Il nuovo album dei Verdena: Volevo magia

Volevo Magia: il nuovo album dei Verdena

Il nuovo album dei Verdena ha aperto le strade al ritorno in scena di una delle band più famose del rock italiano. Volevo Magia è il nuovo lavoro, pubblicato nel settembre di quest’anno e presentato dopo il successo di Endkadenz del lontano 2015.  Il tour, in tutta in Italia, ha toccato Napoli il 28 Novembre al Palapartenope.

La musica post grunge e alternative rock del trio bergamasco ha sempre spiccato per ecletticità e tristezza. Rappresentanti di suoni urlati e ricercati, i Verdena si sono da sempre imposti agli ascoltatori per la crudezza della loro essenza artistica.

I testi rispecchiano la particolarità dei Verdena: le frasi, che a primo ascolto hanno poco di sensato, sono piene di parole sconnesse e poco chiare, a volte inventate. I grand fan del gruppo ricorderanno, ad esempio, i versi “In testa a Godzilla/ fra le sue ciglia/ non prendere l’acme/ se sei un Hare Krishna/ Mi meraviglierai” da Non prendere l’acme, Eugenio. Funzionano però musicalmente e danno senso ai suoni, colorano la totalità delle canzoni, riuscendo a prendere un senso e a suscitare quei sentimenti sporchi che la band, come pochi altri, sa tirare fuori tra il pubblico.

I temi ricorrenti di Volevo Magia sono legati all’amore e al suo dolore, abbandonando gli altri malesseri della vita di cui hanno suonato negli anni precedenti. Il testo di Sui Ghiacciai lo rappresenta al meglio con i versi “Collaudami e accettami/ Ma senza fine/ Fai male come/ Mi si spezza il cuore/ Ma sopravvivrei”. Le chitarre elettriche, il basso e la batteria sono sempre gli stessi, fanno chiasso e pervadono. Pascolare, terzo brano dell’album, ne è un esempio con i suoi pesanti assoli di chitarra.

Ai live, i Verdena non deludono, nemmeno dopo anni. Con quasi due ore di esibizione si esibiscono con la carica di una rock band che ha vissuto negli anni ’90 e nei primi anni duemila. Intrattengono, rendendo tangibili le sensazioni artistiche e musicali che li contraddistinguono nel panorama rock italiano.

Insomma, questa è stata proprio una ventata di aria grunge che mancava negli ultimi anni, strapieni di hyperpop. La non conformità al mercato è evidente anche qui, come in ogni altro album dei Verdena. Possiamo però dire che a differenza delle precedenti uscite, la musica di Volevo Magia trasmette una maturitá diversa, che avviene solo con gli anni, e anche una stanchezza dalla rabbia che ha pervaso album come Requiem (2007), Solo un grande sasso (2001) e Il suicidio dei samurai (2004).

Volevo magia non è il loro migliore album, questo è da dire, ma dopo più di vent’anni dal loro arrivo sui palchi restano a testa alta in scena, con un tour nazionale quasi completamente sold out.

Fonte immagine su Volevo Magia: Wikipedia

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