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Eroica Fenice

Davide Mauro

The Musical Building: il rock strumentale di Davide Mauro

The Musical Building è l’opera prima di Davide Mauro, chitarrista napoletano, classe 1996, che in 5 giorni ha deciso di dar vita ad un progetto rock strumentale, che racconta l’evoluzione musicale che ha vissuto nei suoi numerosi anni di studio e di ascolto. Dal 15 Aprile è disponibile su tutte le piattaforme di distribuzione musicale online, uscito anche in copia fisica e in card, grazie al nuovo supporto Nufaco; The Musical Building è stato registrato alla Snap Music Studio di Napoli, interamente autoprodotto e suonato in trio. L’album è stato concepito da Davide Mauro, che ha arrangiato i 6 brani che compongono il suo primo lavoro, suonato chitarra elettrica e classica, sia per la sezione ritmica che per quella armonica. L’incontro con gli altri due musicisti che hanno preso parte al progetto è avvenuto in precedenza, il neo maggiorenne Francesco Giuseppe Panarella ha  infatti registrato la batteria, mentre Luca Visingardi le sezioni di basso. Di Visingardi è anche la classica grafica di copertina del disco. La vera domanda ed anche la vera sfida consiste nel chiedersi se possa ancora funzionare un disco strumentale, per di più rock: sicuramente la difficoltà è riuscire ad accaparrarsi il placet di un pubblico di maggioranza, ma nel momento in cui il suono possiede qualità ed ambizioni, allora sicuramente si può puntare a delle orecchie attente ed allenate al genere.

Abbiamo intervistato Davide Mauro, autore di The Musical Building

The Musical Building: come è nato il titolo di questo progetto?

Il titolo dell’album è The Musical Building; l’ho scelto alla fine delle registrazioni. Guardando il disco con un occhio esterno, mi sono reso conto che ogni traccia esprimeva una cifra della mia sonorità, andava quindi a comporre il mio personale edificio musicale, poiché questo album è proprio la storia della mia evoluzione sonora.

Oltre la copia fisica del disco, è possibile acquistare la card Nufaco, una nuova tecnologia per ascoltare musica attraverso il proprio smartphone. Come mai hai scelto di utilizzare Nufaco per promuove e vendere il tuo album?

Nufaco è un supporto nato la scorsa estate, che consiste in una card magnetica, che viene letta dallo smartphone grazie alla tecnologia NFC, permettendo così di far ascoltare la musica acquistata. Non c’è necessità scaricare app, la musica la si può ascoltare on line, ma presto sarà possibile selezionare anche l’opzione offline. Ho scelto Nufaco, grazie ad una pubblicità trovata sui social ed anche grazie ad un corso online di Ufficio Stampa a cura di Michele Maraglino. Il mio disco è su tutti gli store online, lo si può ascoltare ovunque, da Deezer a Spotify, però volevo anche un supporto diverso, innovativo, come Nufaco. Questa tecnologia è stata utilizzata anche da The Giornalisti, che hanno scelto, oltre alle solite piattaforme anche Nufaco, inserendo un’esclusiva bonus track solo per chi avesse acquistato la card.

Con quale criterio hai composto la playlist?

Ho distribuito le tracce in base al loro mood: il primo brano Siderus Magma, anche singolo di lancio, fa comprendere fin da subito che si tratta di un disco rock ed anche il secondo pezzo Ourgasm, grazie alla sua impronta rock afferma il mio universo musicale ed il genere dominante. Il terzo brano è una ballad, il quarto Save Gorilla Funk come già esplicitato nel titolo ha toni funk, estremamente ritmato, con una batteria decisa ed una chitarra distorta che cattura bene l’attenzione; gli ultimi due brani spostano il baricentro del disco, in un’atmosfera acustica e clean, dato che il quinto brano Vento di Mare lascia il posto solo alla chitarra elettrica, senza sbavature e distorsioni, mentre Make Me Fly, che chiude il progetto, è interamente suonata con la chitarra classica.


Due brani del disco da far ascoltare a chi non conosce Davide Mauro

Sicuramente il primo brano Siderus Magma, poiché si può comprendere l’impianto del disco e la timbrica, poi suggerirei l’ultimo Make me fly, poiché è un brano suonato con la chitarra classica, che fa percepire la differenza di sonorità, tratto distintivo dell’album. Da qui si notano due mie anime, che racchiudono i miei percorsi di studio, in quanto ho iniziato con gli studi di chitarra classica e dopo 11 anni, mi sono avvicinato al mondo rock, all’elettrica.

Quali insegnamenti del tuo percorso di musica classica porti con te oggi?

Innanzitutto la composizione, il modo di comporre l’ho imparato suonando musica classica, suonando Bach, anche perché dal punto di vista tecnico c’è una grande differenza tra chitarra elettrica e chitarra classica, a partire dall’approccio. Nella composizione invece, grazie all’insegnamento ricevuto dai miei studi precedenti, ho avuto modo di scrivere le parti sia di chitarra, ma anche di basso e batteria, arrivando quindi a delineare un album interamente costruito da me.

Può ancora funzionare la musica strumentale oggi? Quali sono stati i feedback dell’album?
Il riscontro pratico è sempre delicato, anche perché per poter riuscire ad arrivare a molte orecchie è necessario entrare in playlist, farsi conoscere attraverso i live, condividere contenuti sui social per creare maggiore legame con gli ascoltatori. Per ora sono contento di quanto stia ricevendo, sopratutto nel live, che per me è il vero banco di prova.

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