Sky of Birds e il nuovo album: Matte Eyes / Matte Moon

Sky of Birds

Matte Eyes / Matte Moon è l’ultima uscita disponibile dal 20 Novembre della band Sky of Birds per MiaCameretta Records.
L’album, composto da dieci tracce, è un turbine di esperienze e riflessioni che si perdono nell’atmosfera nebbiosa della notte, il tutto possibile grazie alla ricerca e allo stravolgimento dei suoni classici degli strumenti utilizzati. Matte Eyes / Matte Moon è un viaggio interiore che si consuma fino ai primi momenti dell’alba, in cui non mancano introspezione e risveglio.
Dal sapore internazionale, non solo per il cantato inglese, gli Sky of Birds propongono un album ricco di sperimentazioni e contaminazioni; un esperimento musicale che ricorda la scia post-rock e sfocia a tratti nel low-fi. Nel panorama della musica alternativa italiana, gli Sky of Birds si presentano forti, e di certo ne è una prova il nuovo album.

Matte Eyes / Matte Moon – Intervista alla band Sky of Birds

Come descrivereste il percorso dal primo album Blank Love a Matte Eyes / Matte Moon?

Il percorso tra i due dischi è stato di grande ricerca e di rinnovamento del suono della band. Già dalle prime canzoni scritte dopo Blank Love ci siamo resi conto che i pezzi stavano prendendo una piega molto diversa da quelli del disco precedente; che andavano verso sonorità più cupe, notturne, rispetto alla vecchia produzione, ma anche molto più “soniche” e meno cantautorali, e per certi aspetti più ossessive e minimali. Abbiamo lavorato moltissimo sul suono, sia in sala prove durante la pre-produzione che in studio al momento della registrazione e del mixaggio, cercando di non tralasciare nessun elemento, di fare attenzione al dettaglio anche più piccolo, ad ogni feedback di chitarra, all’intensità di ogni eco o delay. Abbiamo sperimentato sui nostri strumenti (e anzi abbiamo lavorato tutti da polistrumentisti) e abbiamo aggiunto strumenti nuovi (come la chitarra baritona, o il mandolino, stravolto con dosi massicce di delay e fuzz); e c’è stato poi un uso maggiore delle sonorità elettroniche (in un pezzo in particolare, “Haze daze dazzle”). C’è poi da considerare che durante la scrittura di questo disco la band ha subito un cambio di formazione (con l’abbandono di un membro e con la sostituzione del batterista), per cui, come succede spesso in queste occasioni, il lavoro di “ripensamento” del suono è stato ancora più evidente e importante. Matte Eyes / Matte Moon, insomma, è un disco che da un certo punto di vista rappresenta il “nuovo corso” della band, ma in fondo non ne snatura le caratteristiche fondamentali, né le peculiarità del songwriting.

Come mai “Matte”? Cosa avete cercato di qualificare come opaco nelle vostre tracce?

È un’opacità figurata, come quella di una persona con lo sguardo annebbiato che guarda una luna offuscata dalle nuvole. Un’opacità, dunque, sia reale che di percezione: un’incertezza di fondo, come quella di questi “strani giorni” che stiamo vivendo.

Durante l’ascolto dell’album ci si sente catapultati in atmosfere notturne e nebbiose. È questo il genere di atmosfera che avete cercato di creare?

È esattamente il genere di atmosfera che andavamo cercando, e quelle che descrivi sono le sensazioni che l’album cerca di trasmettere. Hai ragione quando parli di momenti notturni e “nebbiosi” (è quell’opacità di cui parlavo prima, e che dà il titolo al disco). Mi piace però pensare che all’interno di questa atmosfera notturna ci siano degli sprazzi di luce, improvvisi e inaspettati (è questo il senso, ad esempio, dell’esplosione di suono in un pezzo come Flaws in color); che ci sia insomma un raggio di umanità che traspare nella notte.

L’utilizzo della lingua inglese ha uno scopo preciso per la carica espressiva dei testi, per la musicalità o entrambi?

Abbiamo sempre utilizzato l’inglese per i nostri testi, e non sapremmo fare altrimenti. È una questione di genere musicale e di influenze, ma è anche e soprattutto una scelta “naturale”: sulle nostre sonorità non ci sento nessun altra lingua se non l’inglese. 

Quale tra le dieci tracce non vedete l’ora di portare sul palco? Perché?

Tutte quante! Il disco era pronto per uscire a primavera, e prima dell’interruzione dei concerti stavamo proprio preparando il live che avrebbe accompagnato l’uscita del disco. Abbiamo avuto occasione di fare solo un paio di piccoli “test” live con i pezzi nuovi. Non c’è stato quindi ancora un “battesimo del fuoco” vero e proprio di queste canzoni.

Grazie mille alla band Sky of Birds per la disponibilità e vi invitiamo ad ascoltare il loro nuovissimo album: Matte Eyes / Matte Moon. 

Per altre recensioni ed interviste consultate la nostra sezione Musica.

Immagine in evidenza: Ufficio Stampa

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