Il 13 luglio del 1985 è una data iconica per tutti gli amanti della musica e i fan del rock anni 70 e 80. È la data di uno degli eventi musicali più grandi della storia: il Live Aid. A 39 anni di distanza, riviviamo l’evento che ha cambiato il modo di concepire la beneficenza musicale.
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Dettagli principali del concerto Live Aid
| Dettaglio | Informazione |
|---|---|
| Data evento | 13 luglio 1985 |
| Organizzatore | Bob Geldof e Midge Ure |
| Luoghi principali | Wembley (Londra) e JFK Stadium (Philadelphia) |
| Obiettivo | Fondi per la carestia in Etiopia |
| Spettatori globali | Circa 2 miliardi |
L’organizzazione e i numeri del concerto
Poche volte nella storia si è assistito a eventi musicali della portata del Live Aid, con una distribuzione su scala globale ed un roster di artisti partecipanti storico a dir poco.
Lo show fu organizzato dal cantante e attivista Bob Geldof e si tenne contemporaneamente al Wembley Stadium di Londra e al John Fitzgerald Kennedy Stadium di Philadelphia, USA. Lo stadio di Londra ha ospitato circa 72 mila spettatori, mentre quello americano ben 90 mila. Inoltre, da casa hanno seguito lo spettacolo circa 2 miliardi di persone in tutto il mondo. Il guadagno totale del Live Aid è impressionante: la cifra raccolta si aggira intorno ai 150 milioni di sterline. Per approfondire l’impatto storico di questo evento, è possibile consultare la pagina dedicata su History.com.
Nonostante la somma sia da capogiro, gli artisti che vi hanno preso parte non hanno ottenuto alcun ricavo dalla partecipazione, poiché l’intera somma raccolta dal Live Aid è stata devoluta in beneficenza per fronteggiare la carestia che aveva colpito l’Etiopia.
Le esibizioni leggendarie a Londra
Storica è senza dubbio la partecipazione dei Queen al concerto, ritenuta la migliore esibizione di tutto il Live Aid. La band londinese ha esordito con l’iconico brano Bohemian Rhapsody, a cui hanno fatto seguito Radio Ga Ga, Crazy Little Thing Called Love, Hammer To Fall, We Will Rock You e, in chiusura, il singolo da stadio per eccellenza We Are The Champions. Sul tardi, il leader dei Queen Freddie Mercury ed il chitarrista della band Brian May sono ritornati sul palco del Live Aid per cantare la versione acustica di un loro pezzo meno conosciuto, ma che racchiude in sé una riflessione sulla condizione del mondo e quindi coerente con il tema principale della manifestazione: Is This The World We Created?.
Non solo l’esibizione dei Queen è da ricordare. Degno di nota è stato anche il Live Aid di Elton John, che si è esibito con i suoi capolavori I’m Still Standing, Bennie and the Jets, Rocketman, Can I Get a Witness e i duetti con George Michael (Don’t Let The Sun Go Down On Me) e Kiki Dee (Don’t Go Breaking My Heart).
Memorabile anche la performance di David Bowie, con le sue Rebel Rebel, Modern Love, TVC 15 e Heroes. Al Live Aid di Londra hanno inoltre preso parte gli Who, i Dire Straits, Sting e gli U2. Il concerto poi sulla fine ha visto l’ingresso di Paul McCartney con l’immortale Let It Be dei Beatles e si è chiuso con tutti i partecipanti che hanno eseguito la canzone Do They Know It’s Christmas?, canzone di pace della “Band Aid”, ossia l’intero cast dello show.
Il palco americano di Philadelphia
Da segnalare per quanto riguarda lo spettacolo in America senza dubbio la reunion dei Black Sabbath, che hanno presentato i loro successi maggiori come Children of The Grave, Iron Man e Paranoid. Memorabili anche le partecipazioni dei Led Zeppelin, dei Judas Priest, di Bryan Adams, dei Beach Boys, di Eric Clapton, di Madonna, di Mick Jagger e di Bob Dylan. Il Live Aid negli Stati Uniti si è chiuso poi con l’esecuzione dal vivo del brano We Are The World da parte, anche in questo caso, di tutti i partecipanti.
Il Live Aid è stato senza dubbio la più grande operazione di beneficenza mai compiuta in ambito musicale, oltre che il più grande concerto di tutti i tempi, sia per i partecipanti che per il numero di spettatori.
Fonte immagine: Wikipedia
Articolo aggiornato il: 11/12/2025

