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Eroica Fenice

Caleido: “E poi ci rido su” è l’album di debutto

Caleido: “E poi ci rido su” è l’album di debutto

Caleido: “E poi ci rido su”, un album sul Non Amore  |  Recensione

E poi ci rido su”, uscito il 5 aprile scorso, è l’album d’esordio dei Caleido, una band toscana nata nel 2016, formata da Cristiano Sbolci Tortoli (voce e chitarra), Leonardo Nesi (batteria), Alessandro Rizzo (piano e tastiere), Lorenzo Carfì (chitarra) e Guido Frosini (basso).

Il disco – scritto da Cristiano Sbolci Tortoli, registrato dai Caleido con Alessandro Di Sciullo e prodotto da Vladimir Eduardo Costabile (La Lumaca Dischi) – contiene 10 brani pop-rock legati da un filo conduttore: il “Non Amore”, quello infranto, quello non corrisposto, quello finito.

“E poi ci rido su”: sentimenti a suon di indie pop

I Caleido cantano la forza, la rabbia, l’amore, la disperazione, l’eroismo e i ricordi, i viaggi e il sesso delle prime volte, in maniera sincera ed elegante, attraverso sonorità decise ma raffinate.

Il disco è stato anticipato dal singolo “Chiara”, pubblicato lo scorso 8 febbraio. “Chiara” rappresenta un’adolescente insoddisfatta che cerca di colmare un grande vuoto con un “troppo pieno”, che in realtà non esiste, e che non fa altro che accrescere ciò da cui lei tenta di scappare.

Chiara soffre per un “non amore” che, hanno spiegato i Caleido, “non è l’opposto del sentimento in sé, bensì una mancanza costante e dolorosa, un sentimento a sé stante, da cui la ragazza cerca disperatamente di fuggire (in moto) con le lacrime che le bagnano il volto e le mani che le impediscono di vedere il sole che, attorno a lei, continua a splendere. Il dolore, in questi casi, acceca tutto, fa vedere piovoso anche un cielo terso e ogni stimolo esterno diventa sterile ed insignificante”.

Questo è ciò che succede a Chiara, che invano tenta di scappare da un amore non corrisposto che la rincorre, che si ripresenta nella sua mente nonostante rincorra futili sensazioni svestite e stupide amicizie per impiegare il suo tempo, nella speranza che davvero la facciano sentire meglio. Con la voglia di esser sexy per un mondo che non la apprezza e un chewing-gum in bocca, Chiara sancisce il ritorno agli anni ’80, che nell’ultimo periodo son tornati, idealizzati dalla poetica indie-pop, in cui i Caleido facilmente si collocano”, hanno concluso i Caleido.

Il brano, tra i più forti dell’album, è accompagnato da un videoclip diretto dalla regista Marta Fonti.

Altro pezzo forte del disco, decisamente radiofonico, è il brano d’apertura, “Polaroid”, energico e malinconico allo stesso tempo: la malinconia è quella trasmessa da una polaroid, unico ricordo di una storia ormai finita.

“Torno a casa tra i pensieri di una sera/di te resta una Polaroid”.

Tutto l’album racconta, come detto, del “Non-Amore”, tranne “Miele”, la seconda traccia – nonché secondo singolo estratto – , un brano dalla melodia trascinante che parla infatti di un amore “in corso”.

E poi ci rido su” rispecchia in pieno le sonorità tipiche dell’indie italiano degli ultimi anni; in particolare, gli arrangiamenti e l’utilizzo massiccio delle tastiere ricordano vagamente lo stile dei Baustelle. La voce e il modo di cantare del leader Cristiano, invece, richiamano a tratti quelli di Cesare Cremonini; cosa evidente soprattutto in ballad come “É sempre stato bellissimo”- pezzo che parla di ogni immagine ed ogni sensazione che ci ha fatto sentire bene almeno una volta -, o in “Copenaghen”, un brano, tra i più belli del disco, che porta a scoprire e scoprirsi.

Anche in “Non Piangere” e in “Weekend” troviamo “ventate cremoniniane”.

Tra i brani più interessanti dell’album, per testo e melodia, includiamo pure “Giulia”. Giulia è una ragazza insicura e solitaria, non si piace, si sente a disagio. In realtà però Giulia non esiste, è solo un nome che incarna ognuno di noi, con i propri dubbi e fragilità.

“Giulia non vuole parlare, non vuole sognare, non vuole giocare con te”.

Le cose però possono sempre cambiare e infatti lo fanno perché poi Giulia si lascia finalmente andare e inizia a sognare e a vivere.

Il disco si chiude col brano “Fotomodella”, una bella canzone che descrive l’incontro tra due ex dopo tanto tempo. Conoscono ogni dettaglio dell’altro, ogni difetto, ogni sensazione. Tuttavia, è trascorso diverso tempo e i sentimenti presenti alla fine della relazione ora sono cambiati:

“Cambia il sentimento, il mio tormento, cambia anche se lento, io poi ci rido su”.

Quest’ultima frase ha dato poi il titolo all’album.

Caleido, buona la prima!

Un esordio niente male quello del quintetto toscano che ha dato alla luce un album accattivante, di facile presa, sia per le melodie fresche che strizzano l’occhio alle radio, sia per i testi semplici (ma non banali) e immediati. Dieci brani in cui è facile immedesimarsi in quanto risvegliano ricordi e sensazioni che ognuno di noi custodisce con affetto; fanno riaffiorare immagini di una relazione finita, di amori della giovinezza, corrisposti e non.

I Caleido sanno raccontare frammenti di vita che appartengono a tutti. Le loro parole, le situazioni riportate risultano infatti familiari e questo è il punto di forza di questo primo lavoro del gruppo, oltre ad ottimi arrangiamenti e melodie coinvolgenti.

 Ascolto consigliato!

 

 

[Fonte foto: Ufficio stampa Caleido]

 

 

 

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