Canzoni di Amy Winehouse, le 6 più belle

Canzoni di Amy Winehouse, le 6 più belle

Amy Winehouse (1983-2011), cantautrice e produttrice discografica britannica, esordì nel 2003 con l’album Frank, ma fu con Back to Black (2006) che raggiunse il successo globale, vincendo cinque Grammy Awards in una sola notte. Ritenuta la precorritrice della nuova generazione del soul bianco, il suo nome è anche legato ai suoi problemi con droga e alcol, che la portarono alla morte a soli 27 anni. Ecco le 6 canzoni più belle di Amy Winehouse.

I capolavori di Amy Winehouse in sintesi

Canzone Album e anno Significato o impatto principale
Stronger than me Frank (2003) Brano d’esordio che critica un partner immaturo, vincitore del premio ivor novello.
You know I’m no good Back to black (2006) Una confessione spietata e ironica sulla propria infedeltà e debolezza.
Rehab Back to black (2006) Il manifesto autobiografico del suo rifiuto alla riabilitazione, vincitore di 3 grammy awards.
Love is a losing game Back to black (2006) Una struggente ballata sulla disillusione e la sofferenza in amore.
Back to black Back to black (2006) La title track che descrive il ritorno all’oscurità dopo la fine di una relazione.
Valerie Version (di Mark Ronson, 2007) Una cover energica e iconica che è diventata una delle sue performance più celebri.

1. Stronger than me (2003)

Scritta da Amy Winehouse e dal produttore Salaam Remi, è una delle canzoni che segna il suo esordio, inclusa nell’album Frank. Il brano, vincitore di un Ivor Novello Award, parla di un amore tormentato in cui Amy si trova ad affrontare un partner che dovrebbe essere più forte di lei, ma che si rivela infantile e fragile. Nel videoclip, la cantante si arrabbia con il ragazzo, il quale è ubriaco e non la comprende. Con i suoi echi jazz, soul e R&B, è stata la prima traccia di Amy Winehouse a vendere oltre un milione di copie nel Regno Unito.

2. You know I’m no good (2006)

Contenuta nell’album Back to Black e prodotta da Mark Ronson, You Know I’m No Good è una delle canzoni più enigmatiche di Amy Winehouse. Il brano racconta, con un misto di ironia e serietà, di un tradimento e di una ricaduta nel vizio dell’alcool, con la rassegnata ammissione “I told you I was trouble, you know that I’m no good”. La schiettezza drammatica del testo, unita a una sezione di fiati iconica, unisce profondità e grande fruibilità. Non mancano riferimenti al jazz e al soul, che hanno contribuito a renderla disco di platino in Italia, Svizzera e Regno Unito.

3. Rehab (2006)

Tratta dall’album Back to Black, è forse la canzone più emblematica di Amy Winehouse. Prodotta da Mark Ronson, il brano è autobiografico e parla del suo rifiuto di entrare in un centro di riabilitazione su insistenza dei suoi manager. La sua risposta sfrontata è un secco e ripetuto “No, no, no”. Amy sostiene di avere solo bisogno di un amico (“I just need a friend“). La canzone divenne un successo planetario e le valse tre riconoscimenti ai Grammy Awards del 2008, tra cui “Registrazione dell’Anno” e “Canzone dell’Anno”, come attestato dal sito ufficiale dei premi.

4. Love is a losing game (2006)

Una delle canzoni autobiografiche più struggenti di Amy Winehouse, Love is a Losing Game vinse il premio Ivor Novello nel 2008 come migliori musiche e testo. Scritta interamente dall’artista, questa ballata lascia emergere tutta la sua disillusione nei confronti dell’amore, attraverso una dolcezza e una malinconia uniche. Le parole del brano suonano quasi come una profezia per la cantante, che descrive l’amore come un gioco d’azzardo a cui si perde sempre: “Love is a losing game, one I wished I never played (…) a final frame, love is a losing game”.

5. Back to black (2006)

Senza dubbio una delle canzoni più famose di Amy Winehouse, la title track dell’album omonimo è un capolavoro prodotto da Mark Ronson e Salaam Remi. Il brano, con il suo sound ispirato ai girl group degli anni ’60, parla della rottura con il fidanzato Blake Fielder-Civil, tornato dalla sua ex. Per Amy, questo significò un ritorno all’oscurità (“back to black”), alla depressione e alla dipendenza. Nel videoclip, infatti, la cantante partecipa simbolicamente al funerale del suo stesso cuore. Il pianoforte solenne e gli arrangiamenti orchestrali hanno reso il brano un classico senza tempo.

6. Valerie (2007)

Nonostante sia una cover, Valerie è diventata una delle canzoni più iconiche di Amy Winehouse. La versione più celebre è quella prodotta da Mark Ronson per il suo album del 2007, Version. Il brano originale è del gruppo indie rock The Zutons. La storia parla di un uomo infatuato di una ragazza di nome Valerie (la truccatrice newyorkese Valerie Star) e delle sue peripezie. L’interpretazione di Amy, energica e piena di vitalità, ha trasformato la canzone in un successo globale, diventando un punto fermo delle sue esibizioni dal vivo. Una versione demo acustica è stata poi inclusa nell’album postumo Lioness: Hidden Treasures.

Fonte immagine: Pixabay


Articolo aggiornato il: 15/09/2025

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