Seguici e condividi:

Eroica Fenice

Parodie divertenti, le cinque canzoni che devi conoscere

Ogni opera originale, si sa, finisce inevitabilmente nella lente dissacratoria della satira, che può dare vita a parodie divertenti. Queste sono le nostre preferite

Il mondo della musica è sicuramente una fonte inesuaribile per chi si vuole cimentare nel genere parodico e demenziale. Non si contano sulle dita di una mano il numero di canzoni famose deformate dalla comicità, variandone sia lo stile musicale che il significato originale in favore della satira politica e sociale, nonché per burlarsi di mode e tendenze culturali.

In quest’articolo abbiamo raccolto cinque tra le parodie musicali più spiritose e irriverenti, fatte da gruppi e cantanti più o meno famosi. Buon ascolto (e buone risate)!

5 parodie divertenti tutte da ascoltare

Tony Tammaro – Teorema

La carriera di Tony Tammaro, nome d’arte di Vincenzo Sarnelli, è da considerarsi fondamentale per la storia della musica demenziale. Le sue parodie divertenti mirano a mettere alla berlina il mondo dei tamarri, nome con cui si raggruppa tutta quella fascia della gioventù napoletana dedita ad atteggiamenti lungi dall’essere eleganti e civili (e da ciò si capisce l’adozione del fittizio cognome “Tammaro”).

Non è da meno la canzone che qui prendiamo in esame, Teorema. Tratta dall’album Da granto farò il cantanto, fa il verso all’omonima canzone di Marco Ferradini. Lo stile è pressoché identico, ma cambia decisamente il testo: nella prima parte Tony afferma che la donna, affinché ami un uomo, debba essere trattata male fisicamente e quasi senza dedicarle alcuna attenzione. Tutto cambia nella seconda parte dove prende la parola il suo amico, succube di una moglie manesca e crudele.

Per quanto (erroneamente) la canzone ad un primo ascolto possa essere intesa come un incentivo alla violenza sulle donne, basta ascoltarla fino in fondo per osservare come il rovescio tipicamente parodico sia ben riuscito: e m’arricuordo ‘e parole ‘e mammà:/«tu in mano a chella fai a fine ‘e papà».

Slashstreet boys – I’ll kill you that way

Vi siete mai chiesti come sarebbero stati i Backstreet Boys, la boyband più in voga negli anni ’90, se fossero usciti dalla sceneggiatura di un film horror? La risposta a tale domanda sono gli Slashstreet Boys, band composta da cinque dei serial killer cinematografici più famosi: Freedy Krueger, Jason Voorhes, Ghostface, Michael Myers e Leatherface. In rete si trovano poche notizie sull’idea da cui è nato questo quintetto da incubo, ma quel che è certo è che i nostri eroi si cimentano nell’imitare lo stile e le movenze del complesso di Orlando.

I’ll kill you that way, in particolare, fa il verso a I want it that way del 1999. Particolarità di questa parodia è la rielaborazione del testo originale, pieno di riferimenti ai film in cui i mostruosi membri sono protagonisti e che non passano inosservati ai fan dell’horror più attenti. Anche il videoclip viene rielaborato su modello di quello originale, con risultati davvero esilaranti. Se poi c’è il buon vecchio Freddy a fare da frontman, allora questa è davvero una band “da sogno”.

ZeroDx – Una vita di panza

Continuiamo la nostra carrellata di parodie divertenti con gli ZeroDx.

Odiati, amati, disprezzati ed elogiati. I ragazzi de Lo stato sociale hanno segnato, nel bene e nel male, la scorsa edizione del Festival di Sanremo piazzandosi al secondo posto con Una vita in vacanza: una canzone dal testo già di per sé ironico e dalla melodia accattivante.

Anche per questa canzone sono state sfornate parodie a dismisura, ma su tutte prevale quella fatta da Enrico ZeroDx, youtuber e filmaker che ha proposto la sua versione della medaglia d’argento sanremese: Una vita di panza.

Non serve spendere molte parole sul titolo, quanto piuttosto sul contenuto della canzone: uno scherzoso sfottò rivolto a coloro che fanno di tutto per tenersi in forma, tra dieta serrata ed intenso esercizio fisico, dimenticandosi però che le tentazioni della gola sono sempre lì in agguato: Sogni un peso diverso/però mai un kilo perso/e la dieta/che rompe i co*****i.

Ad enfatizzare il tutto ci pensa il videoclip, in cui si alternano atleti impegnati in qualunque attività fisica ad immagini di succulenti hamburger cotti allla griglia, pizze chilometriche, fontane di cioccolato e chi ne ha più ne metta. Praticamente questa è la canzone che il dottor Nowzaradan canta ai suoi pazienti ogni volta che non riescono a perdere peso.

Elio e le Storie tese – Bunga Bunga

Ricordate i mondiali di calcio in Sudafrica del 2010? Quello delle odiate vuvuzelas e dell’incredibile flop compiuto dalla nazionale italiana campione del mondo? Era anche l’anno in cui Shakira cantò la canzone ufficiale del torneo, Waka Waka, e quello in cui divenenro note le scappatelle dell’ex presidente del consiglio Silvio Berlusconi con Ruby “Rubacuori” e con altre donne che si dilettarono nei celebri festini della villa di Arcore.

Ora prendete queste due cose, unitele e ne verrà fuori una canzone demenziale/parodica. È quello che fecero gli Elio e le Storie tese con Bunga Bunga, canzone il cui titolo richiama al termine con cui la stampa e i media definirono i sopracitati festini. Gli Elii aprirono una puntata della trasmissione di Rai tre Parla con me con questa canzone e per un po’ di tempo divenne un vero e proprio tormentone che godette di abbastanza successo. Da segnalare anche una sottile citazione ad una scena specificia di The Blues Brothers di John Landis. Tra le parodie divertenti questa è la nostra preferita in assoluto!

“Weird Al” Yanovick – Amish Paradise

Per ogni genere musicale esistono un sacco di parodie, di canzoni divertenti che scimmiottano pezzi più famosi, compreso il rap. Nel 1996 Alfred Matthew “Weird Al” Yanovick, cantante e attore statunitense, fece uscire il singolo Amish Paradise, parodia del brano Gangsta’s paradise del rapper Coolio uscito un anno prima.

Per chi non lo sapesse, gli Amish sono una comunità nata in Svizzera e stabilitasi negli USA a partire dal XIX secolo. La loro particolarità è quella di vivere come dei contadini, rifiutando qualunque contatto con gli elementi della civiltà moderna.

Il buon vecchio Yanovick, usando la base rap di Gangsta’s paradise, tira fuori una canzone demenziale in cui illustra gli usi e i costumi di questa comunità, a tratti assurde (l’avversione verso la tecnologia, il divieto di usare l’elettricità, il non reagire davanti ai soprusi, la lunga e fluente barba portata dagli uomini). Il videoclip, inutile dirlo, si commenta da solo.

Ciro Gianluigi Barbato

Dopo aver letto il nostro articolo sulle parodie divertenti, dai una occhiata a: “Il meglio della musica anni ’90” – “Canzoni anni ’80 indimenticabili”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.