Qual è la canzone più ascoltata di sempre?

la canzone più ascoltata di sempre

Da tempi immemori la musica è sempre stata il tempio delle emozioni, ha riunito folle di fan, despoti di un genere, ingegneri di note e pause. Ma qual è la canzone più ascoltata di sempre?

Sembra essere proprio Bohemian Rhapsody, con oltre 2 milioni di ascolti sulle varie piattaforme di streaming, quali Spotify, Deezer, Google Play, Youtube e molte altre. Il brano dei Queen è considerato, quindi, oltre che la canzone più ascoltata di tutti i tempi, anche una delle migliori canzoni rock, complice la sua matrice mista, nel mezzo tra ballad, hard rock e opera.

Bohemian Rhapsody, scavalca quindi la celebre Smells Like Teen Spirit dei Nirvana e Sweet Child O’ Mine dei Guns N’ Roses.

Il brano dei Queen è rimasto per ben nove settimane al numero uno della classifica inglese, un tempo davvero lungo secondo le stime. Verso la fine del 1991, ha nuovamente raggiunto la prima posizione in numerose classifiche, soprattutto dopo la morte del frontman Freddie Mercury.

Bisognerà aspettare il 2000, per essere eletto nel Regno Unito, come il terzo singolo più venduto della storia.

Numeri stream da record

I grandi numeri relegati agli ascolti in streaming, sembrano essere stati aiutati dal successo dell’omonimo film, uscito nei cinema italiani, anche se il film ha diviso in due l’opinione pubblica: se da un lato i più integralisti hanno sottolineato le numerose inesattezze biografiche, gli spettatori più accomodanti hanno saputo apprezzare la performance di Rami Malek, nei panni, ovviamente del protagonista front man della band.

Com’è nata la canzone bohemian Rhapsody?

La canzone più famosa della storia sembra avere un passato piuttosto tortuoso. Lunga quasi sei minuti, fu considerata, dagli esperti del settore, protagonista di un lancio folle sul mercato musicale. Per la produzione della stessa fu utilizzato molto nastro, poiché numerose furono le sovraincisioni. Per l’esattezza, si utilizzarono 180 nastri di parti vocali e 70 ore di parti operistiche. Per la realizzazione furono necessari sei studi di registrazione. La canzone fu pubblicata il 31 ottobre del 1975, ma le registrazioni ebbero inizio già nell’agosto dello stesso anno.

Il brano ha avuto un enorme successo, poiché non si era mai visto nulla del genere fino a quel momento: la composizione prevedeva un’introduzione a cappella, un segmento successivo in stile ballata impreziosito da un assolo di chitarra, alcuni momenti d’opera, un segmento importante di hard rock, per poi finire con l’ultima porzione musicale, nuovamente in stile ballata, con parti armoniose tra piano e chitarra. Fino a quel momento l’introduzione di segmenti operistici era stato qualcosa di inimmaginabile nella musica di quel tempo ma Freddie Mercury, che da sempre si era contraddistinto per le sue idee visionarie, puntò tutto su di essa, ricercando un brano che fosse fuori dagli schemi, e che portasse la sua band sul podio del rock, fino ad allora dominato da Pink Floyd, Deep Purple ed altri.

Lo stesso Elton John, ascoltando il brano, affermò che le radio non lo avrebbero mai passato, eppure a dare una forte spinta a quello che ad oggi è il brano più ascoltato di sempre fu proprio Mercury.  L’autore visionario, pare avesse scritto la canzone in maniera disordinata, su foglietti sparsi, con parole scritte in una grafia che nessuno avrebbe mai potuto decifrare, nessuno tranne lui.

Il significato della canzone

Per decifrare cosa volesse dire questa canzone ormai simbolo di chi vive seguendo il suo spirito libero, bisogna partire dall’etimologia della parola. Bohèmien deriva dalla Bohème francese, sinonimo, quindi, di spirito libero e anticonformista. Ideali che da sempre hanno animato la band di Mercury. Il termine Rhapsody, invece, si rifà al rapsòdo, ovvero colui che cantava e recitava storie in pubblico, cucendo tematiche diverse, realizzando una composizione armonica d’insieme. In musica, per rapsodia, si intende infatti un componimento libero, che racchiude in sé diversi stili.

Nel corso del tempo sono state molte le interpretazioni cucite al testo, ma la più accreditata, sembra essere quella di Lesley-Ann Jones, biografa ufficiale di Mercury. Secondo l’autrice, la canzone altro non è che il coming out dell’autore stesso. La frase tradotta: “Ho appena ucciso un uomo. Gli ho puntato una pistola alla tempia, ho premuto il grilletto e adesso è morto”, sembra quasi una dichiarazione d’intenti, secondo la quale il vecchio Freddie ha lasciato spazio ad un uomo differente. Anche la frase “Mamma, non volevo farti piangere”, sembra essere un chiaro messaggio dedicato ai suoi genitori poiché, secondo alcune fonti, i genitori di Mercury erano seguaci dello zoroastrismo, la religione che fonda i suoi precetti sugli insegnamenti di Zarathustra, il quale condanna l’omosessualità.

Al di là di ogni divagazione e interpretazione, è lo stesso Mercury a fornire la chiave di volta durante un’intervista. Alla domanda precisa di cosa volesse significare la canzone Bohemian Rhapsody, Mercury risponde: “Non mi piace spiegare cosa stavo pensando quando ho scritto una canzone. Preferisco che la gente ne dia una propria interpretazione, che ci legga ciò che vuole.” 

La canzone italiana più ascoltata di sempre

Per quanto riguarda il panorama italiano, la canzone più venduta e ascoltata di sempre, sembra essere quella di Domenico Modugno, Nel Blu dipinto di blu. Si stima, infatti, siano state vendute 22milioni di copie, in un periodo, in cui il mercato dei singoli e dei 45 giri era piuttosto sotto tono. La canzone, più facilmente riconosciuta con il titolo di “Volare”, per via della parola che apre il ritornello scanzonato, fu scritta da Modugno insieme a Franco Migliacci. Essa fu poi presentata per la prima volta al festival di Sanremo del 1958 da Modugno e da Johnny Dorelli. Il brano arrivò primo, e il cantautore poté presentarsi all’ Eurovision Song Contest dove si classificò terzo.

Grandi numeri, quindi, quelli che accompagnano le canzoni più ascoltate della storia. Parole, melodie e ritornelli, che restano nell’immaginario collettivo come pietre miliari di un momento specifico. Lacrime, sorrisi, primi amori, sentimenti circoscritti e accompagnati da un giro di melodie, che nel corso degli anni, diventano immortali.

Immagine in evidenza: Pixabay

A proposito di Miriana Kuntz

Vedi tutti gli articoli di Miriana Kuntz

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *