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Sparring Project, “Soundtrack for contemporary stories” by PUGILE | Intervista

Sparring Project, “Soundtrack for contemporary stories” by PUGILE

Sparring Project, “Soundtrack for contemporary stories” è il nuovo album di PUGILE uscito il 15 marzo per Macchiavelli Music.

“Colonne sonore per storie contemporanee”, già il titolo ci preannuncia un’ambizione cinematografica nata dall’osservazione urbana, sicuramente quella torinese a cui appartiene Pugile, che suggerisce di inserire storie reali in uno sfondo musicale privo di parole, costruito appunto per fare da  colonna sonora; un ritorno all’underground che devia la forma-canzone standard distanziandosi volutamente e in maniera evidente dal mercato discografico contemporaneo puntando invece all’essenzialità.

Quello che ha fatto Pugile – il trio composto da Elia Pellegrino, Matteo Guerra e Leo Leonardi – è sperimentazione di musica strumentale, un allenamento che ha dato vita ad ambienti sonori volti a celebrare gli stadi della vita umana e che coinvolgono l’immaginazione dell’ascoltatore: la sensazione è quella di una concessione da parte loro, che ci permette di impossessarci e godere di ogni traccia per decidere poi a quale storia segreta debba fare da colonna sonora.

Per il proprio side project Pugile ha scelto come “sparring partner”  Maurizio Brogna, sound engineer e producer. Sono nate  così 15 tracce intorno a 5 concept principali: l’elaborazione del trauma e la ricerca della pace; l’autoconsapevolezza; la cattiva osservazione della realtà e i dubbi che essa comporta; la brama come rovina dell’anima; la ripetitività dei cicli generazionali.  Archetipi che trovano la loro sonorità in un viaggio musicale fatto di sperimentazione e originalità.

«Seduto sul bus che porta in centro guardo fuori dal finestrino: i lavoratori del mercato la mattina presto, una coppia innamorata, le dita di una madre che stringe quelle della figlia. Sparring Project è questo: un lungo viaggio verso un mondo in cui tutto è musica».

Soundtrack for contemporary stories, l’intervista

Come nasce PUGILE e come vi definireste in rapporto alla scena musicale torinese dagli esordi fino ad oggi?

Pugile nasce per necessità, come credo anche un’altra miriade di progetti artistici. Ma In rapporto alla scena musicale Torinese, ci definirei post apocalittici. Negli anni 90 e primi del 2000 in questa città si poteva respirare aria di Musica, trasformazione e fabbriche. E noi stessi siamo il prodotto di underground di una rinascita che è svanita, che si è persa nelle regole del commercio, assoggettata dalle logiche di mercato in cui vendi solo quello che dà un profitto. In un luogo dove l’underground faceva parte della cultura delle persone, adesso, nei posti dove quell’underground era praticato come alternativa culturale e musicale concreta, ci sono solo localini copia ed incolla (copy and paste) dove andare a bere lo stesso bicchiere di vino con il prossimo incontro Tinder.

Perché proprio “Sparring Project”, ha forse a che fare con il nome del vostro gruppo PUGILE?

Direi di Si mio caro amico/a … per chi non mastica il linguaggio sportivo “Sparring partner” è colui che si allena con il pugile che andrà al combattimento. In questo progetto facciamo sparring con Maurizio. L’idea è quella di far entrare diversi compagni di allenamento in futuro.

“Soundtrack for contemporary stories” nasce per incontrarsi con il mondo cinematografico. Non avete mai pensato al fatto che il progetto possa funzionare anche per il mondo del teatro?

Non conosciamo così bene il mondo del teatro, il nostro approccio è rivolto per propensione al mondo del cinema, ma non escludiamo di poter lavorare anche in altri ambiti.

 Colonne sonore che nascono per accompagnare storie contemporanee. Vi sono storie vostre, reali o immaginarie, che vi hanno ispirato e guidato nella composizione di ognuna di queste tracce?

Le tracce sono state scritte e dirette ognuna da un diverso musicista della formazione. Ci siamo fatti aiutare dai tarocchi per scrivere. Ognuno ha pescato una carta e ha riflettuto, aiutandosi con l’archetipo in mano, sulle proprie esperienze personali. Questo metodo ci ha aiutato a veicolare meglio l’immaginario personale in modo da avere tutti uno strumento forte per raccontare una propria esperienza personale anche senza l’utilizzo delle parole.

Al trio PUGILE, si è unito Maurizio Borgna. In che modo vi ha aiutati?

Maurizio è diventato il nostro più fidato collaboratore, fratello maggiore e ancora di salvezza nei momenti in cui le cose non vanno come vorremmo e descriverti in che modo la sua presenza ci ha aiutati sarebbe abbastanza prolisso. Ma possiamo dire più brevemente che a livello musicale è stato per tutti un’ottima occasione di crescita e di confronto. Confrontarsi in genere aiuta chi crea, non si può pensare di creare senza mettere nulla nel proprio cervello, pensando di sapere tutto. Se non si abbatte l’egocentrismo in ricerca, le produzioni saranno sterili e riflesso del proprio pressapochismo.

Considerando il vostro primo album Round Zero(2015) e il fresco Icarian (2018), sentite una crescita o un cambiamento in musica? Se sì, in che modo?

In Musica … In cucina … In ginnastica … In pazienza … in pettinature stravaganti … in calzature … Potremmo andare avanti per molto ancora. Ma se la musica come qualsiasi altra arte viene presa come percorso di crescita personale, cosa che noi facciamo, direi che i cambiamenti sono all’ordine del giorno. In musica ci saranno ancora dei cambiamenti, i dischi che abbiamo pubblicato sono tutto molto diversi tra di loro. L’approccio che li accomuna è un approccio di liberazione, di scoperta, di rottura dei limiti quindi non vediamo l’ora di romperne ancora.

Sparring project finisce qui o ha in serbo un secondo album?

Vuoi sapere la verità? Non so cosa mi succederà tra un mese non credo neanche di poter prevedere cosa ne sarà della nostra musica. Per il momento mi limito a gioire del fatto che qualcuno ora ne stia godendo. Ma siamo contenti di aver potuto lavorare a questo progetto e dobbiamo ringraziare Siae, Mibact e Machiavelli music che ha sposato il progetto supportandoci ed enfatizzando le nostre necessità artistiche.

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