker, per annunciare la sua gravidanza durante un concerto.

2. Adam’s song

Tratta sempre da Enema of the State, questa canzone rappresenta una deviazione netta dai temi leggeri della band. Adam’s Song affronta la solitudine e la depressione. Mark Hoppus la scrisse in un periodo difficile, sentendosi isolato dopo un tour. Sebbene il brano sia stato tragicamente associato al suicidio di un sopravvissuto del massacro alla Columbine High School, il suo messaggio finale è di speranza. La canzone contiene anche un riferimento al testo di Come As You Are dei Nirvana, rielaborato per esprimere un rimpianto che evolve in una presa di coscienza e un desiderio di andare avanti.

3. First date

Contenuta nell’album Take Off Your Pants and Jacket (2001), questa canzone cattura perfettamente l’ansia e l’eccitazione di un primo appuntamento. Tom DeLonge descrive il turbinio di pensieri di un ragazzo insicuro (“Do I look stupid when I talk?”), alternando momenti di imbarazzo a una riflessione più profonda sulla paura di perdere una persona speciale. Il videoclip, ambientato negli anni ’70, è uno dei più esilaranti della band, con i tre membri travestiti con parrucche e abiti d’epoca.

4. I miss you

Con l’album omonimo Blink-182 (2003), la band intraprese una svolta stilistica verso sonorità più mature e alternative. I Miss You è il simbolo di questo cambiamento. Caratterizzata da un’atmosfera dark e da una strumentazione acustica (basso, chitarra e una batteria suonata con le spazzole), la canzone è una malinconica ballata sulla mancanza. Il testo, che evoca l’immaginario di Tim Burton con un riferimento a Jack e Sally di Nightmare Before Christmas, esprime un tormento amoroso profondo e ossessivo. Il videoclip, girato in una casa infestata in stile anni ’30, rafforza perfettamente l’estetica gotica del brano.

5. She’s out of her mind

Dall’album California (2016), questo brano è stato scritto durante il periodo con Matt Skiba alla chitarra. Rappresenta un ritorno alle sonorità classiche della band, unendo l’energia degli esordi a una produzione moderna. La canzone descrive l’attrazione per una ragazza “fuori di testa”, un tema ricorrente nell’immaginario giovanile caro ai Blink. Il videoclip è un geniale remake al femminile di quello di What’s My Age Again?, con tre influencer che corrono nude per le strade, omaggiando una delle scene più iconiche della storia del gruppo.

Tabella riassuntiva: le canzoni iconiche dei blink-182

Canzone Album e anno / perché è un simbolo
All the small things Enema of the State (1999) – l’inno pop-punk che li ha resi famosi in tutto il mondo.
Adam’s song Enema of the State (1999) – la loro capacità di trattare temi profondi come la depressione.
First date Take Off Your Pants and Jacket (2001) – il racconto perfetto dell’insicurezza adolescenziale.
I miss you Blink-182 (2003) – la svolta verso un sound più maturo e alternative rock.
She’s out of her mind California (2016) – la dimostrazione di saper tornare al loro stile classico con una nuova energia.

Fonte immagine: Wikipedia

Articolo aggiornato il: 17/10/2025

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A proposito di Di Costanzo Mariachiara

Mariachiara Di Costanzo, classe 2000. Prossimamente laureata in Lingue e Culture Comparate all'Università degli Studi di Napoli L'Orientale. Appassionata di moda, musica e poesia, il suo più grande sogno è diventare redattrice di Vogue.

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