Poesie di Antonia Pozzi, le 5 più belle

Poesie di Antonia Pozzi, le 5 più belle

Voce leggera e significati taglienti sono le caratteristiche delle parole di una delle grandi poetesse del Novecento italiano. Le poesie di Antonia Pozzi catturano per la gentilezza con cui esprimono quello che lei stessa ha definito, nella sua lettera di suicidio, una “disperazione mortale”. La sua estrema sensibilità diventa tra le sue righe l’accezione più bella e, al tempo stesso, la sua dannazione. Tutte le sue opere sono state pubblicate dopo la sua morte, ma lei ha scritto durante tutta la sua breve vita.

Ecco le 5 poesie di Antonia Pozzi, secondo noi, tra le più belle

Desiderio di cose leggere, 1934

La poesia che meglio rappresenta tutta l’opera della Poetessa dell’Anima. Gli scenari naturali che tanto amava si accostano ai suoi sentimenti cupi e al suo bisogno di alleviarli.

“Giuncheto lieve biondo
come un campo di spighe
presso il lago celeste

e le case di un’isola lontana
color di vela
pronte a salpare –

Desiderio di cose leggere
nel cuore che pesa
come pietra
dentro una barca –

Ma giungerà una sera
a queste rive
l’anima liberata:
senza piegare i giunchi
senza muovere l’acqua o l’aria
salperà – con le case
dell’isola lontana,
per un’alta scogliera
di stelle –”

Non so, 1933

La delicatezza nelle parole di un amore complesso.

“Io penso che il tuo modo di sorridere
è più dolce del sole
su questo vaso di fiori
già un poco
appassiti –

penso che forse è buono
che cadano da me
tutti gli alberi –

ch’io sia un piazzale bianco deserto
alla tua voce – che forse
disegna i viali
per il nuovo
giardino”.

Sfiducia, 1933

Un racconto sentimentalmente realistico di una delle emozioni più tristi.

 “Tristezza di queste mie mani
troppo pesanti 
per non aprire piaghe, 
troppo leggére 
per lasciare un’impronta –

tristezza di questa mia bocca
che dice le stesse
parole tue
– altre cose intendendo –
e questo è il modo
della piú disperata
lontananza”.

Amore di lontananza, 1929

Una poesia di intimità tra racconti d’infanzia e immaginazione.

“Ricordo che, quand’ero nella casa
della mia mamma, in mezzo alla pianura,
avevo una finestra che guardava
sui prati; in fondo, l’argine boscoso
nascondeva il Ticino e, ancor più in fondo,
c’era una striscia scura di colline.
Io allora non avevo visto il mare
che una sol volta, ma ne conservavo
un’aspra nostalgia da innamorata.
Verso sera fissavo l’orizzonte;
socchiudevo un po’ gli occhi; accarezzavo
i contorni e i colori tra le ciglia:
e la striscia dei colli si spianava,
tremula, azzurra: a me pareva il mare
e mi piaceva più del mare vero”.

Amor fati, 1937

Tra le poesie di Antonia Pozzi pú struggenti e disperate.

 “Quando dal mio buio traboccherai
di schianto
in una cascata
di sangue –
navigherò con una rossa vela
per orridi silenzi
ai cratèri
della luce promessa”.

Fonte immagine: Pixabay

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